L’eredità di Ciancimino (di Michele Costa, figlio del procuratore Gaetano)
Pubblichiamo il post ricevuto dall’avvocato Michele Costa, che risponde così a Massimo Ciancimino.
Non mi hanno stupito le dichiarazioni di affetto filiale della figlia di Riina, né tantomeno i suoi tentativi di inserirsi in un contesto di “vita normale”.
Mi indigna, invece, la pretesa di Massimo Ciancimino di essere esonerato dalle responsabilità del padre.
È vero che “i figli non possono rispondere delle colpe dei padri”, ma ciò presuppone la essenziale condizione che, fermo restante il loro filiale affetto, non ne accettino l’eredità.
Massimo Ciancimino che, invece, l’eredità del padre ha, senza riserve, accettato, custodendone (all’estero) l’archivio e godendo di una quantità di denaro tanto enorme e sospetta dal consigliarlo di tenerla nascosta, non può (neppure nel nostro disastrato paese) pretendere che lo si consideri estraneo alle colpe paterne.
Delle due l’una: o accetta di essere valutato anche in base alla sua eredità o questa (anche se tardivamente) rifiuti in toto consegnandoci tutta la verità senza trucchi né ammiccamenti e soprattutto restituisca il maltolto.
Michele Costa (figlio del procuratore Gaetano Costa)






















Intanto restituisca la verità ……io comprendo perfettamente il suo dire Sig. Michele Costa e condivido il pensiero ……ma intanto facciamo luce su tante tenebre!!!!
Mi creda,Io il Sig. Ciancimino non lo invidio neanche un po’….penso sia molto PESATE a 360 gradi quello che sta facendo e vivendo….
L’obbiettivo E’ LA VERITA’…UN DOVERE PER TUTTI I NS MORTI.
Bravo
Qualcuno scrisse: “parla solo se quello che dici è più bello dell silenzio”…..
Gent.mo Avv. Costa,
Non riesco proprio a comprendere come possa essere il sottoscritto giudicato per le colpe del Proprio Padre.
Credo che il Mio atteggiamento collaborativo, ha indotto prestigiosi ufficiali del Ros, ad utilizzarMi per ” avvicinare ” il non facile Vito Ciancimino per riservati colloqui investigativi.
Ho grandissimo rispetto per Lei ,la Sua Professione e cosa e quanto Ella rappresenti sia per il Suo passato Storico, non ci si può certamente scordare come discussi personaggi, ancora oggi responsabili di delicati incarichi istituzionali,abbiano ostacolato il Lavoro di Suo Padre.
Sono gli stessi personaggi,ribadisco ancora oggi non degni colleghi del Suo Compianto Padre, che muovono le fila di certi meccanismi e che forse oggi, grazie anche al mio piccolo contributo saranno chiamati a rispondere nelle sedi competenti.
Come ho precedentemente detto non mi sono Mai sottratto a nessun tipo di approfondimento giudiziario, compreso quelli riguardanti l’ identificazione di eventuali Mie altre capienze estere, cosa importante, tra l’altro fornendo agli inquirenti elementi a riguardo.
Non è stata mai mia intenzione custodire all’estero quello che Lei definisce ” Archivio Segreto ” .
Il giorno in cui ai sensi di legge, e per gli adempimenti del caso venivo avvisato di essere oggetto di indagine da parte della Procura di Palermo,e nell’esecuzione, secondo disposizione e come richiesto dal G.I.P. di una un perquisizione presso la Mia abitazione,il così detto archivio segreto, ” papello compreso ” era regolarmente custodito nella cassaforte a vista della camera da letto
Nonostante la più assoluta disponibilità nel far reperire le chiavi per poterne accertare il contenuto, la cosa non trovò nessun interesse da parte delle autorità preposte.
Anche questo episodio è oggetto di inchiesta da parte della Magistratura.
Mi sia concessa una precisazione, per il reato di cui Ella pensi mia intenzione sottrarmi a qualsiasi forma di Giudizio, Lo scrivente è stato condannato ad anni 5 e mesi 8 di reclusione.
Nessuno sconto o trattamento di favore hanno caratterizzato l’inchiesta che Mi ha viso prima nella veste di indagato, ed oggi Mi vede imputato appellante.
Ho scontato tutta la misura cautelare sia in tema di detenzione che in ” obblighi diversi “.
Sono ben altri che all’interno della orma già nota inchiesta Gas, hanno beneficiato di ” Strasbismi Investigativi “.
Mi creda Egr. Avvocato che per la scelta fatta oggi sono indagato per tre Episodi di Calunnia, dove sicuramente se chiamato in giudizio saprò ribadire anche con la produzione di documentazione a supporto le buna fede di quanto fin ora detto, ma dove rischi condanna a pene non tanto inferiori a quelle a Me momentaneamente inflitte.
Non credo di aver avuto atteggiamenti ammiccanti verso nessuno, in modo particolare Verso quei Magistrati che tanto stimo e rispetto.
Ho sempre indicato fin dal primo momento dando le dovute coordinate il perchè, e dove era da Me custodito suddetto archivio.
Ho finito di scontare, ed in tutta la sua durate massima , la misura del divieto di espatrio, nel Giugno del 2009.
Fi dal primo momento , ed in piena collaborazione dei Pubblici Ministeri, mi sono adoperato per reperire personalmente la documentazione di Loro interesse, avendo bensì anche cura di rispettare regole Verso un paese dove, in seguito a quella richiesta Italiana mi vede ancora oggi indagato di reato di riciclaggio.
Mi creda Illustrissimo Avvocato, non creda che personaggi di spessore come Il Dott. Messineo, il Dott. Ingroia, Il dott Di Matteo, il Dott. Lari ed Il Dott. Gozzo, si prestino a Miei presunti ammiccamenti.
Concludendo lungi da Me la volontà di farLe cambiare la Sua rispettabilissima incertezza e diffidenza per la nuova veste di ” dichiarante ” da Me recentemente intrapresa.
Massimo Ciancimino.
Ho empre contestato la pelosa pietà che si ha verso i carnefici e l’assurda indifferenza, se con addirittura, diffidenza verso le vittime e verso gli eredi del pesante fardello.
In questo caso, lo spiraglio aperto – se vero – dal figlio del ciancimimo, mi sembra una cosa che potrebbe avere un seguito solo se il figlio restituisse dignitosamente il denaro accumulato ignomignosamente dal padre. Sarebbe una dimostrazione di pentimento vero e non solo ipocrita per avere favori e magari aspettarsi applausi e anche una carica pubblica.
Sono totalmente con il dott. Michele Costa: il quale Michele Costa ha avuto in eredità da suo Padre una cosa che il Massimo ciancimino non potrà mai avere: l’onore e la dignità di uomo.
Secondo lei quale la scelta migliore. Rinunciare all’eredità e non parlare, oppure, accettare l’eredità e parlare?
A noi cittadini interessa in questo momento la verità, quella che ministri dello stato ci hanno tenuto nascosto.
Torno sull’argomento perchè non avevo letto la lettera del signor ciancimino Massimo.
Signor ciancimimo, fermo restando la speranza che le sue rivelazioni portino un po’ di serietà in questo mondo di matti, facendole sapere che la sua partecipazione ad Annozero, mi era piaciuta, mi tolga una curiosità: ha una così grande opinione di sè stesso visto che le ‘emme’ delle particelle pronominali che si riferiscono a lei, sono scritte con la ‘emme’ maiuscola? Oppure, come mi auguro, la tastiera del suo computer ha questo difetto egocentrico?
Le auguro, signor Massimo ciancimino, di agire in modo tale che la sua coscienza, non inquinata dalla non-coscienza di suo padre, renda giustizia ai morti di mafia (criminalità organizzata) e restituisca in minima parte quella serenità d’animo alle vittime innocenti che sono i parenti.
Gent. Rosemare,
non voleva essere la rappresentazione di nessun tipo di considerazione o rappresentazioni narcisiste, ma semplicemente un abitudine, prima verso terzi, obbligo per chi come me ( starò attento ) , sottoposto a misura cautelare era consigliato fare, nello specifico dal mio legale nello scrivere qualsiasi tipo di istanza , da quella di poter incontrare familiari ad altre . Attenzione ultima avuta anche verso me stesso.
Grazie,Massimo
Gentile Avv. Costa Mi fa piacere constatare che la pensiamo pressapoco nello stesso modo. Ho risposto su Facebook, ad un persona che auspicava la presenza di tanti figli Vito Ciancimino per sconfiggere l’ Omertà in questo modo :
“Cara Barbara, mi permetto di chiamarti cosi anche se non ci conosciamo, io che da sempre vivo a Palermo, francamente vorrei che di persone come Ciancimno, padre e figli, non c’ è ne fossero e soprattutto che non c’è ne fossero mai stati. Nell’ articolo Ciancimino sostiene che le colpe dei padri non devovo ricadere sui figli. Bene, ma nemmeno gli … Visualizza altrosporchi privilegi. Non dimentichiamoci che se forse suo padre non avesse SFREGIATO in modo cosi irreversibile la nostra città, penso a quante ville in stile Liberty in via Libertà ed in via Notobartolo sono state abbattute, forse egli non si sarebbe mai potuto permettere la Ferrari Scaglietti o la barca di non so quanti metri.”
Cordiali Saluti
Lettera al figlio di Ciancimino
Sono d’accordo con lei (il lei è per distacco e non per rispetto) che non può essere applicabile la legge biblica secondo la quale le colpe dei padri debbano ricadere sui figli. Non è un assioma che genitori mafiosi generino figli mafiosi. E’ difficile sicuramente che ciò non accada. Già Rousseau nelle sue teorie asseriva che l’ambiente se non proprio il dna ti forgia. E’ difficile. Lo dimostra il grande Peppino Impastato che è difficile ribellarsi, così difficile da essere sventrato su una linea ferrata. Io no mi sento di giudicarla, perché mi rendo conto che Peppino è eroe 100, 1000 volte per il modo in cui vivea e per il modo in cui gli hanno impedito di farlo, ma ancora di più perchè riuscì a sottrarsi alla famiglia e all’ambiente al quale apparteneva. Molti amici di Peppino sono rimasti fedeli a quell’ideale. Si sa si cambia nella vita. Uno(o forse più) dei suoi cari amici rinnegò di averlo mai conosciuto. Ma si sa la storia si ripete e qualche millennio addietro, la stessa sorte toccò a un uomo reso famoso anche per la sua morte. E allora io oggi faccio una semplice quanto credibile considerazione,”perché se amici di Peppino o compagni che credevano in un ideale giusto si sono schierati dall’altra parte della barricata, lei pur con i suoi crimini piccoli o grandi che siano, non può passare dalla parte degli onesti?”. O forse per molti era più credibile quando era omologato ai salotti della “Palermo bene(!)”? Perché si sa che i diversi non sono ben accetti e per molto tempo a Palermo, quando l’Antimafia non era una moda lei e i suoi amici eravate ben inseriti, anzi essere suo amico era un vanto per molti. E questi molti non sapevano certo di chi lei fosse figlio? Domanda retorica e stavolta banale!godevano anzi dei benefici della sua corte. Io e altri “fuori moda” ci vantavamo di non fare parte di quella corte da molti ambita e a questo proposito le racconto un episodio. Una serata con un caro amico giornalista/scrittore, amico (vero) del giudice Falcone ci ritrovammo per caso e senza molta convinzione, negli anni delle stragi, con ospiti stranieri a bere qualcosa alla Cuba (Villa Sperlinga). Il mio amico/giornalista scrive di mafia e di suo padre aveva detto peste e corna ossia, la verità. Guardatosi attorno,dopo pochi minuti mi bisbiglia “Andiamocene, poi ti spiego…”.All’uscita mi comunicò che lei si trovava lì, proprio lei e che lui chiaramente preferiva non esserci. Adesso a distanza di anni mai potevo pensare che proprio a lei avrei raccontato questo episodio. E un consiglio se posso darlo a lei e ad altri, ”attento cu cu ti unci”.E’ importante isolare i figli di…
Buona fortuna.
In attesa di giustizia, sempre!Giusi Imborgia.
Una persona che dopo essere stato artefice o spettatore di eventi terribili che hanno distrutto la Sicilia, decide di collaborare nello squarciare il livello più alto del potere mafioso è una speranza o un’illusione che supera ogni diffidenza e ritrosia nel credere “sincere” le sue parole.
Ho appena letto lo scambio epistolare intercorso fra il dottor Michele Costa e Massimo Ciancimino, sulla cui autenticità dello scritto di quest’ultimo nutro molti, moltissimi dubbi.
Ma, ammesso sia uno scritto autentico, provo a dare la mia opinione a caldo, di getto, senza troppo riflettere.
Condivido e sottoscrivo ogni singolo concetto espresso dal dottor Costa; specularmente, dissento radicalmente con gli argomenti addotti da Ciacimino e con il di lui maldestro tentativo di darsi una sorta di “verginità” svolgento il ruolo di “collaboratore di Giustizia”. Una sola cosa voglio evidenziare: come mai Ciancimino, nelle sue esternazioni mediatiche e nel sul odierno scritto, non ha mai fatto cenno alle Vittime della mafia? Non parlo delle Vittime eccellenti (di serie A) ma di quelle povere Vittime sconosciute (di serie B, C, D…) di cui il padre (non uso la maiuscola poichè il Ciancimino ha abusato delle maiuscole addirittura nell’uso dell’aggettivo possessivo prima persona singolare, nel pronome personale ecc.) è stato responsabile, seppur indirettamente.
A Ciancimino vorrei chiedere: quali sono le importanti rivelazioni? il tradimento di Riina a cura di Provenzano? Ma su, via, questo lo sanno tutti!!!
Una sola cosa dovrebbe fare Ciancimino: chiedere scusa a tutte le Vittime della mafia, ai loro congiunti ed a tutte quelle Persone che, quotidianamente, operano e combattono questa odiosa, schifosa piovra che mantiene la nostra Sicilia in fondo a tutte le classifiche e sparire dalla circolazione: per sempre!
@Antonio Prestia: “Ho appena letto lo scambio epistolare intercorso fra il dottor Michele Costa e Massimo Ciancimino, sulla cui autenticità dello scritto di quest’ultimo nutro molti, moltissimi dubbi”.
Ovvero? Pensa che sia tutto un bluff? Le possiamo assicurare che l’interlocutore è proprio il diretto interessato. Saluti.
Bravissimo, avvocato! Pensare che l’anti-Stato ha mortificato i suoi migliori servitori esponendoli al pubblico ludibrio, rubandogli.. a chi la vita ed a chi la dignità, per incensare questi nuovi “eroi” popolari, accattoni, spergiuri, vigliacchi e papponi… santificandone le memorie… ammannendoceli come unti del giglio…. è estremamente ributtante ed offensivo dell’intelligenza media degli Italiani! Ha proprio ragione Vittorio Sgarbi: in Sicilia l’Antimafia è peggio della Mafia! Onore a suo padre ed a tutte le vere vittime della mafia e del terrorismo ignorate dal Vittimificio di Stato!
Un abbraccio fraterno!
Chiedo scusa a Blog Sicilia se imperverso nel mentre ringrazio per l’ospitalità ma gradirei mettermi in contatto con l’avvocato Costa, per invitarlo quale relatore ad un convegno sulla GIUSTIZIA che sto organizzando in Napoli presso una sede istituzionale. Grazie!
Colgo l’occasione per un fraterno abbraccio a Michele Costa, che non è uomo, perchè figlio d’un grande uomo, ma perchè lo è di suo.
A Massimo Ciancimino, che a mio ben documentato avviso fà il paio con il “pentito” Spatuzza per depistare il mio solido e granitico movente sulla strage di via D’Amelio, mando a dire che per ulteriori informazioni, domani pomeriggio potrà rivolgersi a questo stesso Blog che spero sarà fra quelli che pubblicheranno un mio scritto.
Ma quanto è facile giudicare il Sig. Ciancimino! “tuo padre era un mafioso, restituisci i soldi e bla bla bla..”
Escludendo il Dott. Costa che ha pagato, direi in prima persona, il prezzo dell’onestà in una realtà tragica come la nostra
Mi fate RIDERE!
Vorrei vedere quanti di voi simpatici moralisti avrebbero, al posto di Massimo Ciancimino agito diversamente.
Già… quasi li vedo questi nuovi francescani che bruciano i soldi frutto del malaffare, che restituiscono il maltolto e che spogliati di ogni avere e fisicamente nudi scorazzano felici per la via Libertà…ma smettetela!!!
Secondo i Vostri ragionamenti o si è Diavoli o si è Santi..seguendo questa logica che fine avrebbero fatto le dichiarazioni di un Buscetta, di un Contorno, di un Marino Mannoia o forse anche allora voi eravate tra quelli che dicevano al Dott. Falcone, di lasciar perdere, di lasciare stare perchè quella era gente di cui non fidarsi?!
Per chiudere mi rivolgo a Massimo Ciancimino:
Sono un Palermitano e come tale mai potrò dimenticare ciò che persone come Suo padre hanno fatto a questa città, sarebbe bello se lei potesse in qualche modo restituirle qualcosa ma credo sia materialmente impossibile, può fare una cosa però, andare avanti fino in fondo non sottrarsi ad alcuna dichiarazione e per nessuna ragione come mi auguro abbia fatto fino ad ora.
@avvocato Michele Costa
Ho ripreso questa sua riflessione sul mio blog e le posto un messaggio inoltratole dal dott. Vittorio Zingales di Barcellona P.di G.:
Commenti al Post:
NUOVE MASCHERE DEL CARNEVALE: PENTITI, TESTI INATTENDIBILI, MORTI CHE PARLANO ED EROI DELLA MALA
vittorio zingales il 13/02/10 alle 20:51 via WEB
Illustre Signor Avvocato Michele Costa, ho letto la sua lettera che schiaccia come macigno sulla testa le colpe e gli intrallazzi di tanti pentiti, figli di pentiti(che parola offensiva per chi è religioso ed ha del pentimento altra concezione!)e ne condivido appieno lo spirito,il contenuto e(mi permetta)l’amarezza di un vero Uomo ,Vero Vittima della mafia. Tempo addietro ho conosciuto,molto a fondo,un Servitore dello Stato(che Lei ebbe citare,in passato,con giudizi lusinghieri) che mi parlò della grande dirittura morale del suo Grande e MAI dimenticato papà. Un Uomo che VERAMNTE SUL CAMPO ha sempre combattuto la mafia in tutte le sue tentacolari propaggini(magistratura in primis).Ebbene mai un solo commento minimamente negativo è stato fatto sulla Figura del Suo papà,tutt’altro! Personalmente ho avuto modo modo di vedere documenti che SANCISCONO inequivocabilmente la rettitudine del Procuratore Costa. Quel Procuratore Costa ISOLATO dai suoi stessi colleghi della procura,e sappiamo bene che essere isolati dai colleghi è una sentenza di condanna a morte(Suo padre prima di Falcone). Una sola persona(UNA SOLA) indagò su quel delitto obliato dai pm(perché non si apprfondì? )e questa Illustre persona ha pagato un debito mai contratto,non ha avuto il destino infame toccato al Suo papà certamente,ma anche Lui ha pagato e paga colpe mai commesse se non quelle di aver combattuto SEMPRE la mafia,come ha fatto Suo padre. Appartengo ad una famiglia di alti magistrati che hanno rivestito ruoli di primissimo livello nazionale,e questo mi induce a provare ancor più vergogna per chi ha sporcato e sporca quella toga nera che dovrebbe garantire la Giustizia e la salvaguardia della vita dei suoi Combattenti senza paura e senza riflettori, come lo è stato il Suo Grande papà. Le Sue parole,Avvocato illustre,specchio del Suo pensiero, non possono che essere condivise da chiunque abbia un briciolo di dignità,ma io e Lei sappiamo bene che così non è in questa Italia martoriata dalla crocefissione del Diritto e degli Innocenti. Questo offende Lei e quelli come Lei VERE vittime della mafia. Ormai il nostro paese è un hotel a 5 stelle per i pentiti e per chi né fa un uso criminale da perfetto killer e mandante. Ed ecco che personaggi miserrimi,assassini e mafiosi godono di credito illimitato. Hanno più dignità i Provenzano ed i Riina anziché certi magistrati che mettono in libertà i brusca i ciancimino e i spatuzza che si ha la vergogna di presentare in TV come eroi. Immagino a fatica cosa Ella provi,mi creda. Allora meglio 1000 volte la figlia di un Riina che prende le dovute distanze dal padre per non pagare, essa innocente,colpe che non ha. Non mi permetto oltre di commentare il suo pensiero che grida dolore e sconforto,pur in una chiara e puntuale lucidità di analisi. Lei è degno erede delle virtù paterne e questo le fa Onore. Le porgo tutta la mia stima Dott.Vittorio Zingales
Rispomdo a ciancimino in maniera lapidaria perchè non ho stima di simili personaggi nè da chi discendono.Se lei cinciamino lei è pentito per gli atti criminali,delinquenziali e mafiosi di suo padre che ha fatto bisboccia di Palermo ed ha contribuito agli omicidi e scempi della mafia,essendo colluso,affiliato,interno ecc…perchè non tace da uomo e si fà la sua meritata galera in silemzio rispettando i morti che suo padre ha contribuito a rendere tali?stia certo che suo padre dall’inferno dove sta dannando sarà molto fiero della sua infamia e del suo attaccamento al denaro.Sarebbe fiero lo stesso se lei mantenesse l’atteggiamento omertoso che un tempo era mafioso.Dico un tempo in quanto solo i mafiosi adesso parlano per non fare galera mentre gli uomini veri ed innocenti sono rinchiusi in delle celle o sottoterra.Guardandandola in tv ho provato un senso di ribrezzo e di pena.Stia tranquillo che le daranno tutti i soldi che suo padre mafioso ha rubato enon si vergogni(non c’è pericolo per questo)questo sentimento lo lasci alle persone perbene,lei si faccia i tour tra le procure e le tv contro il governo….tra poco avrà il suo premio finale con bottino intatto(se non lo deve spartire con chi la arma)e potrà andare dove le garba,..una volta i criminali rifuggiavano in sudamerica..ora non c’è più bisogno,gli americani ed i pm le possonoassegnare anche una di quelle poche ville liberty che suo padre non ha distrutto assieme a leoluca cascio.
Della sua lettera non considero verità nemmeno un pinto esclamativo nè la punteggiatura in genere…per non parlare di quelle pietose maiuscole che la qualificano molto bene.
le auguro di fare tutta la giusta e meritata galera assieme a chi la manovra..
Savanarola e la santa inquisizione serpeggiano ancora tra noi. Il popolo dei giustizialisti sommari ha molti figli. L’avv.to Michele Costa, pur nella dovuta comprensione, non appare si batte più per fare giustizia dei magistrati colleghi del padre che hanno consegnato a morte certa quest’ultimo. Di contro , di questi colleghi magistrati fa il nome Massimo Ciancimino e li denuncia , restituendo parte di giustizia anche al Buon Avv.to Costa Junior. Senza giudicare quindi , bisogna pero’ riconoscere che Massimo Ciancimino sta provando a dare un contributo alla giustizia e alla verità storica. Quindi attendiamo e valuteremo alla fine dell’inchiesta che i magistrati di Palermo stanno compiendo sulle sue dichiarazioni, quale sia la reale portata della resa giustizia che lo stesso ha contribuito a fare. Attendiamo, anche , di sapere se il noto magistrato della DNA, che , a dispetto del collega Costa ha avuto una splendida carriera, verrà mai inchiodato alle sue responsabilità e con riguardo al compianto giudice Costa e al favoreggiamentoinvestigativo nei confronti di alcuni fittizi intestatari di altre quote di Ciancimino Vito nella Gas. Per le vittime di mafia comincerei a chiamarle vittime di stato essendo sempre più chiaro che la mafia è solo la bruta manovalanza mentre i colletti bianchi sono i mandati degli omicidi eccellenti. Possibilmente si scoprirà con il tempo che anche Vito Ciancimino non mori’ di morte naturale ma è stato eliminato dai soliti colletti bianchi alias soggetti istituzionali perchè sapeva troppo ed era diventato pericoloso per se e per gli altri.