L’eredità di Ciancimino (di Michele Costa, figlio del procuratore Gaetano)

di Palermo Blog | Ci sono 13 commenti
L’eredità di Ciancimino (di Michele Costa, figlio del procuratore Gaetano)

Pubblichiamo il post ricevuto dall’avvocato Michele Costa, che risponde così a Massimo Ciancimino.

Non mi hanno stupito le dichiarazioni di affetto filiale della figlia di Riina, né tantomeno i suoi tentativi di inserirsi in un contesto di “vita normale”.

Mi indigna, invece, la pretesa di Massimo Ciancimino di essere esonerato dalle responsabilità del padre.

È vero che “i figli non possono rispondere delle colpe dei padri”, ma ciò presuppone la essenziale condizione che, fermo restante il loro filiale affetto, non ne accettino l’eredità.

Massimo Ciancimino che, invece, l’eredità del padre ha, senza riserve, accettato, custodendone (all’estero) l’archivio e godendo di una quantità di denaro tanto enorme e sospetta dal consigliarlo di tenerla nascosta, non può (neppure nel nostro disastrato paese) pretendere che lo si consideri estraneo alle colpe paterne.
Delle due l’una: o accetta di essere valutato anche in base alla sua eredità o questa (anche se tardivamente) rifiuti in toto consegnandoci tutta la verità senza trucchi né ammiccamenti e soprattutto restituisca il maltolto.

Michele Costa (figlio del procuratore Gaetano Costa)

 

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13 Commenti a “L’eredità di Ciancimino (di Michele Costa, figlio del procuratore Gaetano)”

  1. sabina scrive:

    Intanto restituisca la verità ……io comprendo perfettamente il suo dire Sig. Michele Costa e condivido il pensiero ……ma intanto facciamo luce su tante tenebre!!!!
    Mi creda,Io il Sig. Ciancimino non lo invidio neanche un po’….penso sia molto PESATE a 360 gradi quello che sta facendo e vivendo….
    L’obbiettivo E’ LA VERITA’…UN DOVERE PER TUTTI I NS MORTI.

  2. Mario B. scrive:

    Bravo

  3. Michele scrive:

    Qualcuno scrisse: “parla solo se quello che dici è più bello dell silenzio”…..

  4. Massimo scrive:

    Gent.mo Avv. Costa,
    Non riesco proprio a comprendere come possa essere il sottoscritto giudicato per le colpe del Proprio Padre.
    Credo che il Mio atteggiamento collaborativo, ha indotto prestigiosi ufficiali del Ros, ad utilizzarMi per ” avvicinare ” il non facile Vito Ciancimino per riservati colloqui investigativi.
    Ho grandissimo rispetto per Lei ,la Sua Professione e cosa e quanto Ella rappresenti sia per il Suo passato Storico, non ci si può certamente scordare come discussi personaggi, ancora oggi responsabili di delicati incarichi istituzionali,abbiano ostacolato il Lavoro di Suo Padre.
    Sono gli stessi personaggi,ribadisco ancora oggi non degni colleghi del Suo Compianto Padre, che muovono le fila di certi meccanismi e che forse oggi, grazie anche al mio piccolo contributo saranno chiamati a rispondere nelle sedi competenti.
    Come ho precedentemente detto non mi sono Mai sottratto a nessun tipo di approfondimento giudiziario, compreso quelli riguardanti l’ identificazione di eventuali Mie altre capienze estere, cosa importante, tra l’altro fornendo agli inquirenti elementi a riguardo.
    Non è stata mai mia intenzione custodire all’estero quello che Lei definisce ” Archivio Segreto ” .
    Il giorno in cui ai sensi di legge, e per gli adempimenti del caso venivo avvisato di essere oggetto di indagine da parte della Procura di Palermo,e nell’esecuzione, secondo disposizione e come richiesto dal G.I.P. di una un perquisizione presso la Mia abitazione,il così detto archivio segreto, ” papello compreso ” era regolarmente custodito nella cassaforte a vista della camera da letto
    Nonostante la più assoluta disponibilità nel far reperire le chiavi per poterne accertare il contenuto, la cosa non trovò nessun interesse da parte delle autorità preposte.
    Anche questo episodio è oggetto di inchiesta da parte della Magistratura.
    Mi sia concessa una precisazione, per il reato di cui Ella pensi mia intenzione sottrarmi a qualsiasi forma di Giudizio, Lo scrivente è stato condannato ad anni 5 e mesi 8 di reclusione.
    Nessuno sconto o trattamento di favore hanno caratterizzato l’inchiesta che Mi ha viso prima nella veste di indagato, ed oggi Mi vede imputato appellante.
    Ho scontato tutta la misura cautelare sia in tema di detenzione che in ” obblighi diversi “.
    Sono ben altri che all’interno della orma già nota inchiesta Gas, hanno beneficiato di ” Strasbismi Investigativi “.
    Mi creda Egr. Avvocato che per la scelta fatta oggi sono indagato per tre Episodi di Calunnia, dove sicuramente se chiamato in giudizio saprò ribadire anche con la produzione di documentazione a supporto le buna fede di quanto fin ora detto, ma dove rischi condanna a pene non tanto inferiori a quelle a Me momentaneamente inflitte.
    Non credo di aver avuto atteggiamenti ammiccanti verso nessuno, in modo particolare Verso quei Magistrati che tanto stimo e rispetto.
    Ho sempre indicato fin dal primo momento dando le dovute coordinate il perchè, e dove era da Me custodito suddetto archivio.
    Ho finito di scontare, ed in tutta la sua durate massima , la misura del divieto di espatrio, nel Giugno del 2009.
    Fi dal primo momento , ed in piena collaborazione dei Pubblici Ministeri, mi sono adoperato per reperire personalmente la documentazione di Loro interesse, avendo bensì anche cura di rispettare regole Verso un paese dove, in seguito a quella richiesta Italiana mi vede ancora oggi indagato di reato di riciclaggio.
    Mi creda Illustrissimo Avvocato, non creda che personaggi di spessore come Il Dott. Messineo, il Dott. Ingroia, Il dott Di Matteo, il Dott. Lari ed Il Dott. Gozzo, si prestino a Miei presunti ammiccamenti.
    Concludendo lungi da Me la volontà di farLe cambiare la Sua rispettabilissima incertezza e diffidenza per la nuova veste di ” dichiarante ” da Me recentemente intrapresa.
    Massimo Ciancimino.

  5. rosemare scrive:

    Ho empre contestato la pelosa pietà che si ha verso i carnefici e l’assurda indifferenza, se con addirittura, diffidenza verso le vittime e verso gli eredi del pesante fardello.

    In questo caso, lo spiraglio aperto – se vero – dal figlio del ciancimimo, mi sembra una cosa che potrebbe avere un seguito solo se il figlio restituisse dignitosamente il denaro accumulato ignomignosamente dal padre. Sarebbe una dimostrazione di pentimento vero e non solo ipocrita per avere favori e magari aspettarsi applausi e anche una carica pubblica.

    Sono totalmente con il dott. Michele Costa: il quale Michele Costa ha avuto in eredità da suo Padre una cosa che il Massimo ciancimino non potrà mai avere: l’onore e la dignità di uomo.

  6. lino scrive:

    Secondo lei quale la scelta migliore. Rinunciare all’eredità e non parlare, oppure, accettare l’eredità e parlare?
    A noi cittadini interessa in questo momento la verità, quella che ministri dello stato ci hanno tenuto nascosto.

  7. rosemare scrive:

    Torno sull’argomento perchè non avevo letto la lettera del signor ciancimino Massimo.

    Signor ciancimimo, fermo restando la speranza che le sue rivelazioni portino un po’ di serietà in questo mondo di matti, facendole sapere che la sua partecipazione ad Annozero, mi era piaciuta, mi tolga una curiosità: ha una così grande opinione di sè stesso visto che le ‘emme’ delle particelle pronominali che si riferiscono a lei, sono scritte con la ‘emme’ maiuscola? Oppure, come mi auguro, la tastiera del suo computer ha questo difetto egocentrico?

    Le auguro, signor Massimo ciancimino, di agire in modo tale che la sua coscienza, non inquinata dalla non-coscienza di suo padre, renda giustizia ai morti di mafia (criminalità organizzata) e restituisca in minima parte quella serenità d’animo alle vittime innocenti che sono i parenti.

  8. Massimo scrive:

    Gent. Rosemare,
    non voleva essere la rappresentazione di nessun tipo di considerazione o rappresentazioni narcisiste, ma semplicemente un abitudine, prima verso terzi, obbligo per chi come me ( starò attento ) , sottoposto a misura cautelare era consigliato fare, nello specifico dal mio legale nello scrivere qualsiasi tipo di istanza , da quella di poter incontrare familiari ad altre . Attenzione ultima avuta anche verso me stesso.
    Grazie,Massimo

  9. Giovanni scrive:

    Gentile Avv. Costa Mi fa piacere constatare che la pensiamo pressapoco nello stesso modo. Ho risposto su Facebook, ad un persona che auspicava la presenza di tanti figli Vito Ciancimino per sconfiggere l’ Omertà in questo modo :
    “Cara Barbara, mi permetto di chiamarti cosi anche se non ci conosciamo, io che da sempre vivo a Palermo, francamente vorrei che di persone come Ciancimno, padre e figli, non c’ è ne fossero e soprattutto che non c’è ne fossero mai stati. Nell’ articolo Ciancimino sostiene che le colpe dei padri non devovo ricadere sui figli. Bene, ma nemmeno gli … Visualizza altrosporchi privilegi. Non dimentichiamoci che se forse suo padre non avesse SFREGIATO in modo cosi irreversibile la nostra città, penso a quante ville in stile Liberty in via Libertà ed in via Notobartolo sono state abbattute, forse egli non si sarebbe mai potuto permettere la Ferrari Scaglietti o la barca di non so quanti metri.”

    Cordiali Saluti

  10. Giusi Imborgia scrive:

    Lettera al figlio di Ciancimino
    Sono d’accordo con lei (il lei è per distacco e non per rispetto) che non può essere applicabile la legge biblica secondo la quale le colpe dei padri debbano ricadere sui figli. Non è un assioma che genitori mafiosi generino figli mafiosi. E’ difficile sicuramente che ciò non accada. Già Rousseau nelle sue teorie asseriva che l’ambiente se non proprio il dna ti forgia. E’ difficile. Lo dimostra il grande Peppino Impastato che è difficile ribellarsi, così difficile da essere sventrato su una linea ferrata. Io no mi sento di giudicarla, perché mi rendo conto che Peppino è eroe 100, 1000 volte per il modo in cui vivea e per il modo in cui gli hanno impedito di farlo, ma ancora di più perchè riuscì a sottrarsi alla famiglia e all’ambiente al quale apparteneva. Molti amici di Peppino sono rimasti fedeli a quell’ideale. Si sa si cambia nella vita. Uno(o forse più) dei suoi cari amici rinnegò di averlo mai conosciuto. Ma si sa la storia si ripete e qualche millennio addietro, la stessa sorte toccò a un uomo reso famoso anche per la sua morte. E allora io oggi faccio una semplice quanto credibile considerazione,”perché se amici di Peppino o compagni che credevano in un ideale giusto si sono schierati dall’altra parte della barricata, lei pur con i suoi crimini piccoli o grandi che siano, non può passare dalla parte degli onesti?”. O forse per molti era più credibile quando era omologato ai salotti della “Palermo bene(!)”? Perché si sa che i diversi non sono ben accetti e per molto tempo a Palermo, quando l’Antimafia non era una moda lei e i suoi amici eravate ben inseriti, anzi essere suo amico era un vanto per molti. E questi molti non sapevano certo di chi lei fosse figlio? Domanda retorica e stavolta banale!godevano anzi dei benefici della sua corte. Io e altri “fuori moda” ci vantavamo di non fare parte di quella corte da molti ambita e a questo proposito le racconto un episodio. Una serata con un caro amico giornalista/scrittore, amico (vero) del giudice Falcone ci ritrovammo per caso e senza molta convinzione, negli anni delle stragi, con ospiti stranieri a bere qualcosa alla Cuba (Villa Sperlinga). Il mio amico/giornalista scrive di mafia e di suo padre aveva detto peste e corna ossia, la verità. Guardatosi attorno,dopo pochi minuti mi bisbiglia “Andiamocene, poi ti spiego…”.All’uscita mi comunicò che lei si trovava lì, proprio lei e che lui chiaramente preferiva non esserci. Adesso a distanza di anni mai potevo pensare che proprio a lei avrei raccontato questo episodio. E un consiglio se posso darlo a lei e ad altri, ”attento cu cu ti unci”.E’ importante isolare i figli di…
    Buona fortuna.
    In attesa di giustizia, sempre!Giusi Imborgia.

  11. carmelo sorbera scrive:

    Una persona che dopo essere stato artefice o spettatore di eventi terribili che hanno distrutto la Sicilia, decide di collaborare nello squarciare il livello più alto del potere mafioso è una speranza o un’illusione che supera ogni diffidenza e ritrosia nel credere “sincere” le sue parole.

  12. Antonio Prestia scrive:

    Ho appena letto lo scambio epistolare intercorso fra il dottor Michele Costa e Massimo Ciancimino, sulla cui autenticità dello scritto di quest’ultimo nutro molti, moltissimi dubbi.
    Ma, ammesso sia uno scritto autentico, provo a dare la mia opinione a caldo, di getto, senza troppo riflettere.
    Condivido e sottoscrivo ogni singolo concetto espresso dal dottor Costa; specularmente, dissento radicalmente con gli argomenti addotti da Ciacimino e con il di lui maldestro tentativo di darsi una sorta di “verginità” svolgento il ruolo di “collaboratore di Giustizia”. Una sola cosa voglio evidenziare: come mai Ciancimino, nelle sue esternazioni mediatiche e nel sul odierno scritto, non ha mai fatto cenno alle Vittime della mafia? Non parlo delle Vittime eccellenti (di serie A) ma di quelle povere Vittime sconosciute (di serie B, C, D…) di cui il padre (non uso la maiuscola poichè il Ciancimino ha abusato delle maiuscole addirittura nell’uso dell’aggettivo possessivo prima persona singolare, nel pronome personale ecc.) è stato responsabile, seppur indirettamente.
    A Ciancimino vorrei chiedere: quali sono le importanti rivelazioni? il tradimento di Riina a cura di Provenzano? Ma su, via, questo lo sanno tutti!!!
    Una sola cosa dovrebbe fare Ciancimino: chiedere scusa a tutte le Vittime della mafia, ai loro congiunti ed a tutte quelle Persone che, quotidianamente, operano e combattono questa odiosa, schifosa piovra che mantiene la nostra Sicilia in fondo a tutte le classifiche e sparire dalla circolazione: per sempre!

  13. BlogSicilia scrive:

    @Antonio Prestia: “Ho appena letto lo scambio epistolare intercorso fra il dottor Michele Costa e Massimo Ciancimino, sulla cui autenticità dello scritto di quest’ultimo nutro molti, moltissimi dubbi”.

    Ovvero? Pensa che sia tutto un bluff? Le possiamo assicurare che l’interlocutore è proprio il diretto interessato. Saluti.

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