Vizzini: “Io avversario naturale di Vito e Massimo Ciancimino”
Il procuratore aggiunto alla Dda di Palermo Antonio Ingroia e i sostituti Nino Di Matteo e Roberto Scarpinato hanno interrogato ieri il senatore del Pdl Carlo Vizzini, accusato da Massimo Ciancimino di essere uno dei canali per il riciclaggio delle ricchezze raccolte dal padre, Vito.
Sul suo blog, il presidente degli affari costituzionali del Senato ha pubblicato la sua dichiarazione:
“Sono sereno ho fornito tutti i chiarimenti che mi sono stati richiesti. Quindi, attendo di capire come si evolverà la cosa, se ci saranno altri chiarimenti da fare o altri adempimenti che ritengono di dovere fare gli inquirenti. Ho esposto come sono andate le cose ribadendo che non ho mai avuto nessun rapporto di conoscenza con i Ciancimino, padre e figlio. Ho anche specificato la natura economica del rapporto che ho avuto con Lapis. [...] Non so se si può parlare di vendetta, ma è certo che io sono un suo avversario naturale. Un avversario della mafia e suo padre era un mafioso. Ciancimino ha detto in un’intervista che io sono uno che lavora in Parlamento perché i suoi figli non abbiano i suoi soldi. Quando penso che mi sia successa una cosa del genere, penso che avrei scommesso che nella mia vita non sarebbe mai potuta accadere. Detto questo, cerco di fare la mia parte con dignità, pensando che i magistrati siano alla ricerca della verità”.
Sempre ieri il senatore Vizzini è stato indirettamente coinvolto nell’operazione Golem, in quanto uno dei diciotto avvisi di garanzia emessi dalla Dda di Palermo è stato consegnato ad Achille Ferri, finanziere in pensione, che collaborava nella segreteria del politico palermitano. A tal proposito, Vizzini ha dichiarato all’Adnkronos di essere stato “sorpreso, ma è evidente che Achille Felli non potrà più collaborare con la mia segreteria politica. Conosco Felli da quando lavorava in Finanza, è un collaboratore saltuario che svolgeva piccolo compiti, come rispondere al telefono. Certo non svolgeva mansioni politiche. Questo fatto mi giunge nuovo, non ne so assolutamente nulla”.
Dopo l’interrogatorio del senatore Vizzini è stato il turno di Salvatore Cintola, senatore dell’Udc, che ha affermato: “Non mi sono avvalso della facoltà di non rispondere in nessun momento dell’interrogatorio”. E ha aggiunto: “Di più non voglio dire perché ritengo che i processi si facciano con i magistrati e in tribunale e non sui giornali”.
Domani pomeriggio, invece, saranno interrogati Salvatore Cuffaro e Saverio Romano.





















