19 luglio 2009, via D’Amelio: il comizio dell’Idv (e dei simpatizzanti)

19 luglio 2009, via D’Amelio: il comizio dell’Idv (e dei simpatizzanti)

Ieri pomeriggio, in via D’Amelio, sembrava di assistere ad un comizio dell’Italia dei Valori. Beh, sia chiaro: io ero a casa ed ho avuto il dispiacere di seguire gli interventi grazie all’ottima diretta di C6tv (onore al merito a Vassily Sortino e alla sua squadra). Molti, comunque, hanno preferito essere altrove, considerata la scarsa partecipazione all’evento.

Ecco una breve cronaca di quanto è stato detto sul palco realizzato nella via in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta.

Sonia Alfano ha affermato che Marcello Dell’Utri è “stragista”; ha attaccato Renato Schifani (la seconda carica dello Stato) ed ha sostenuto che tutti coloro che gravitano attorno al Pdl sono conseguentemente legati alla mafia.

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ha gridato a squarciagola “resistenza“.

Un giovane napoletano ha concluso il suo discorso ringraziando il suddetto Salvatore “per tutto quello che stai facendo per noi“.

Un grillino di Treviso si è concentrato a discutere sui “papi” e sulle “veline“.

Marco Travaglio, in collegamento telefonico, ha esordito così il suo intervento: “bisogna chiedersi il motivo per il quale Silvio Berlusconi non si sia congratulato con coloro che catturarono Bernardo Provenzano“.

Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista AntiMafia Duemila, ha affermato che il pulsante che ha fatto saltare in aria Paolo Borsellino e la sua scorta è stato azionato dai massoni e dai servizi segreti (evidentemente la pensa come Totò Riina).

I rappresentanti dei meet-up di Beppe Grillo di Palermo e Napoli hanno legittimamente voluto dire la propria ma il primo ha concluso il suo discorso con il sostenere che in via D’Amelio c’era senza dubbio il meglio della società.

E poi c’è stato il momento clou del comizio dell’Italia dei Valori, che ha visto come protagonista Francesco Barbato. Questo politico campano ha scambiato il palco di via D’Amelio nel giorno del 17° anniversario della strage come un pulpito da cui attrarre consenso per una qualche elezione amministrativa circoscrizionale. Ha attaccato il governo, “che vuole un paese senza giustizia“; ha urlato che la “mafia si chiama Berlusconi, che la mafia è la politica“, con tanto di esortazione ad andare a quel paese (ha usato un altro termine) alla fine del discorso.

Poi è stato diffuso un messaggio di Nando Dalla Chiesa ed è salito sul palco Gioacchino Genchi, con alle spalle alcuni ragazzi con l’agenda rossa sollevata al cielo.

Fermo restando che ognuno ha le sue idee e che ognuno ha il diritto di esporle in pubblico (e per forza, siamo in democrazia – grazie a Dio), ritengo che ci siano spazi e tempi in cui queste dovrebbero essere almeno trattate in maniera diversa. Ieri, ad esempio, in via D’Amelio si è assistito ad una manifestazione palesemente politicizzata, durante la quale ci sono stati frequenti attacchi al Pdl, al Pd e all’Udc. Io non entro nel merito dei contenuti degli interventi, perché non è il motivo di questo post, bensì sulla loro opportunità e sulla loro utilità socio-culturale in una giornata che dovrebbe unire e non dividere.

Attorno al palco l’affluenza è stata scarsa ed è troppo semplice liquidare la cosa col sostenere che “lì c’era la parte migliore della società“. La verità è intanto una: erano in pochi intimi. Una mazzata vera e propria se si considera il giorno e il luogo in cui gli invitati hanno parlato sul palco.

Perché? I soliti palermitani che se ne fregano di ricordare? Motivazione qualunquista. Quelli di destra hanno il carbone bagnato e preferiscono la fiaccolata? Spiegazione altrettanto qualunquista.

Ma forse la risposta sta nel fatto che la gente è stanca di come la politica in toto strumentalizza le commemorazioni?

Immaginate, ad esempio, se sul palco di via D’Amelio fosse salito un rappresentante di Forza Nuova o di Azione Giovani o un simpatizzante del Pdl o dell’Udc. Considerato il clima di ieri, ci sarebbero stati fischi e controfischi. Insomma, è la solita storia del “se c’eri, non avevi diritto ad esserci, perché la mafia sta a destra“, “se non c’eri, è successo perché sei amico dei mafiosi o addirittura mafioso“.

Ebbene, finché non usciremo da questo manicheismo, non potremo mai davvero lottare culturalmente e socialmente contro Cosa Nostra. Divisi non si va da nessuna parte: questo dovrebbero capirlo sia i giovani che stanno a sinistra che i giovani che stanno a destra. Perché, ad esempio, non organizzare un grande dibattito contro la mafia, dichiaratamente mettendo da parte le contrapposizioni politiche? Magari non dando a nessun politico la possibilità di salire sul palco, sicché facciano soltanto la parte degli ascoltatori anziché degli oratori. Lo so, non sarebbe una scelta democratica, ma non siete stanchi delle barriere?

Foto di Giuseppe Romano.

 

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11 Commenti a “19 luglio 2009, via D’Amelio: il comizio dell’Idv (e dei simpatizzanti)”

  1. giowind scrive:

    E’ quello che vorrei far capire a tutti i dipietristi che si approppriano -ingiustamente- della lotta alla mafia come loro esclusivo patrimonio culturale e politico.

    Io sospettavo che il flop fosse dovuto alla strumentalizzazione politica, questo post me ne ha dato la prova.

  2. liborio martorana scrive:

    Hai ragione Walter quando dici che divisi non si va’ da nessuna parte. La lotta alla mafia non e’ qualcosa che si deve relegare ai cittadini, la lotta alla mafia e’ qualcosa che deve partire dalla parte politica della societa’, da coloro che hanno il potere ed invece di usarlo per scopi collettivi, lo usano per scopi personali. La lotta alla mafia e’ fatta di azioni e non di sterili ed inutili parole dettate dalle circostanza. Oggi pomeriggio in via D’Amelio c’erano si dei politici facente parte solo di una schiera, ma coloro che hanno parlato dal palco erano persone che in qualche modo avevano subito un’enorme sfregio dalle organizzazioni mafiose, vedi Sonia Alfano (deputata europea eletta da indipendente nelle liste di idv) e Franco Barbato anche lui deputato di idv. Poi ha parlato Salvatore Borsellino ed a lui non gli si puo’ dire propio niente. Le organizzazioni presenti, locali e non, hanno detto la loro come e’ giusto che facessero(su quello che hanno detto si puo’ anche disquisire ma non e’ il momento adatto). Se poi organizzazioni di destra vogliono rivendicare il diritto a dire la loro che si accomodino per fortuna siamo in democrazia ed in democrazia si sa’ ognuno ha il sacrosanto diritto ad esprimere il loro parere poi su quello che si dice si puo’ anche dibattere. In questo momento e’ la lotta alla mafia che ci interessa e non la paternalita’ di questa o quella azione. Per quanto riguarda il PD, il PdL o UdC, ma io ci metterei qualcun’altro, i fatti parlano chiaro. Non c’e’ schieramento che non abbia qualche scheletruccio nell’armadio. Poi per quanto riguarda i politici in generale sarebbe bene che si munissero un codice deontologico di educazione politica. E fino a quando non avremo un parlamento pulito senza condannati o inquisiti non verremo a capo di niente e non potremo sconfiggere quel cancro che si chiama ignoranza.

  3. Walter Giannò scrive:

    @Liborio: non dubito il dolore sofferto da Sonia Alfano e da altri. Tra l’altro stimo la forza politica di Sonia (l’ho votata alle regionali, utilizzando il voto disgiunto). Questo post, tuttavia, dimostra che ieri pomeriggio c’è stata un’appropriazione di una “commemorazione” da parte di una forza politica. Naturalmente non c’erano gli altri (ho saputo che qualcuno del PD ha preferito non salire, pur essendo nei paraggi), ma ciò non può giustificare il clima di astio politico che si è dimostrato sul palco. Un occasione persa. Ogni partito ha gli scheletri nell’armadio, chi più chi meno (la mafia in Sicilia va dove sta il potere, in ogni ambito amministrativo e non ha un colore politico: se al posto della DC avesse governato il PC, si sarebbe avuta la stessa collusione).

    Insomma, sì alle idee (ovvio) ma in certi contesti andrebbero misurate e rafforzate con la volontà di unire.

  4. liborio martorana scrive:

    Caro Walter: all’inizio del mio commento ho riportato le tue parole”divisi non si va’ da nessuna parte” ed e’ quello che ho sempre pensato nella lotta alla mafia, perche’il danno economico – politico – sociale e culturale che paghiamo e’ immenso, ed in piu’ aggiungo che fino a quando esisteranno barriere politiche, tentativi di appropriazioni di commemorazioni e spintonate varie per essere i primi nella lotta alla mafia saremo sempre perdenti. In via D’Amelio c’e’ stato sul palco dell’astio politicodovuto sopratutto a stati d’animo esasperati, ma se Beppe Lumia o Rosario Crocetta non sono saliti sul palco, a loro bisognerebbe chiederne le motivazioni. Buona Giornata e buona settimana.

  5. Michele P. scrive:

    Onore a Walter Giannò ed al suo pensiero. Condanna senza attenuanti per chi col cognome del congiunto ammazzato ha fatto fortuna politica e non solo…..per chi con il professionismo dell’antimafia ci ha guadagnato posizioni…

  6. Giancarlo scrive:

    Cosa e chi voleva trovare il sign. Borsellino Salvatore alla commemorazione di suo fratello, se si confonde il giorno del ricordo e della speranza di rinascita dei siciliani con l’attacco strumentale alle Istituzioni del nostro Paese?

    Carissimo Walter, come tu ben sai sono pienamente d’accordo con te e col tuo pensiero in merito al tema che hai trattato ma purtroppo questa non è democrazia! Appropriarsi di un palco in un giorno così importante e sparare a zero contro tutto e tutti quelli che stanno dall’altra parte non è più democrazia. é solo un volere imporre una propria ideologia con la presunzione che questa sia l’unica e la più giusta.
    Sono felice che ieri a questo particolare momento abbiano partecipato (uso la citazione di un ex vaticanista del TG3) 4 gatti che ancora stanno li ad ascoltarlo.

  7. lajena scrive:

    Ma i processi che non sono stati conclusi,…quelli che NON si faranno….l’informazione mutilata…non è un fatto politico? l’italia piange questi uomini di Stato…,lo Stato no…non dimostra di “piangerli”…Non lo dimostra con le leggi che gli uomini di governo si fanno a proprio uso e consumo,con il bavaglio all’informazione,con i processi archiviati,con le “agende rosse ” rubate..e fatte sparire.E questo cos’è? non è il frutto della politica? “Attacco alle istituzioni”..? QUALI ISTITUZIONI?

  8. Piero Pellerito scrive:

    Leggendo il post di Walter ed i vostri commenti molti pensieri mi affollano la mente, portandomi a pensare che continuando cosi stiamo solamente facendo il gioco di chi spera che la memoria degli Eroi (cosi definiscono TUTTE le vittime di mafia) venga dimenticata.
    Capisco (anche se non sempre condivido) chi dai palchi urla la rabbia che porta nel cuore per dolore personale o per voglia di giustizia, a volte dimenticando che cosi si rischia di allontanare i cittadini da questi eventi che servirebbero a creare quella cultura di legalità e speranza che serve alla nostra terra per riemergere dall’oblio.
    Credo che sia arrivato il momento di divenire cittadini attivi delle nostre comunità, di smettere di dire che questa o quell’altra manifestazione non è di nostro gradimento perchè presente il politico X o il partito Y.
    Credo che sia arrivato il tempo di mobilitare i cittadini stessi, lascirli parlare, di dare voce a noi giovani.
    Se è vero che i giovani sono il futuro della società, non credete che sia tempo che ognuno di noi si riappropri del proprio futuro, e tutti insieme ci riappropriamo del futuro della nostra Terra?
    In fondo la missione degli Eroi siciliani non era altro che liberarci da un cancro che toglie la libertà e la speranza nel futuro, loro hanno lottato contro tutto e contro tutti (anche contro le istituzioni malate) non guardavano il colore politico, non guardavano la casta sociale, cercavano di contribuire (per cio che era nel loro potere) alla realizzazione di società migliore, cercavano di restituirci la speranza nel futuro, cercavano di creare un tessuto sociale dove potessero esserci opportunità per tutti e non solamente per pochi eletti, e sinceramente oggi fà molta rabbia guardarsi attorno e sentirsi attanagliati da un sistema che ti mette ai margini se non hai santi in paradiso.
    Destra e Sinistra hanno dimostrato che l’unico modo di amministrare che conoscono è quello di farsi gli affari propri, di riempire le proprie tasche e poi se resta qualche briciola buttarla giù dal tavolo ove cento affamati si scanneranno perchè sanno che persa quell’opportunità non è detto che se ne ripresentino altre.
    Vi lascio con la semplice frase di un Eroe (o forse un Profeta) “Questo paese non si salverà, la stagione dei diritti si rivelerà effimera se non nascerà un nuovo senso del dovere” Aldo Moro

    Piero Pellerito

  9. alessio scrive:

    vorrei capire dove si risale alla firma di questo articolo, vedo che in molti nei commenti si riferiscono a Walter, ma non trovo la firma sul postato.

    Grazie

  10. Walter Giannò scrive:

    @Alessio: la firma è in alto a destra. Saluti.

  11. rachele scrive:

    Non mi sembra che Lumia, Crocetta, Rita, Nando siano dell’IDV.Perchè non avete riportato niente di ciò che è stato detto su Nicola Mancino che continua a negare di avere visto Paolo?E della lettera di Provenzano a Berlusconi tramite Dell’Utri,perchè non la pubblicate?Parlare dell’ultima intervista di Paolo su Mangano-Dell’Utri e Berlusconi significa secondo voi fare campagna x IDV?non è essere realisti?Ci saranno state e ci sono collusioni a destra e sinistra ma Berlusconi è il presidente del consiglio e una delle persone più potenti d’Italia!Quando se ne parla di queste cose in tv?Quale telegiornale ha pubblicato quella lettera by Provenzano?
    Poi le dichiarazioni di Riina sono successive e non precedenti alle dichiarazioni, riportate anche nelle sentenze, di Genchi sui servizi segreti sotto la copertura del Cerisdi.E in questo servizio due parole su Pino Masciari (che ha pure ricevuto una bomba-messaggio il giorno successivo), su Benny Calasanzio, su Francesco Saverio Alessio, sui genitori di Antonino Agostino? Loro non c’erano al “comizio di IDV”?

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