Cammarata e la sua bestia nera: il Tar
Il Tar è la bestia nera di Diego Cammarata: il sindaco fa e il tribunale amministrativo regionale disfa. Era accaduto coi pass della Ztl nel giugno dell’anno scorso, è nuovamente successo con l’aumento della Tarsu, essendo stato accolto il ricorso di Assindustria sulla delibera della Giunta comunale, che nel 2006 ha aumentato del 75% la Tassa sui rifiuti solidi urbani.
La motivazione: secondo i giudici, a modificare la tariffa doveva essere il Consiglio comunale, non la giunta, e comunque il rincaro non ha tenuto conto del principio della gradualità.
Ed ora c’è di nuovo lo spettro della restituzione ai cittadini di quanto hanno già versato alle casse comunali. A tal proposito, l’assessore al Bilancio, Sebastiano Bavetta, ipotizza un possibile ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa, magari con una richiesta di sospensiva in modo da bloccare gli effetti della sentenza.
Intanto, tuoni e fulmini (com’è ormai di consueto) sul primo cittadino. Un esempio: Antonello Cracolici, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana: “Dopo la decisione del Tar di bocciare l’aumento della Tarsu del 2006, Cammarata ha una strada obbligata: convocare la giunta, revocare l’aumento dell’Irpef recentemente deciso nello stesso modo, e comunicare le sue dimissioni“.
Già, l’Irpef. Stando al celeberrimo detto non c’è due, senza tre, chissà se il Tar annullerà pure il raddoppio dell’addizionale, anche perché Filippo Cangemi, segretario provinciale de’ La Destra, ha dichiarato: “Impugneremo la delibera di giunta dinanzi al Tar. I nostri legali dell’ufficio tutela del cittadino sono già al lavoro nella stesura del ricorso, i cittadini che vogliono opporsi al sopruso potranno sottoscrivere il ricorso insieme a noi“.
C’è da scommetterci. Nel frattempo, magari, dilettiamoci a tirare qualche sacco di immondizia sul sorriso del sindaco (o a difenderlo ma solo per la par condicio).





















