Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme: liturgia di un gruppo di suddisti
Quando cantare la sicilianità diventa liturgia? Quando sei musici siciliani (palemmitani) si uniscono a cinque scrittori emergenti, per creare un prodotto artistico capace di addensare riconoscibilità attorno all’essere siciliani.
Come si dice nel retro di copertina di questo interessantissimo mix di scrittura e musica: “(Palermo) è già meravigliosa così, non attende alcun futuro. A Palermo il futuro già ci fu”. Non si tratta quindi di ragionare ancora su chi siamo e chi non siamo… Di tracciare per l’ennesima volta un profilo antropologico… Ma di accettarsi, di prendere coscienza.
Ma io parlo essenzialmente come ascoltatrice e anzi mi sta scomodissimo ogni presunto ruolo di commentatrice e quindi: FIATO ALLA TROMBE E TROMBONI!!!!
L’unico possibile atteggiamento verso questo nuovo lavoro, “Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme”, è immergersi nell’indefinito di suoni, polveri, spezie che sanno di ventre, di intimo rapporto con la terra, di noi, suddisti, meridionali, ancestralmente abbarbicati a quel misto di delizia e disgusto che ci contraddistingue. Per dirla culinariamente, dal cannolo alla milza.
E via così, tra ballate sudamericane e canti popolari, tra voci psichedeliche che si ripetono all’infinito e il moderato incedere di un motivo che ti entra subito in testa. Viaggiamo con i nostri piedi a bordo di un transoceanico che gira attorno a Palermo e alla Sicilia, senza mai allontanarsene.
Il viaggio inizia oggi. Edito da Flaccovio.
E ora alcune info più tecniche.
Tracce del nuovo album:
1) “Brucerò la Vuccirìa”
È l’atto d’amore del gruppo verso una della roccaforti del centro storico di Palermo, uno dei centri della sua rinascita. Qui il protagonista della canzone giura che piuttosto che cederla a chi vuole provare a cambiarla, preferisce incendiarla.
2) “Vicoli Vicoli”
Tratto dall’omonimo libro dell’amica Alli Traina, ripercorre i vicoli, per l’appunto, dei quartieri storici della città.
3) “Kalsamex”
È un brano fortemente caratterizzato dalle sonorità messicane sporcate con strumenti elettrici, nel quale sfila il campionario umano del quartiere della Kalsa.
4) “Beddu Lupu”
Attraverso la storia fantastica della tramutazione di un uomo in lupo, vuole evocare il sentimento di rivalsa del palermitano, tra la sacralità della fede cristiana, fortemente presente nella società siciliana, e il profano dell’ira metropolitana.
5) “Nico Il Gigante”
È un altro racconto fantastico. Il protagonista è Nico il gigante, che tranquillizza la popolazione, dichiarando di essere stato chiamato a salvare la città. Anche questa è un’allusione alle speranze dei palermitani affinché arrivi qualcosa o qualcuno a salvarli.
6) “Attore meridionale”
Con un atmosfera musicale rilassata e vagamente sudamericana, racconta lo stereotipo della figura del giovane attore.
7) “Benefattore”
L’andamento della canzone ricorda quello dei cabaret anni ‘30. Qui parlano i muratori, costantemente sui tetti degli storici palazzi del centro storico sui quali lavorano da anni, e i nullafacenti, quelli che aspettano il lavoro (“che manca sempre”) da un non meglio identificato “salvatore della patria”.
8 ) “Chiedolo a Nick Cave”
Cosa succede quando si chiede ad un pittore cieco, a Nick Cave se è possibile che nevichi a Palermo.
9) “Diquembra”
Il pezzo più tribale e ancestrale del disco. Partendo da un’atmosfera musicale del profondo sud si evolve verso una danza scaramantica.
10) “Sabbie immoboli”
“E su queste sabbie mobili noi resteremo immobili” è il verso principale della canzone che vuole essere quella dell’orgoglio palermitano. Sulle sabbie mobili (la Palermo che inghiotte i suoi abitanti) noi resteremo immobili, ma questa volta non si verrà inghiottiti.
Gruppo musicale (band da crociera):
gli Akkura sono Riccardo Serradifalco (Voce, chitarra), Sergio Serradifalco (Contrabasso, cori), Salvo Compagno (Percussioni, cori), Fabio Finocchio (Batteria), Marco Terzo (Trombone) e Claudio Montalto (Tromba) www.myspace.com/akkura.
Etichetta musicale:
Malintenti Dischi: www.malintenti.it e www.myspace.com/malintentidischi.
Produzione:
Moreno Veloso (figlio di Caetano) e Domenico Lancellotti, due figure di spicco della nuova musica brasiliana e mondiale.
Scrittori coinvolti nel progetto:
Dario Tosini, Andrea Gullotta, Alli Traina, Cesare Basile, Davide Enia.
Grafica del progetto editoriale:
Selgio Algozzini.





















