Massimo Ciancimino a BlogSicilia: “Non si può scegliere dove nascere ma come vivere sì”

Massimo Ciancimino a BlogSicilia: “Non si può scegliere dove nascere ma come vivere sì”

Gent.ma Redazione BlogSicilia,

Vi seguo da tempo, so con quanta correttezza gestite il Vostro prezioso servizio di informazione, ho sempre apprezzato il giudizio dei Vostri lettori anche in fatti che mi riguardano finalizzati a rispettabili considerazioni e legittime critiche, scevre da qualsiasi forma di insulto personale, come, mio malgrado, ultimamente spesso ha accompagnato giudizi espressi in ambiti istituzionali.

Non ho mai pensato, per dirla alla Ghedini che “l’utilizzatore finale” dell’appellativo cretino volpino, sia l’autore dell’articolo che Mi riguarda.

So benissimo che non altro è, che il sunto dei commenti della maggior parte della gente comune.

Per quanto riguarda gli interrogativi espressi nel Suo ultimo commento, Mi creda non penso di aver elementi né spessore tale per poter rispondere alle sue domande. Non ultimo poi, che il non semplice ruolo di testimone diretto o indiretto di fatti riguardanti le collusioni politico affaristiche mafiose degli ultimi venti anni, anni in cui mio Padre sicuramente esercitava una importante figura tra gli attori principali.

Posso solo dire che contrariamente ad “obblighi paterni” a non dare a nessuno dei nostri figli il nome del Nonno Vito, ed a differenza dei Miei fratelli non aderendo all’ennesimo invito Paterno, ho dato il nome di VitoAndrea al Mio unico figlio. A giorni festeggia il suo quinto compleanno.

Proprio ieri, in seguito ad una frase sicuramente detta nell’ingenuità ed innocenza che li contraddistingue, (nello specifico un compagno di classe gli ha detto che il suo Papà dice sempre che prima o poi ammazzeranno il padre di VitoAndrea…. ) ho cercato di parlare con Lui di cosa sta accadendo nella nostra vita familiare.

Non si può sceglier dove nascere ma sicuramente si può sceglier come vivere.

E più facile spezzare un atomo che un pregiudizio… scriveva qualcuno più Titolato di me.

Purtroppo ultimamente non posso vivere in Sicilia, terra che amo, e che, Mi creda, non cambierei con altro posto al mondo, ma quelle poche volte che vado non posso fare a meno di percepire sempre di più quel “malessere sociale“, “malessere” che è sempre stato, ed ancora oggi è il concime di tutte le forme di organizzazioni criminali, mafia in testa.

Troppe sono le distanze tra le istituzioni ed i veri problemi dei Siciliani, spazi che sempre più spesso vengono colmati dal crimine organizzato.

Per quanto riguarda “La progenia” di Provenzano e Riina, spero che non si debba aspettare 150 anni per attendere segnali in tal senso, le colpe dei padri non debbono mai ricadere sui figli, ma spesso ci si vuol rendere cechi e sordi a tanti fatti anche potrebbero aiutare gli inquirenti a far luce su tanti e tanti misteri degli ultimi anni.

Non spetta a Me dare giudizi di “verità o attendibilità ” su quello che racconto, ma sicuramente penso di poter essere utile a chi oggi ha il compito di fare ciò. Credo che anche i figli di Riina e Provezano potrebbero fare qualcosa in tal senso, sarebbe un grande passo.

Posso soltanto dire Loro di aver trovato magistrati come Ingroia, Di Matteo, Lari, Scarpinato ed altri che non hanno mai mancato di giuste attenzione alle mie parole , sempre liberi da qualsiasi forma di pregiudizio rispetto al contenuto delle mie risposte.

Se ciò avverrà forse si potrebbe avere un giusto termine di prescrizione al “pregiudizio”, 150 anni sono tanti. Comunque mi creda non è facile, non passa giorno che tanta gente mi dica “ma chi Te lo fa fare“, tanto diranno sempre che lo fai per avere sconti nelle Tue vicende giudiziarie.

Comunque grazie, Massimo Ciancimino.

 

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74 Commenti a “Massimo Ciancimino a BlogSicilia: “Non si può scegliere dove nascere ma come vivere sì””

  1. Michele P. scrive:

    Ribadisco qui il concetto che ho già espresso nell’altro articolo: io credo che il signor Ciancimino vada rispettato. Se non altro sta ponendo sul tavolo una serie di interrogativi che prima nessuno avrebbe mai immaginato di dover analizzare.
    Attendiamo che la magistratura finisca il suo lavoro, che il signor Ciancimino completi il percorso che lo ha portato a collaborare con gli inquirenti.
    Spero che chiunque senta la necessità di esprimersi su questi fatti siano essi di matrice politica che di matrice giudiziaria, lo faccia tenendo conto che in questo momento niente ha contorni definiti e che quindi la possibilità di dare giudizi affrettati è dietro l’angolo

  2. Jophx scrive:

    Sig. Massimo Ciancimo, non posso risponderla in un commento, siamo andati ben oltre lo spazio di un commento. domani farò un’altro post in replica. intanto ho molto da leggere, oltre le righe e molto dentro le parole lei la buttata su sentimenti alti. Ora npn sono più chiacchere da bar. Non cé nulla da ringraziare, anzi sono io che la ringrazio che mi da modo di affrontare poblematiche finora viste da punti di vista totalmente diverse. Resto cmq convinto che in questo paese nascere a Milano o a Palermo. Non é la stessa cosa almeno sotto l`aspetto giudiziario. Il doppio binario non é più una teoria. In merito ai conti con i 150 di storia la pacificazione con la Libia è stata fatta adesso toccherebbe farla con la Sicilia e non solo

  3. zoppi scrive:

    sig Ciancimino, sono molti i fatti che non mi spiego in Italia, volevo chiederla perchè i suoi racconti dopo tanti anni?
    perchè è stato chiamato a rispondere di tante storie solo adesso?

  4. giovanna scrive:

    Non si apprezza, in ogni caso, il “fenomeno mediatico”.
    E comunque, anch’io mi chiedo perchè solo ora è venuto il momento di raccontare.

  5. Massimo scrive:

    Egregio Zoppi,
    Credo debba girare la domanda ad altri,
    sono stato chiamato per la prima volta come teste nel Gennaio 2008 e grazie ad un giornalista, allora collaborava con il settimanale Panorama, Gianluigi Nuzzi a seguito di una lunga intervista che che p in parte fu lo spunto per un articolo ” Vi racconto Mio Padre don Vito Ciancimino ” pubblicata dal settimanale nel dicembre del 2007 ed in parte utilizzata per un capitolo del Suo recente libro,” Vaticano S.P.A. ” , oggi tra i più venduti del settore.
    Se può consolarla sono forse ancora più quelli che non mi spiego Io.
    Grazie, Massimo.

  6. ady scrive:

    Comunque la giriate

  7. Ernesto scrive:

    non ho capito bene la storia dei suoi fratelli che riporta nell’altro commento.
    Mi sembra però interessante il fatto che lei abbia dei fratelli.
    come la pensano della vicenda? in che rapporti si trova con i suoi fratelli. hanno avuto anche loro problemi giudiziari e sono forse meno disposti di lei ad andare sotto le luci dei riflettori?
    non la invidio, in ogni caso non la invidio

  8. Nino scrive:

    Gentile Massimo
    fra tutte le dichiarazioni da lei esposte pubblicamente, una mi ha fatto sussultare sulla sedia. La dichiarazione fatta durante la trasmissione “Anno zero”. In quella dichiarazione lei raccontava che durante gli arresti domiciliari di suo padre, casa sua era frequentata da personaggi del calibro di Provenzano. Secondo lei, come possono verificarsi episodi del genere? Come possono essere accettati da coloro che cercano ogni giorno di trasmettere i valori dello stato ai propri figli; del vivere del proprio onesto lavoro? Di cosa è il bene e cosa il male?

  9. luca scrive:

    Io la sprono ad andare avanti. Non mi importa assolutamente quale sia la ragione che l’ha spinta a raccontare tutto ciò che sa (perché se sceglie di parlare è questo che ci si aspetta da Lei). Il suo cognome genera ovvio pregiudizio, ma adesso ha la possibilità di rimediare, almeno in parte, alle scelte fatte da suo padre. Ha preso una decisione coraggiosa, ha scelto di collaborare. Scelta per niente facile, che non è corretto liquidare con il pregiudizio. Posso solo immaginare le difficoltà che vive, ma ignori le critiche, e prosegua sulla strada che ha tracciato. Vada fino in fondo. Lo faccia per suo figlio, per suo padre, per se stesso, per le tante vittime di mafia, per la nostra città martoriata. Lo faccia per me. Vada avanti e dica tutto. Forse non spezzerà il pregiudizio prima dei 150 anni, ma avrà comunque la mia solidarietà.

  10. Massimo scrive:

    Grazie Luca,
    non sarò certo Io a tirarmi indietro, spero di poter arrivare a vedere qualcosa di positivo.
    Sicuramente l’indifferenza della gente comune aiuta chi non vuole la verità, ma non è per colpa di tanta persone attente come Lei che non si parla di certi argomenti.
    L’informazione pubblica si occupa di ben altri casi giudiziari, tolte poche ed tanto criticate trasmissioni,tutti sappiamo tutto di Cogne, Io personalmente conosco quella casa meglio di casa mia so ogni quanto passa lo scuola bus e come è la cantina e tutti i sopra mobili della camera da letto ……. conosco le scarpe di quasi tutta la famiglia Stasi, la biciclette ed altro……….
    Ma ancora oggi non so perchè per quindici giorni tra telecamere che venivano spente e malintesi tra forze dell’ordine non fù ne perquisito ne tanto meno tenuto sotto osservazione il covo ” Riina ”
    O almeno forse penso di saperlo ma ne ho parlata nelle sedi opportune.
    Chiedo scusa se non posso rispondere a Tutti, spero un giorno di poterlo fare.
    Grazie.
    Massimo.

  11. Sergio Sacco scrive:

    Caro Massimo ha pensato in seguito alla sua attuale “popolarità” di porgersi verso la nuove generazioni siciliane,ai ragazzi ma non solo,
    sensibilizzandoli,vista la Sua esperienza,a quelli che sono i reali punti di riferimento sociale? Magari un libro!
    cordialità

  12. zoppi scrive:

    egregio sig. Ciancimino
    grazie per la sua disponibilità
    a presto
    saluti

  13. Daniele Billitteri scrive:

    Non dovrebbe mai essere confuso il piano della vicenda giudiziaria con quello dell’informazione su di essa. I giornalisti, vi posso assicurare, possono scrivere un decimo di quello che sanno e sanno neanche un decimo di quello che accade. Questo non c’entra nulla con la libertà di stampa. Ma è così che accade. I giudici non sono idraulici che ti aggiustano il tubo dello scarico mentre tu sei lì davanti e guardi e chiacchierate del tempo e dei figli e dell’inflazione. I giudici lavorano in un altro modo. I giornalisti non possono occupare il cervello di Massimo Ciancimino e fornirci una parola chiara sulle sue reali intenzioni. Allora io penso che, allo stato attuale, Massimo Ciancimino debba essere “mediaticamente” considerato solo uno “informato sui fatti” e che siamo ancora ben distanti dal possesso di elementi tali che ci consentano di decidere se il figlio di don Vito c’è o ci fa. Fino a quel momento, spirito laico impone di lasciare nel cassetto i pregiudizi sia che si tratti di attribuire al Nostro una personalità luciferina, sia che si tratti di linquidarlo con un vieni avanti cretino. Massimo Ciancimino non si sta muovendo in un mondo di mammolette. Il gioco si è fatto duro da temnpo e i duri giocano già da un po’. L’unica cosa che mi sento di potere dire a Massimo Ciancimino è che questa terra ha bisogno di gente che sappia fare grandi scelte per provocare vere svolte e per non finire nella trappola del DNA. Se lui ritiene di avere una grande scelta da fare, ebbene la faccia senza ulteriori indugi parlando coi giudici e solo con loro e raccontando tutto e tutto in una volta. Così l’amichetto di VitoAndrea potrà solo raccontare di aver sentito dire a suo padre: però, che coraggio il papà di VitoAndrea. Se, viceversa, non ritiene di avere arrosti nel forno, sappia aprire la finestra per fare uscire il fumo. Così nessuno tossirà. In un caso e nell’altro gli auguro di conservare per il padre un ricordo d’amore. Perchè amare il peggiore dei padri non è un peccato. Ma seguirne le orme, forse sì.

  14. francesca scrive:

    Mi dovete scusare, mi dovete scusare due volte dopo aver letto post e commenti perchè non condivido nulla di ciò che è stato scritto, ma forse mi manca il post precedente. Se veramente si è portatori di sani principi e come dice il sig.Ciancimino le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, mi sorge una domanda, perchè ha aspettato che la chiamassero prima di denunciare certi fatti? Lei ci chiede di non avere pregiudizi, ma è il primo ad ammettere le colpe del padre e non averle mai denunciate spontaneamente. Sconto di pena o meno, mi fa rabbia che a lei come a tanti altri ex ministri e uomini politici la memoria venga soltanto adesso. Il ricordo di sani valori e principi riaffiori soltanto adesso. Io sono contenta che le parli, ma non mi sento di doverla ringraziare perchè se non per il suo silenzio ma durante questo tanti sono morti e la nostra Palermo è quella che è.
    Detto ciò spero che continui a dire ciò che sa, così come altri, consapevoli però che è semplicemente il vostro dovere e mi dispiace ma non riesco a ringraziarla. E’ più forte di me.

  15. Carmelo Parrinelli scrive:

    Mi ero ripromesso di non commentare questo e l’altro articolo per una questione mia personale, perchè in realtà la mia opinione sulla vicenda non è totalmente discorde da quanto affermato dal sig. Ciancimino.
    Non volevo apparire ipocrita o politicamente schierato (non lo sono).
    Credo che le colpe dei padri non dovrebbero mai cadere sui figli. In quanto a dovere di figlio, Massimo ha fatto quello che ci si aspetterebbe sempre da un figlio nei confronti di un padre.
    E’ vero, è coinvolto in una vicenda che riguarda l’uso delle proprietà illecità dei beni del papà, ma da qui a considerare la consegna del papello una forma di ritorsione contro la classe politica…
    A prescindere dal riciclaggio che è comunque cosa gravissima, bisogna rispettare il Ciancimino figlio per il semplice fatto che parla da anni del famoso papello, ancora prima che si scoprisse l’uso delle proprietà di famiglia.
    Ricordiamoci che è un uomo minacciato dalla mafia per quello che conosce… Ricordiamoci che il sig. Massimo, in qualità di figlio, ha certamente trovato difficoltà nel denunciare l’operato del padre.
    Sfido chiunque, nella sua situazione, a fare diversamente.
    Per quanto ne so io, è proprio Massimo Ciancimino ad aver convinto il padre a collaborare con gli inquirenti, vuoi per sconti di pena…vuoi perchè nessun figlio con la cultura di Massimo, accetterebbe mai di vedere il padre divorato da un vortice surreale come quello mafioso.
    Non lo giustifico ma per certi versi lo capisco.
    Spero solo che possa pagare le sue colpe ma nel contempo continuare a mettere in piazza quello che conosce.

  16. Massimo scrive:

    Gent.ma Francesca,
    Capirà bene come a differenza di altri soggetti, di ben più elevato spessore,da Lei citati nonostante sono stati più volte chiamati a rispondere anche e non solo per il ruolo istituzionale da essi svolto all’epoca dei fatti in questione, il sottoscritto non e mai stato chiamato in nessuno dei sei o sette processi celebrati per le stragi o ad questi collegati.
    Ancora più triste che in tutte quelle sedi si è sempre fatto riferimento al ruolo da me svolto, anche se nessuno si è mai preso l’amaro compito di ascoltare il diretto interessato.
    Il nostro sistema giudiziario non ammette personaggi con ” sindrome da Marzullo ” che vanno dai magistrati per farsi le domande e darsi le risposte.
    La prima volta che mi hanno chiamato, anche se la legge mi dava la possibilità di avvalermi della facoltà di non rispondere,rinunziando a tale ” privilegio” ho sempre risposto.
    Ancora oggi rispondo a ben cinque Procure impegnate in delicate inchieste.
    Ho provato altre volte a far ” Mie” le sue ragioni.
    Mi è stato spesso risposto che davano per scontata un mio rifiuto a qualsiasi forma di collaborazione.
    Capita, spesso quando. ancora oggi il lavoro di attenti Magistrati non trova conforto in tanta gente che a differenza Mia sia per dovere istituzionale che perchè testimone diretto di fatti che riportano a quei tristi eventi, negano il Loro prezioso contributo.
    Spero di poter essere stato utile, ma capite bene l’obbligo al segreto istruttorio ed al rispetto delle tante Persone in cerca di riscontri a quello che riferisco.
    Ho solo una certezza, i magistrati che mi stanno ascoltando sono forse la storia vivente dell’antimafia.
    Non sarà trascurato nessuno elemento che potrà avvalere o contraddire le mie dichiarazioni.
    Grazie,Massimo.

  17. Rosario Amico Roxas scrive:

    Non credo sia questo il luogo per i commenti, nè tanto meno il momento. C’è una fase evolutiva che merita molta attenzione, silenziosa attenzione, in attesa degli sviluppi che sono stati innescati.
    Non è certo il momento per attendersi di vedere “il mostro in prima pagina” a seguito delle dichiarazioni di Massimo Ciancimino; gli argomenti minacciano di essere estremamente gravi, per cui una robusta dose di prudenza si rende necessaria.
    Emerge il dato positivo di una apertura delle blindatissime finestre dell’omertà, ancora più serrate dalla legittima paura di doversi confrontare con un mondo siciliano non preparato a tali aperture.
    La cultura mafiosa, di cui è impregnata la Sicilia, come un malefico contagio, obbliga a silenzi che, magari, diventano il viatico per un riconoscimento di “eroismo”; rompere questo muro è ben più difficile dell’abbattimento del muro di Berlino; il fatto stesso di provarci significa l’inizio di un cambiamento di rotta. Ci resta la speranza che possa proseguire fino a lasciar penetrare la luce anche negli anfratti più nascosti e meglio protetti.

  18. Angela scrive:

    Ho visto la puntata di Anno Zero, ho assistito allibita e da subito mi son chiesta non solo perchè lei non abbia collaborato subito (anche se lei aveva le sue buone motivazioni visto il conflitto di interessi) ma sono rimasta altrettanto sconcertata dal fatto che neanche Martelli e la Ferraro abbiano mai fatto menzione di essere a conoscenza delle trattavive ( o presunte tali) fra mafia e stato(minuscolo volontario). Spero solo che lei sia in buona fede, il percorso è lungo e tortuoso, anche se oggi è troppo tardi…(i morti non tornano e forse Borsellino poteva essere salvato). Le sue dichiarazioni se veritiere potranno darci qualche ulteriore amara verità…( ma è meglio una triste verità che mille bugie) Spero che la mia Sicilia possa risorgere dalle ceneri e che si chiuda questa triste parentesi durata troppi decenni. Spero che si renderà conto che essere esiliati dalla propria Terra è già un caro prezzo per delle scelte scellerate fatte da suo padre….mi auguro che stia collaborando in buona fede..

  19. Francesco Salamone scrive:

    Ho letto con interesse la nota di Massimo Ciancimino.
    L’ho conosciuto personalmente essendo stato suo compagno di scuola e, di classe, col fratello Roberto.
    Ho condiviso interamente il contenuto e sul tenore epistolare ho visto “sciogliersi” la Società siciliana piccolo-borghese intrisa di neo-decadentismo pirandelliano, in cui il coraggio di un uomo si infrange sui volgari stereotipi di un ambiente nel quale appunto è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
    Questa lettera è sintesi di un dramma in atto che vive la nostra Società e la mano che muove la penna di un uomo, comunque coinvolto suo malgrado, merita rispetto e impone riflessioni fuori da schemi solitamente ipocriti.
    Francesco Salamone

  20. Stanton scrive:

    Rispondo al volo scadendo forse anche un po’nella retorica, ma perchè non dovrei? Lei dice che le colpe dei padri non possono ricadere sul figli, lei non può vivere in Sicilia e che rammarico per questo…Lo sa che ci sono migliaia di persone che non possono vivere in Sicilia perchè su di loro sono ricadute le colpe di suo padre? Ha idea di cosa significhi sapere che non si possa vivere nella propria città, vicino ai propri cari, perchè qualcuno che non è tuo padre ha instarauto un sistema malato che nessuno vuole scardinare? Io non ammetto giustificazioni perchè i danni economici e morali che continuiamo a subire non possono ammettere giustificazioni.

  21. paco a. scrive:

    grazie massimo, che il tuo contributo possa dare una mano a combattere il sistema politico-mafioso che affligge il nostro paese

  22. Linda scrive:

    Per carità massimo rispetto ed educazione…però chissà perchè tutti questi pentimenti arrivano quando si è in bassa fortuna…perchè quando il momento è caldo, nessuno interviene e si pente ? forse perche sono occupati a spendere e a fare la bella vita…poi quando il mondo d’oro crolla diventano tutti contriti e tristi..
    Saluti

  23. @ Massimo Ciancimino,

    Una sola parola: grazie.

    Jean-Marie Le Ray

    P.S. Ho già espresso altrove la mia condivisione con la telefonata di Salvatore Borsellino, ed anche la mia convinzione che tra Massimo Ciancimino e Berlusconi, credo a Ciancimino, oppure che tra Spatuzza e Dell’Utri, credo a Spatuzza. Chissà perché?
    Già è cominciato l’opera potente di delegittimazione di Antonio Ingroia, e siamo soltanto all’inizio, ed altri ne saranno anche vittime…
    Comunque, grazie ancora!

  24. giulio scrive:

    Non esprimo giudizi di merito su quanto sta rivelando il sig. Ciancimino, ma egualmente invito tutti a porsi il problena su due livelli distinti e spesso contrapposti. C’è il dovere civico, quello della denuncia di quanto si sa, si viene a sapere e c’è invece il dovere della sopravvivenza, di non esporre se stessi e chi si ama ai pericoli delle possibili ritorsioni. qual è il dovere principale? sarebbe il primo, ma dico sarebbe perchPé bisognerebbe avere la certezza di vivere in uno stato di diritto, in cui le connivenze tra mafia e politica non sono strutturali ma marginali. Quando parliamo del pentito Buscetta, ci dimentichiamo gli infiniti lutti che hanno accompagnato il suo “pentimento” (termine che non mi piace, ma che accettiamo per convenzione). Ebbene guardo con interesse pari al sospetto le rivelazioni di Massimo Ciancimino, partendo però da un presupposto: alla criminalità organizzata non piace che si parli di lei. E già il fatto che se ne parli è in qualche perverso modo un successo. Ci aiuta a smentire il luogo comune omertoso per cui la mafia non esiste. E riporta il problema dell’etica della poltica in primo piano. Non fosse altro che per questo, credo che l’esporsi di Massimo Ciancimino serva a migliorare la consapevolezza globale rispetto al tema delle complicità tra settori dello stato, criminalità organizzata e necessità di riscatto ecnominco, culturale e civile di intere aree d’Italia. Vi sembra poco?

  25. Massimo scrive:

    Gent.ma Linda,
    Non so se ritenermi sfortunato, Mi creda a guardare avanti si fa fatica a considerarsi fortunato, mi sono sempre sentito un privilegiato anche quando ho conosciuto per soli 4 giorni il carcere.
    Toccare con mano cosa ci lasciamo dietro, e peggio di quanto si può immaginare.
    Ho una moglie stupenda,un figlio meraviglioso e tutto il resto si vedrà.
    Ribadisco di essere stato chiamato dalla magistratura solo nel Gennaio 2008, ed ho sempre dato piena disponibilità.
    Già nel 1992 quando mi si chiese di convincere Mio Padre ha ricevere due ufficiali dei ” Ros ” per poter trovare una strada per mettere fine alle stragi, ho anche in quel ” clima ” aderito alla loro richiesta.
    Forse anche per questa mia già manifestata disponibilità a collaborare nessuno in ben 17 anni ha ritenuto opportuno interrogarmi.
    I primi magistrati che mi hanno rivolto domande in tal senso sono stati il Dott. Ingroia ed il Dott. Di Matteo.
    Oggi rispondo a tanti altri Magistrati, ma per fortuna Loro ci sono sempre.
    Grazie, spero di essere stato utile.
    Massimo.

  26. martina scrive:

    non sono siciliana. e non sono ancora riuscita a farmi un’idea chiara sulla vicenda “Ciancimino jr”. Quello che emerge dalle rivelazioni di massimo c., ammesso che di verità si tratti, è un quadro di connivenza tra stato e mafia. Anche io mi chiedo perchè il covo di riina non sia stato perquisito a dovere….e assieme a questa ci sono tante altre domande senza risposta, o almeno senza risposta convincente. la situazione è confusa, uno decide di parlare solo quando direttamente interpellato, le sue dichiarazioni dovrebbero scuotere profondamente le coscienze dei personaggi conivolti, ma anche del “popolo”…ma questo accade? ma perchè non accade? perchè non riusciamo a stupirci più di nulla? O comunque mai abbastanza da pretendere risposte immediate e chiare. Risposte che sono dovute alla cittadinanza.
    Non importa se il motivo per cui massimo c. collabora con la magistratura è la speranza di uno sconto di pena per i reati a suo carico, siamo franchi, l’importante è che qualcuno parli. Siciliani, parlate.

  27. BlogSicilia scrive:

    Informiamo che Massimo Ciancimino si è premurato di avvertirci che, considerati i suoi impegni, non riesce a rispondere tempestivamente ai vostri commenti. Tuttavia, lo farà appena possibile.

  28. Pericle scrive:

    Apprezzo quello che sta facendo; ma secondo me dovrebbe rilasciare dichiarazioni spontanee ai magistrati su come le organizzazioni mafiose riescono a controllare la politica, l’economia, il territorio, la società e sopratutto per conto e con l’aiuto di chi!

  29. Gianni S. scrive:

    Chissà quanti di noi che combattono per la legalità se fossero nati in un ambiente mafioso, con genitori mafiosi sarebbero oggi degli sbandati o dei criminali… Abbiate rispetto per il percorso di Massimo Ciancimino, ogni uomo ha i suoi tempi che vanno rispettati – io sento che Massimo Ciancimino collabora in maniera onesta.
    A Massimo voglio dire che incontrerà solo cose cattive, la diffamazione e il pericolo, ma proverà quanto è bello andare a dormire con la coscienza pulita, sapendo di aver messo anche solo un piccolo granellino di onestà e bene in questo mondo.
    Gianni S.

  30. Kristina scrive:

    Carissimi, francamente non capisco chi critica Massimo Ciancimino perché non ha parlato prima. Quanti sono quelli che non parlano MAI? E vi rendete conto che una volta che ha parlato ha messo a rischio non solo la sua vita, ma anche quello delle persone che ama?
    Smettiamo di criticare, di pensare che noi altri facciamo tutto meglio, ringraziamo di cuore quelli che come Massimo decidono di mettere la propria vita a rischio per cercare la legalità.
    Massimo Ciancimino non sarà una persona perfetta, come non lo siamo nessuno, ma ha dato un segnale di enorme coraggio e di senso civile. Ricordiamocelo sempre!!!

  31. Stanton scrive:

    Vuoi vedere che diventa un eroe? Bah!

  32. Sebastiano scrive:

    Sig. Ciancimino,
    vada avanti, continui. E’ l’unica cosa che posso dirLe.
    Saluti

  33. Pino scrive:

    Mi unisco all’appello del Sig. Ciancimino e chiedo dal profondo del cuore al Signore Dio Onnipotente di toccare i cuori di tante persone che nella vita hanno sbagliato. Nessun uomo, Nessuno, è fatto per vivere in eterno con pesi enormi sulla coscienza. Questo paese ha bisogno di pace, ma della pace che scaturisce dalla giustizia. Soprattutto dalla giustizia di chi recide i mali propri e quelli dei propri padri. Credo sia questo l’unico modo di amare se stessi e i propri padri!
    “C’é più gioia in cielo (ma anche in terra) per un peccatore convertito che per 99 giusti che non hanno bisogno di conversione”. E visto chi le ha pronunciate credo non siano soltanto parole.
    Pino

  34. Selassi scrive:

    Mi fa specie leggere tutti questi comemnti dei cosidetti portatori della legalita’ siciliana. Vorrei vedere voi svegliarvi una mattina e dire, beh ora vado a denunciare mio padre, mettendo a repentaglio la vita vostra e di tutti i vostri familiari. Senza considerare poi il grado di corruzione delle istituzioni a cui vi affidereste. Sinceramente non mi importa perche cianci non abbia parlato prima, ma se le sue rivelazioni servono a smascherare un po del marciume su cui si fonda la repubblica italiana del dopoguerra che ben venga, anche se sono abbastanza scettico…
    Saluti

  35. Sandro scrive:

    non faccio commenti sulla situazione. contingente. Lei, Massimo Ciancimino, e’ stato nella posizione “privilegiata” di assistere in prima persona a fatti e decisioni importanti della nostra storia. L’uso che sta facendo delle sue conoscenze ed informazioni Le rende onore. Sono sicuro che Lei ne uscira’ a testa alta, comunque vada.

  36. Linda scrive:

    Massimo
    non devi essere utile a me ma a te stesso. Sicuramente il passato di ciascuno di noi è fatto da luci e ombre…ci mancherebbe. Avrai sofferto e gioito ma io da siciliana doc….e giovane sinceramente ho semrpe definito i pentiti come figli di paragnosta ….quando sguazzavano nn si pentivano…poi improvvisamente diventano pentiti…chissà xche ci diventano. Boh io conosco figli che nn parlano coi genitori per cose piu banali….tu non ti accorgevi di cosa faceva tuo padre??? ok i giudici non ti volevano e non ti chiamavano….non potevi fare dichirazioni spontanee…non potevi allontanarti dalla tua famiglia visto che appunto non condividevi determintae cose??? Eh si mi associo a un altro commento…ti faranno santo…come a buscetta gli hanno dato la vacanza…eh vabbe beati voi.
    Saluti

  37. Barbara scrive:

    Massimo, grazie prima di tutto per aver voluto e saputo dibattere “in diretta” sulla Rete. Siamo oggi circondati da personaggi che altro non sanno fare che querele e minacce non appena ricevono una critica online.

    Quanto ai giovani: avevo tanti anni fa un compagno di liceo di origini siciliane (qui a Roma). Suo papà era un pezzo grosso. La sera non si poteva telefonare a questo compagno, perché, come diceva lui, “il telefono deve rimanere libero per quelli che chiamano papà per i favori”.
    Così crescono questi ragazzi. E non sto neanche parlando di mafia… almeno credo.

  38. Linda scrive:

    Scusate ..poi…io nn sono brava in storie di mafia. Ma peppino impastato,nn si era messo contro la famiglia??? Ovviamente è difficilissimo mettersi contro il proprio padre…però a questo punto o non ti ci metti o ti ci metti sin dall inziio..-per carità è un mio pensiero…

  39. Selassi scrive:

    Linda..peppino impastato si era messo contro il sistema di cose che regolava e regola la vita quotidiana in sicilia, e sappiamo tutti la fine che ha fatto…ancora ora il monumento che lo ricorda a cinisi viene continuamente fatto oggetto di vandalismi, e la sicilia e’ il posto dove e’ meno conosciuto…secondo me non vale proprio la pena fare essere un eore in sicilia…lo stato se ne frega della sicilia…la sfrutta facendo credere che un manipolo di analfebeti possa mettere sotto scacco uno stato intero…Berlusconi in sicilia spopola, questo spiega molte cose..

  40. KuntaKinte77 scrive:

    Gentile Massimo,
    Le voglio manifestare tutto il mio rispetto per il coraggio e la disponibilità nel mettersi a disposizione della Magistratura. Non ho voglia di dietrologia chiedendomi perchè ora e non prima, nè tantomeno perchè non lo ha fatto quando suo padre era vivo. Le persone che la criticano probabilmente lo fanno perchè dimenticano che scelte complesse come questa, sono figlie di un percorso interiore travagliato e lacerante. Ancor più perchè “uccide” una figura – non solo fisica e vivente, ma ancor più psicologica – paterna. Questo le fa onore. E come direbbe Saviano una parola di cui dovrebbe riappropiarci togliendola di bocca alle mafie.
    Ho altresì apprezzato la sua richiesta ai figli di Riina e Provenzano: sarebbe bello se anche loro “fuggissero” dai loro genitori parlando.
    Non c’è bisogno di grandi gesti, bisognerebbe solo parlare e dire la verità

    Non sono solo i figli dei mafiosi a dover prendere le distanze, ma i figli di tutti coloro che han compiuti atti deprecabili, politicamente e/o penalmente deprecabili.
    Basterebbe anche il semplice politicamente deprecabile.
    Penso ai figli di Totò Cuffaro, di Mastella… e anche di Silvio Berlusconi.
    Non voglio entrare nelle vicende giudiziare – se mai riusciranno a portarsi a termine – mi chiedo però perchè i vari Piersilvio, Marina, Barbara, ecc… non la finiscono di litigare su come spartirsi i soldi di babbo e non pensano ad essere persone migliori di loro padre. E per persone migliori intendo persone che prendono le distanze da persone come Mangano, Previti e Dell’Utri. Figli che affermano sacrosanto il principio del conflitto di interessi, di non candidabilità di soggetti sotto processo, di rilancio e inasprimento delle pene sul falso in bilancio…
    Farebbe di loro delle persone migliori e taglierebbe la possibilità agli uomini di finanza di non delinquere.
    E taglierebbe ponti importanti anche a chi – magari non le persone che ho menzionato… – vuole delinquere organizzandosi in maniera mafiosa. Per intenderci, taglierebbe le gambe alle varie mafie che di queste attività finanziarie sono diventati oramai i principali utilizzatori.

    Spero lei possa continuare a parlare e a raccontare tutto ciò di cui e a conoscenza.
    Mi auguro altresì che lo Stato – quello con la S maiuscola – riesca a proteggerla da qualsivoglia pericolo.

  41. anna maria scrive:

    penso che sia troppo facile sparare giudizi del perche´del per come,senza avere vissuto sulla propria pelle certe situazioni, credo, esistano meccanismi talmente complessi in cui non sempre si ha potere decisionale,la storia di Massimo mi ha colpita perche´comunque sia, ha intrapreso un percorso di certo non comodo e che coinvolge tutta la sua vita anzi ha il prezzo della sua vita,vi sembra poco?

  42. Camillo scrive:

    Gent. Massimo,
    io credo che naturalmente sarebbe stato meglio se questi fatti fossero venuti alla luce prima. Ma a quelli che la criticano per questo, vorrei dire che tutti quanti noi messi insieme probabilmente non abbiamo il coraggio che ha avuto Lei in questo momento.
    Pertanto, a differenza di quello che pensa Linda e probabilmente molti altri, Lei non è utile solo a se stesso, ma principalmente è utile a tutti gli italiani: nel conoscere la verità; a tutti i siciliani: nel migliorare la propria condizione ed, infine, (mi auguro) a quelli nella sua stessa situazione: a trovare il coraggio che ha avuto Lei.
    Un grazie di cuore.

  43. Max scrive:

    Credo che Massimo Ciancimino e fratelli siano persone normali, come tanti cinquantenni palermitani di oggi. Figli di un politico che non ha saputo o potuto frenare l’ascesa dal mondo del piccolo privilegio ai grandi affari, e quindi alla corruzione, poi attratto sempre più nelle sfere della violenza criminale mafiosa. Tutti sappiamo che la sua storia inizia con i grandi appalti. Chi non ricorda il conte Romolo Vaselli, re dell’immondizia, il conte Cassina, re delle strade, i fratelli D’Agostino, re del porto, i fratelli Salvo, re delle Esattorie, i Castellucci, re delle spiagge. E poi le baronie, dall’Università di La Grutta, al Banco di Sicilia diretto da Miccichè (padre di Gianfranco), ai grandi proprietari terrieri, serbatoi di lavoro e di voti per la democrazia cristiana di Lima, braccio destro di Andreotti e ago della bilancia delle sorti politiche nazionali. Una sorta di massoneria cui non erano estranei nemmeno i vescovi o gli editori (vero Daniele?). Tutti noi abbiamo assistito impotenti alla costruzione di un sistema perverso, dal quale abbiamo attinto qualche piccolo o grande privilegio che oggi cerchiamo di salvare. Abbiamo ascoltato il chiacchericcio, che non era mai una prova utile per tentare di cambiare la nostra società. Nessuno si sognava di danneggiare se stesso od i propri familiari con denunce sporte ad un sistema corrotto, persino in certi ambienti della magistratura. Cosa poteva fare Massimo Ciancimino, denunciare il padre? Rinunciare gratis al patrimonio residuo, dopo una vita rovinatagli dalle scelleratezze paterne? Lo chiedo ai figli dei costruttori del sacco edilizio ed a tutti coloro che a quel sistema hanno preso parte. Solo oggi Massimo Ciancimino si trova nelle condizioni di parlare, perchè ha prove scritte e registrate, perchè non ha più niente da perdere, perchè ha la scorta, perchè ha trovato in Messineo, Ingroia, Di Matteo, Scarpinato, e soprattutto Sergio Lari e Domenico Gozzo, gente onesta, credibile e determinata. Noi non possiamo che unirci a questi nuovi eroi del nostro tempo, perchè l’uscita dal baratro italiano dipende solo dal disvelamento di quei misteri che pesano come pietra tombale.
    Vai avanti Massimo (spero anch’io in una tua risposta).

  44. gaetano scrive:

    Molti commentatori rimproverano a Massimo Ciancimino la circostanza che egli abbia parlato per raccontare solo adesso quanto a sua conoscenza e invece non l’abbia fatto prima. Al di là della giustificazione che egli porta, cioè a dire che non ha mai avuto l’opportunità di essere interrogato prima da alcun magistrato, in generale sfido chiunque nel trovare il coraggio di raccontare fatti così gravi, seppure non condivisi, ma che coinvolgono la propria famiglia , la mafia e Stato. Sono decisioni coraggiose che devono necessariamente maturare col tempo certamente e che senza dubbio risentono di mutare condizioni ambientali, di sicurezza e di coscienza (le colpe dei padri non devono ricadere sui propri figli- il papà di VitoAndrea verrà ucciso ecc.) . Il fatto che ci si arrivi anche in ritardo è sempre una cosa molto positiva.

  45. Giovanna scrive:

    Ribadisco quello che ho scritto nel mio post precedente e cioe’ che il Sig. Ciancimino debba essere rispettato come qualsiasi altra persona. Solo la magistratura abbia gli strumenti per giudicare e valutare il contenuto di quanto dichiarato e le relative conseguenze.
    A quelli che si indignano verso il Sig. Ciancimino e che pretenderebbero da lui una posizione piu’ lineare vorrei fare una domanda.
    Se il Sig. Ciancimino e’ colpevole di ritardi nel collaborare, opportunismi e altro, che cosa ne pensate delle mancate perquisizioni ai covi dei boss? Dei mancati arresti di latitanti eccellenti? Dell’omicidio di Piersanti Mattarella e del fatto che Andreotti fosse a conoscenza che la sua vita era in pericolo? Delle mancate scorte e protezioni ai magistrati? E da ultimo del fatto che Paolo Borsellino dopo aver dichiarato piu’ volte di essere informato su fatti relativi alla morte di Falcone NON FOSSE MAI STATO CHIAMATO A DEPORRE??
    Riflettiamo sulle carenze dello stato nella lotta alla mafia, che sono a mio avviso GRAVISSIME E COLPEVOLI, prima di colpevolizzare chi prova a percorrere una strada contro corrente.

  46. daisy scrive:

    Egregio sig.Ciancimino,
    mi volevo complimentare con Lei x le bellissime parole del suo 1°Commento e volevo anke precisare ke,pur non essendo interessata alla politica,vorrei diventare un avvocato e la sua vicenda mi interessa molto.Inoltre,La ammiro x ciò ke sta facendo e mi auguro ke anke altri seguano il Suo esempio,con la Giustizia affinchè tutti gli interrogativi sulla mafia vengano risolti.
    Distinti saluti,daisy.

  47. calogero scrive:

    come non si può essere daccordo sulla frase di ciancimino ,mi vorrei soffermare sulla seconda osservazione cioè quella che si può scegliere come vivere,ecco noi siciliani dovremmo partire da questo,peche sè tutti nel nostro quotidiano , per i ruoli che svolgiamo nella società civile e non dessimo un seguito a questa frase sono convinto che molti mali verrebbero risolti,ma siccome questo è molto difficile ,teniamoci i nostri drammi giornalieri.–

  48. Stella scrive:

    Gentile Sign.Ciancimino,sono una sua concittadina e seguo con molto interesse le vicende che la riguardano.Per me lei non è nè un eroe nè una vittima.Certamente sta dimostrando molto coraggio nel parlare,per questo (da palermitana,siciliana e italiana)la ringrazio.Ma non sono un’ipocrita:ciò che ha fatto suo padre alla mia città è imperdonabile e mi dispiace che non abbia avuto il tempo per pagare per le sue colpe.Ma lei,caro Massimo,può rimediare al disprezzo che tutti noi proviamo.Nel confidare nella sua buona fede,mi associo a quanto detto da Luca:CONTINUI A PARLARE,LO FACCIA ANCHE PER ME.
    Se può servire,lei ha il mio appoggio.

    Stella

  49. antoninoromano scrive:

    Non molli ,anche se le accuse di questi giorni nei suoi confronti vengono come si sa da quelle sfere che hanno mangiato su tutto e ora ci camminano sopra . resistere resistere resistere ……… Auguri

  50. Massimo scrive:

    Gent.ma Stella,
    non spetta a Me giudicare Mio padre per il Suo ruolo di Politico, e’ giusto che Lo facciano altri come anche Lei , sicuramente non era da solo che si poteva fare tutto quello di cui oggi anche attentamente si parla.
    Posso dirle che è morto agli arresti domiciliari nel 2002 dopo 9 anni di carcere,ancora aspetto di vedere tanti altri politici che con Lui facevano e disfacefano fare qualche giorno di carcere.
    Mi creda non doveva essere facile vivere anni difficili come quelli.
    Ho visto come tanti credo, la fiction televisiva ” IL Capo dei Capi “.
    L’autore per trovare un personaggio positivo che sopravvive a tutte le puntate fa ricorso alla fantasia…….e’ triste.
    Gli eroi non sopravvivono più di due puntate.
    Posso, mio malgrado giudicare Mio padre, come Padre perchè oggi avendo un figlio,so cosa vuol dire essere un buon Padre.
    Mi creda che in proposito il mio giudizio e ancora più severo del Suo rispetto all’uomo politico.
    Cordiali saluti,
    Massimo.

  51. Pericle scrive:

    Sign. Ciancimino apprezzo quello che sta facendo; ma secondo me dovrebbe rilasciare dichiarazioni spontanee ai magistrati su come le organizzazioni mafiose riescono a controllare la politica, l’economia, il territorio, la società e sopratutto per conto e con l’aiuto di chi!
    Solo così si potrà capire come e perche la mafia abbia vinto.

  52. Stella scrive:

    Grazie per la sua risposta.Certamente mi riferivo all’uomo politico,non conoscendo l’uomo Padre.Per quanto riguarda gli altri politici,anch’io spero possano pagare.Intanto,però,quella mentalità,quella connivenza e quel modo di fare politica hanno avuto,hanno e avranno conseguenze drammatiche per la mia Palermo.Mi permetto(e mi perdoni se lo faccio) di esprimere un giudizio sul suo essere padre:lei ha la possibilità di non far vergognare suo figlio per il cognome che porta.Lei ha una grande responsabilità,non si faccia intimidire da nessuno e continui a parlare.

    Stella

  53. grax scrive:

    Signor Ciancimino.
    Come sarebbe bello poter credere che le sue parole siano vere.
    Lei ci parla di amore … il figlio di uno tra i peggiori tiranni della sua stessa terra ci parla di amore …
    Amore per suo figlio, per il padre, amore per la povera Sicilia ossia per l’Italia intera, perké la Sicilia é NULLA senza Italia e l’Italia é nulla senza qualunque parte del suo territorio e della sua popolazione.

    Salvatore Borsellino, l’ha ringraziata pubblicamente;
    Lei parla con rispetto dei NOSTRI Ingroia, Scarpinato, DiMatteo, Lari.

    Il suo appello ai figli dei MOSTRI a parlare PUBBLICAMENTE é cosa IMPORTANTE che colpisce.

    Più pericolose dei mitra arruginiti delle forze dell’ordine SAREBBE IL PENTIMENTO DEI FAMILIARI DEI MOSTRI DI MAFIA … almeno quelli che fanno il lavoro visibile.

    Inginocchiarsi difronte alle tombe delle vittime di mafia, da parte dei familiari di coloro che li hanno uccisi SAREBBE UN GESTO VERAMENTE UTILE alla CRESCITA del paese.

    VADA NELLE SCUOLE A PARLAR DI MAFIA e di uno Stato che NON ESISTE, di una nazione che non ha difeso coloro che hanno dato la vita per difenderla … nell’indifferenza generale.

    Forse vada anche a spiegare che i mafiosi, anche loro sono vittime … le ultime della lista certamente … ma forse vittime di un padre che ha abbandonato i suoi figli più poveri al loro destino che era emigrazione, rassegnazione oppure delinquenza minorile … l’anticamera della mafia.

    Vada a parlare allo ZEN di parlermo, lei che puo, tenti di tirar via dalle strade quei ragazzi per evitare che taluni fra di loro facciano la fine di suo padre.

    Cosa dirle?? molti pensano che lei é incaricato dalla mafia di distruggere B. rilanciando il dossier stragi via-d’amelio che tocca MAncino, i servizi segreti deviati ed il signor B. … l’utente finale che ha riciclato soldi dei boss nella capitale europea della mafia (milano).

    Fermo restante che distruggere B. é sempre cosa buona, usare lo stato per fini propri é … antipatico… e potrebbe costarle caro.

    A lei dimostrare la sua buona fede con i soli strumenti possibili: i fatti.

    LA verità sta IN OGNI MODO per uscire perké I TEMPI SONO ORAMAI MATURI. Per quanto lo si voglia nascondere, il sangue SACRO delle NOSTRE VITTIME porterà la VERITà a galla. Le nostre vittime saranno ricordate in ETERNO, i loro assassini nascosti dalla vergogna e dall’oblio.

  54. Blogsicilia scrive:

    Se vuoi leggere l’articolo in Inglese segui il link riportato sotto.
    If you want to read the article in English, click on the link below.

    http://palermo.blogsicilia.it/2009/11/ciancimino-jr-blogger-for-one-day-%E2%80%9Cyou-cannot-choose-where-to-be-born-but-you-can-choose-how-to-live%E2%80%9D/

  55. grax scrive:

    Massimo, le do comunque atto di questa sua disponibilità a discutere con semplici cittadini su un blog.

    Ottimo, veramente ottimo.

    MOSTRARSI DAVANTI A TUTTI ed ACCETTARE IL DIALOGO CON SEMPLICI CITTADINI é COSA certamente APPREZZABILE.

  56. Diletta scrive:

    Gentilissimo Signor Massimo, al di là del fatto che lei sia il figlio di un personaggio discutibile e di cui in prima persona sta pagando lo scotto delle sue colpe , ciò che mi ha colpito di lei è il fatto che ci troviamo di fronte ad una persona che riesce a calamitare l’attenzione non solo per le rivelazioni di cui è portavoce, ma anche per il modo in cui le espone. A causa del fatto di essere il figlio di….forse in tanti avrebbero preferito imbattersi in un soggetto dialetticamente discutibile, reticente, espressione della più significativa tracotanza e superbia che la mafia è stata in grado di produrre, nei confronti del quale sarebbe stato più facile lanciarsi senza troppo rispetto. Questo non vuol dire che le saranno risparmiati giudizi e appellativi di tutt’altro genere, di sicuro però il garbo con il quale si pone, che io voglio reputare vero, impone a quanti vogliono relazionarsi con lei di usarle lo stesso rispetto che in ogni circostanza, che lo vede protagonista, non manca mai di usare. Ascoltarla e leggerla impone attenzione al di là di come la si pensi e la si giudichi. Questo bagno di umiltà e di dignità che sta mettendo in campo e alla portata dei giudizi di tutti, di sicuro deve farci riflettere, perchè puntare il dito è molto facile su un bersaglio fisso, quale è lei, ma di certo non ci esime dall’essere prima di tutto civili se i toni sono civili.

  57. Fabio Castellucci scrive:

    Gentile Sig. Ciancimino,
    ho più stima e considerazione per LEI indagato, e cresciuto in cultura MAFIOSA

    che per la maggior parte degli ONOREVOLI della REPUBBLICA ITALIANA, fondata sulla ipocrisia e sul raggiro.

    LEI non si erge a modello, nè da giudizi.
    Dice la sua, offre dei riscontri e poi… ciascuno si formi la propria idea…

    I miei complimenti. Poche parole, ma da UOMO.
    Non da “ququaraquà”.

    Le invio una stretta di mano sincera.

    fabio castellucci
    Creazzo (VI)
    Cittadino Sovrano

  58. donato scrive:

    Sig.Massimo,avanti così,lei è onesto e sincero,come sono i tantissimi siciliani che la sostengono in silenzio.suo figlio può essere orgoglioso di lei,e lassù forse anche suo padre.spero di leggere sempre più commenti a suo favore,anche se sono sicuro che ci sono.da milano un saluto e una stretta di mano con ammirazione,a un vero uomo.

  59. carmelo sorbera scrive:

    Signor Ciancimino l’aspettavo da tempo, o per meglio dire, da sempre aspettavo una persona come Lei alla ricerca di una “vita normale” dopo essere stato artefice o spettatore di eventi terribili che nel tempo hanno distrutto la Sicilia corrodendola come un cancro, e che nella sua ricerca decidesse di squarciare il livello più alto di coloro che hanno deciso le sorti di tutti noi. E’ solamente questa speranza che mi permette di superare la mia ritrosia nel credere “sincere” le sue parole. Le colpe, le responsabilità saranno accertate se ce ne sarà la possibilità e la volontà, io la ringrazio per il suo coraggio ed allo stesso tempo la odio per essere uno dei tanti che ha partecipato alla storia della nostra terra. Aspetto un forte segnale dallo Stato italiano che ha permesso o voluto l’eccidio di Sindaci, Sindacalisti e altre figure della Società Civile nei primi anni dopo la seconda guerra, rimandando indietro la coscienza civile di tutti i siciliani, adesso Lei parla di “accordo” tra Stato e mafia nei primi anni novanta ed il solo pensiero che oggi possano sedere nelle istituzioni “personaggi” che hanno barattato la dignità di uno Stato mi fa vomitare.

  60. Massimo scrive:

    Gent, Lettori,
    Vorrei ribadire un concetto molto importante, non ho mai agito per ottenere sconti di pena o benefici previsti per collaboratori o pentiti.
    Non appartengo, con tutto il rispetto, ne all’una ne all’altra categoria.
    Pertanto nessun tipo di ” sconto ” o ” beneficio ” è previsto per la Mia ormai anomala figura di ” Dichiarante ”
    Credo che Magistrati attenti come quelli da me già in precedenza indicati, come primo elemento di giudizio hanno voluto indicazioni in merito al ” Mio Presunto Tesoro ” .
    Ho anche risposto in questo senso indicando personaggi e disponibilità di conti mai identificati prima.
    Sin dal primo mio interrogatorio, sono prova i verbali, ho chiesto di non parlare del processo che mi vedeva, ed ancora oggi mi vede, ricorrente in appello ad una sentenza di anni 5 e mesi 8 per aver riciclato la mia parte di beni i nell’acquisto di una barca,di una macchina ed per aver eseguito un bonifico in favore di mia sorella.
    Come ho spesso detto, mi ritengo colpevole, ma vorrei essere condannato per il reato commesso e non, come spesso avviene in virtù di protettorati ed a salvaguardia delle solite caste,per altra tipologia di reato.
    Anche sullo svolgimento del mio processo ed in nome di quelle “Non” regole, la procura di Palermo ha creduto opportuno avendo evidenziato notizie di reato, inviare per competenza gli atti, ai colleghi della Procura di Catania.
    C’è una delicata inchiesta con diciotto persone iscritte per varie tipologie di reato,spero si possa accertare, anche in questo caso, il reale svolgimento dei fatti.
    Per gli anni di pena, anche se solo in primo grado,che mi sono stati inflitti,non credo di aver bisogno di sconti o benefici.
    Se vi è una certezza in Italia è proprio quella della non pena.
    5 anni e mesi 8. Tre anni di indulto, uno di periodo già sofferto, rimangono 1,8 mesi. Incensurato, attenuanti generiche, prescrizioni ed altre ” Ghedinate ” varie, credete non è con questo fine che ho risposto e continuo a rispondere ai Magistrati.
    Sono solo tanto, ma credetemi tanto,inc…… arrabbiato.
    Chi pensava condannandomi prima, di potersi assicurarsi preventivamente, ed in virtù di possibili assoluzioni e restituzioni di beni oggi sotto sequestro , il mio silenzio e rifiuto a qualsiasi tipo di collaborazione , ha fatto male i conti.
    Mi condannino pure, si tengano i beni, ho fornito ulteriori preziose indicazioni in tal senso.
    Vorrei soltanto poter stabilire la verità di molti fatti che mi riguardano direttamente o indirettamente.
    Lo stesso giorno della morte di mio Padre il 19/ 11 / 2002 sono stato iscritto nel registro degli indagati.
    Capita,
    Grazie,Massimo.

  61. Angela scrive:

    Spero che le sue dichiarazioni possano dare le risposte che tutti noi siciliani meritiamo.

  62. Marco scrive:

    Sig. Ciancimino voglio porgerLe una domanda.
    A seguito delle sue dichiarazioni rilasciate ai magistrati di Caltanissetta si instaurerà (almeno lo si spera)un procedimento penale a carico di quelle che dovrebbero essere i mandanti occulti delle stragi.
    Verosimilmente i personaggi coinvolti sono quelli che all’epoca ricoprivano le più alte cariche dello Stato.
    Violante, Mancino, Martelli, Amato, ecc.
    Lei pensa che queste indagini porteranno realmente a dei rinvi a giudizio o a delle condanne?Specie se i personaggi sopra menzionati dovessero risultare coinvolti?
    Mancino (che attualmente è al capo del CSM) rinviato a giudizio?
    Non pensa inoltre che la tendenza a “sinistra” della magistratura (anche siciliana) giocherà un ruolo fondamentale?

  63. giovanni scrive:

    Sig. Ciancimino,
    continui così…
    Ho grande stima per una Persona che a suo rischio e pericolo sta aiutando la giustizia a far luce su troppe cose buie…
    se questo paese potrà finalmente essere considerato civile, sarà anche merito suo.
    grazie
    giovanni (Pavia)

  64. Massimo scrive:

    Gent.mo Marco,
    Al momento l’unico che ha rimediato tre avvisi di garanzia per il reato di calunnia è il sottoscritto, una anche dall’attuale Vice Presidente del CSM On, Mancino.
    Mi ricorda tanto ” Davide contro Golia ”
    Per tornare a Mie precedenti risposte sul ” secondo fine ” delle mie dichiarazioni,quali sconti di pena o simili, vorrei far notare che basterebbe una sola condanna per calunnia, con aggravanti del caso visto lo ” spessore ” del calunniato per rischiare pene più severe di quella a Me già inflitta.
    Se il tutto sarà oggetto di Giudizio, saprò rispondere nella sedi opportune, comunque sicuramente , la cosa non tormenta più di tanto le Mie già poche ore di sonno.
    Per la natura ” Politica ” di certa magistratura lascio ad altri sicuramente più titolati, o forse anche preoccupati, giudizi in tal senso.
    Oggi mi sembra che si pretenda spesso dalla magistratura neanche ” la libertà di pensiero ”
    ” Magistrati Comunisti “mi evocano tanto esternazioni Paterne.
    Buona serata,Massimo.

  65. Riccardo scrive:

    Io credo che dovremmo tutti attenerci a quelli che sono, almeno al momento, i fatti. In storie cosi’ complesse un briciolo di pragmatismo salvaguarda da false speranze o condanne preventive. Fra l’altro e’ quello che credo chieda Massimo Ciancimino (potra’ smentirmi) venendo a scrivere su un blog della sua citta’, essere giudicato per quello che e’ e che ha fatto.
    Se questo e’ vero, l’uomo che e’ oggi merita rispetto a prescindere da quelli che sono gli errori passati che vogliamo attribuirgli e per i quali sta gia’ pagando, almeno in parte.

    Ho invece qualche difficolta’ con l’appello ai figli di Provenzano e Riina. Assunto, ed escludo qualcuno ne dubiti, che Massimo Ciancimino non e’ e non e’ mai stato un mafioso di rango o comunque una persona di potere, non puo’ trattarsi di un messaggio fra le righe. Personalmente non so nulla delle persone a cui si rivolge e non sono in grado di capire se il messaggio ha qualche possibilita’ di essere raccolto; forse lui sa qualcosa in piu’ e quindi sa dare un senso all’appello, ma di questo, comprensibilmente, non potrebbe ne’ vorrebbe parlare. In questo caso il messaggio potrebbe tradursi in una specie di “confermo la decisione presa, potete fidarvi”.
    Oppure e’ una ingenuita’. Certo, chi e’ che non ha mai sognato che la mafia venisse disarticolata dal suo stesso interno, visto che dall’esterno abbiamo tanta difficolta’ a farlo. Ma nella sua posizione questo appello potrebbe essere male interpretato, non puo’ avere la stessa valenza cristallina di quello di Rosaria Costa (la vedova dell’agente Schifani) ai funerali del marito. Una ingenuita’, dicevo, che pero’ lascerebbe trasparire il fondamentale desiderio di essere “uno qualunque”.

    Per tutto il resto, mi fido della e mi affido alla magistratura, come anche Massimo Ciancimino ha fatto.

    P.S. per Massimo Ciancimino
    da padre di due figlie, vorrei saperle dare dei consigli su come aiutare suo figlio a gestire il peso di questa situazione. Ma lei ne ha esperienza diretta e sapra’ certamente meglio di me come farlo. Perche’ qualunque possano essere le sue “colpe” e i suoi errori, i bambini vanno salvaguardati.

  66. Paolo scrive:

    Da premettere:
    rispetto a chi ha subito omicidi (o altro) di mafia.
    Non vedo colpe di chi si è trovato in certi ambiti famigliari, (tutti bravi siamo a parlare o a giudicare i figli di questi uomini, Riina, Provenzano, Ciancimino etc. Volevo vedere tutti noi al loro posto, ci mettevamo contro la nostra famiglia(?), non ci credo manco se….certo forse nel momento della maturità (forse) qualcuno (tanti) avremmo deciso di condurre una vita giusta, ma difficilmente avremmo denunciato i nostri famigliari. Massimo non stai colpendo il mafioso di turno ma bensì stai facendo luce su alcuni fatti che vedono coinvolti alcuni pezzi di società (di melma) che riesce a giostrare i mafiosi di turno con favori o denaro. Complimenti, vai avanti così….sono sicuro che molti saranno al Tuo fianco in questa vicenda, (anche chi non sembra).

  67. Massimo C. scrive:

    Egr. Sig. Paolo,
    forse è uno dei pochi casi dove tentar……… nuoce e parecchio.
    Vedremo.
    Grazie,Massimo.

  68. wanda68 scrive:

    sono vicina al coraggio che oggi mostra Massimo Ciancimino….. dice che è molto inc……, quindi sembra che vuole fare na guerra e grazie alla sua arrabbiatura vengono fuori certe verità nascoste, xchè invita solo i figli di provenzano e riina a parlare? quando lui conosce tanti figli collusi con la mafia che hanno avuto per tanti anni interessi con il famoso don vito…. spero che Massimo dopo averci sguazzata con tanta melma oggi possa fare tutti i nomi possibili da chi è stato usato, da tutti quelli che si sono fatti raccomandare da politici tramite anche a Massimo, e occupare oggi un posto che non gli spetta, allora caro Massimo devi partire dai pesci piccoli e arrivare ai pesci grandi… devi dire TUTTO!!!! ti auguro tanta fortuna e che tutto questo riesca a portare un pò di pulizia a questa città corrotta. ciao

  69. cristina scrive:

    SONO RARI GLI UOMINI CHE ANCORA CREDONO NELLA GIUSTIZIA E NELLA FORZA DELLA VERITA’. APPREZZO IL TUO CORAGGIO.

  70. Paolo scrive:

    Sig. Massimo,
    dall’azione intrapresa da Lei, cioè il far luce su avvenimenti grandi (vedi stragi) per Palermo, non può che portare benefici alle vittime (in quanto si avvicinano sempre più alla verità) da un lato, dall’altro ai famigliari delle persone coinvolte (in quanto chi oggi sta pagando per eventuali fatti non erano sole nel compierli questi avvenimenti, quindi i mali per Palermo non sono i famigliari dei mafiosi di turno in passato scoperti, ma chi riesce a giostrare i cosidetti mafiosi di turno, adempiendo non agli interessi del mafioso ma bensì a quelli suoi. Ed è così caro Massimo). Quindi Tu le persone che puoi temere in questo caso possono essere solo il pezzo di società (di melma), che farà di tutto per non farTi riuscire nell’intento di metterli con il sederino a terra. Cmq, sforzi inutili saranno per loro, per quel che già abbiamo visto, in quanto Tu ai dimostrato di parlare e di dimostrare i fatti (documenti).
    Io infatti ho espresso la mia opinione in tale vicenda perchè non vedo un Tuo attacco diretto alle Tue radici, (perchè non sono e non voglio essere io quello che giudica vicende particolari e di un certo livello della storia del nostro Paese, e allo stesso tempo da un certo punto di vista anche personali).
    Alla prossima.

  71. elisabetta scrive:

    Gentile Massimo, l’ho vista ad anno zero e mi ha colpita molto. Volevo solo dirle grazie per il suo coraggio e per la scelta di vita che ha fatto. Le auguro ogni felicità.

    elisabetta

  72. monica scrive:

    davvero devo complimentarmi….
    un siciliano che parla di distanza dello stato dai problemi veri della sicilia, fa sorridere.. è più fuso lo stato col malessere sociale… come viene qui definito.. che la mafia stessa… nn aggiungo altro…….

  73. Vittorio scrive:

    Tutte queste sue inginocchiature verso questi magistrati mi puzzano non poco.

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