La “Raccomandazione”: quando la Laurea non basta (soprattutto al Sud)
Parliamo di una simpatica notizia apparsa in questi giorni sui giornali: pare, infatti, che la raccomandazione sia, sopratutto al Sud, il mezzo più in voga per ottenere lavoro dopo la laurea. Insomma, la proverbiale spintarella che potrebbe aiutare tanti validi giovani che non hanno un posto di lavoro.
Da uno studio è emerso, infatti, che la gran parte dei giovani che lavora al sud, dopo la laurea, ha acquisito il posto di lavoro grazie a conoscenze e spintarelle varie, mentre una fetta di loro ne ha trovato uno attraverso l’invio di un curriculum che presenti le proprie conoscenze, mentre una parte ridotta lo ha trovato attraverso le inserzioni sui giornali di avvisi “Offro Lavoro“.
C’è poi una parte di giovani che ha tentato la strada del “Concorso Pubblico“, mentre hanno dei “trend bassi” gli “Uffici di collocamento” e le cosidette “Agenzie di lavoro interinale“.
A tutto questo, si aggiunge il fatto che la laurea aiuta di certo a trovare un lavoro, ma non aiuta a trovarne uno retribuito correttamente. Spesso, infatti, chi ha una laurea si trova ad affrontare lavori sottopagati o mal retribuiti.
Insomma, in questo organigramma dei “mezzi utili per trovare un lavoro”, la classica “spintarella”, o segnalazione, o più semplicemente “Raccomandazione”, resta il mezzo più “in voga” e, pare, anche il più utile: quali le vostre opinioni in merito?
Credete che davvero la raccomandazione sia utile per trovare un lavoro? Non si corre il rischio di creare dei “vantaggi” di alcuni rispetto ad altri, che magari non hanno nessuno che “li raccomandi”?












Io non sono per la raccomandazione. Rimanere schiavi a vita di chi ti ha fatto un tal favore, è una cosa che non potrei mai tollerare. Credo che l’unica soluzione oggi come oggi, sia quella d’inventarsi un lavoro, essere flessibili. esempio: sono laureata in ingegneria, invece di andare a fare la commessa a 280 euro mensili dalla mattina alla sera tanto vale che mi invento qualcosina io! anche se non sfrutterai la tua laurea, non ti fare sfruttare tu. perchè il problema è anche questo, che uno non dovrebbe cedere allo schiavismo, così eviteremo questi stipendi che fanno ridere, e non devi neanche parlare!(certo la dovremmo pensare tutti così, perchè altrimnti usciamo noi e ne vogliono entrare altri mille!) Ma sapete il problema più grande è un altro. Siamo disillusi, pensiamo che tutto andrà male, che non possiamo riuscire, non scommetiamo su noi stessi, tutto si prende superficialmente. In più durante il nostro percorso formativo hanno ucciso e depredato la nostra creatività, ma è possibile che non riusciamo a pensare a qualcosa di innovativo che non per forza ci vogliano i super miliardi per realizzarlo?
E proprio questo è il punto : se solo scattasse quella “scintilla” dell’innovazione lavorativa , con cui sfruttare davvero i propri studi , sarebbe già una buona partenza verso un futuro decisamente migliore !
triste: la raccomandazione è l’unica.
poi le eccezioni confermano la regola
Triste , essì !
[...] – Io, sarò stato fortunato, ma non ho mai avuto una raccomandazione e nemmeno i miei figli.. Il consiglio che do a tutti gli aspiranti giornalisti è di fare questa [...]
le cose non sono così semplici.
E’ facile accomunare e confondere la Raccomandazione con la necessità di dimostrare ‘affidabilità.
l’indagine Excelsior, cui forse ci si riferisce, da anni evidenzia quali sono i canali, ma anche i fabbisogni aziendali.
Criticare è facile, lamentarsi anche, ma senza un minimo d’impegno i risultati sono inevitabilmente scarsi.
sul sito, sulla guida, gratuitamente scaricabile e nella sezione RAV [http://trovarelavoro.pbworks.com/Riflessioni-ad-ALTA-Voce ], queste problematiche sono trattate in maniera approfondita.
leggete e fatemi sapere
alco
Ciao Alco !
Certo , può anche essere che ci sia una sottilissima differenza tra le due situazioni che descrivi … Di certo , che la “Raccomandazione” sia una pratica (ab)usata , è notorio
non è vero vanno avanti i raccomandati,soppratutto li trovi nelle banche e nei pubblici uffici
ecco perchè non funziona mai niente negli uffici pubblici e privati
che vergogna !
povera italia
c’è gente che lavora a casa nella sua città senza titolo gavetta o competenza……
mentre ci sono tanti giovani disperati che vanno a fare il vfp1 nelle forze armate spesso a 1000 km di casa per lavorare solo 1 anno forse 2 epoi a casa
l’italia non può andare avanti cosi è uno schifo a chi studia e vive onestamente e crede nella meritocrazia !
raccomandati sola la merda della società!
andate a scaricare al porto invece di fare finta di lavorare negli uffici!
Beh, non facciamo di tutta l’erba un fascio!
@Miriam
#c’è gente che lavora a casa nella sua città senza titolo gavetta o competenza……#
E secondo te se uno fa la gavetta impara qualcosa???
Ho visto laureate che facevano la gavetta sotto una ragioniera, e facevano solo fotocopie e rispondevano al telefono, facevano le segretarie, anche perchè non sapevano fare un granchè, la formazione all’università è scarsa, niente di pratico.
Comunque quello che voglio dire è che i titoli non rendono sempre competente una persona.
Preciso
che un titolo non rende competente una persona è un dato di fatto. conosco laureati in medicina da cui mai mi farei curare, ingegneri cui non farei fare neppure un castello sulla sabbia, professori di lettere che campano su nozioni di 4oanni fa. Ciò non toglie che la laurea è un titolo che contribuisce a
alla formazione culturale di un individuo. sta a lui poi con la sua costanza intelligenza sensibilità e dedizione far fruttare quella laurea.nel proprio paese o se del caso all’estero. che la raccomandazione in italia sia una pratica diffusissima è come scoprire l’acqua calda: i nostri politici sono i primi a dare l’esempio