Massimo Ciancimino risponde all’avvocato Michele Costa

di Palermo Blog | Ci sono 2 commenti
Massimo Ciancimino risponde all’avvocato Michele Costa

Pubblichiamo, su richiesta di Massimo Ciancimino, il commento di replica all’avvocato Michele Costa, pubblicato ieri in questo post.

Gent.mo Avv. Costa,
Non riesco proprio a comprendere come possa essere il sottoscritto giudicato per le colpe del Proprio Padre.

Credo che il Mio atteggiamento collaborativo, ha indotto prestigiosi ufficiali del Ros, ad utilizzarMi per “avvicinare” il non facile Vito Ciancimino per riservati colloqui investigativi. Ho grandissimo rispetto per Lei, la Sua Professione e cosa e quanto Ella rappresenti sia per il Suo passato Storico, non ci si può certamente scordare come discussi personaggi, ancora oggi responsabili di delicati incarichi istituzionali, abbiano ostacolato il Lavoro di Suo Padre.

Sono gli stessi personaggi, ribadisco ancora oggi, non degni colleghi del Suo Compianto Padre, che muovono le fila di certi meccanismi e che forse oggi, grazie anche al mio piccolo contributo saranno chiamati a rispondere nelle sedi competenti.

Come ho precedentemente detto non mi sono Mai sottratto a nessun tipo di approfondimento giudiziario, compreso quelli riguardanti l’ identificazione di eventuali Mie altre capienze estere, cosa importante, tra l’altro fornendo agli inquirenti elementi a riguardo.

Non è stata mai mia intenzione custodire all’estero quello che Lei definisce “Archivio Segreto” .

Il giorno in cui ai sensi di legge, e per gli adempimenti del caso venivo avvisato di essere oggetto di indagine da parte della Procura di Palermo, e nell’esecuzione, secondo disposizione e come richiesto dal G.I.P. di una un perquisizione presso la Mia abitazione, il così detto archivio segreto, “papello compreso” era regolarmente custodito nella cassaforte a vista della camera da letto.

Nonostante la più assoluta disponibilità nel far reperire le chiavi per poterne accertare il contenuto, la cosa non trovò nessun interesse da parte delle autorità preposte. Anche questo episodio è oggetto di inchiesta da parte della Magistratura.

Mi sia concessa una precisazione, per il reato di cui Ella pensi mia intenzione sottrarmi a qualsiasi forma di Giudizio, Lo scrivente è stato condannato a anni 5 e mesi 8 di reclusione. Nessuno sconto o trattamento di favore hanno caratterizzato l’inchiesta che Mi ha viso prima nella veste di indagato, ed oggi Mi vede imputato appellante.

Ho scontato tutta la misura cautelare sia in tema di detenzione che in “obblighi diversi“. Sono ben altri che all’interno della orma già nota inchiesta Gas, hanno beneficiato di “Strasbismi Investigativi“.

Mi creda Egr. Avvocato che per la scelta fatta oggi sono indagato per tre Episodi di Calunnia, dove sicuramente se chiamato in giudizio saprò ribadire anche con la produzione di documentazione a supporto le buna fede di quanto fin ora detto, ma dove rischi condanna a pene non tanto inferiori a quelle a Me momentaneamente inflitte.

Non credo di aver avuto atteggiamenti ammiccanti verso nessuno, in modo particolare Verso quei Magistrati che tanto stimo e rispetto. Ho sempre indicato fin dal primo momento dando le dovute coordinate il perché, e dove era da Me custodito suddetto archivio.

Ho finito di scontare, ed in tutta la sua durate massima, la misura del divieto di espatrio, nel Giugno del 2009.
Fin dal primo momento, ed in piena collaborazione dei Pubblici Ministeri, mi sono adoperato per reperire personalmente la documentazione di Loro interesse, avendo bensì anche cura di rispettare regole Verso un paese dove, in seguito a quella richiesta Italiana mi vede ancora oggi indagato di reato di riciclaggio.

Mi creda Illustrissimo Avvocato, non creda che personaggi di spessore come Il Dott. Messineo, il Dott. Ingroia, Il dott. Di Matteo, il Dott. Lari ed Il Dott. Gozzo, si prestino a Miei presunti ammiccamenti.

Concludendo lungi da Me la volontà di farLe cambiare la Sua rispettabilissima incertezza e diffidenza per la nuova veste di “dichiarante” da Me recentemente intrapresa.

Massimo Ciancimino.

 

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2 Commenti a “Massimo Ciancimino risponde all’avvocato Michele Costa”

  1. Domenico scrive:

    Molto spesso, in passato, le polemiche hanno impedito di svelare almeno parte della verità sui momenti più bui della repubblica.
    Ciò che conta, signor Massimo, è la Sua collaborazione, che verrà adeguatamente valutata da ottimi professionisti.
    Non si lasci trascinare in discussioni pubbliche sulla Sua persona. Non abbiamo bisogno di processi preventivi, ma di verità.

  2. enrico scrive:

    Buongiorno Sig. Ciancimino, mi permetta soltanto due brevi domande:

    1) Lei che è esperto di quelle vicende, trova che sia una semplice coincidenza che le richieste di archiviazione di due importanti inchieste seguite anche personalmente da Falcone e Borsellino, e vale a dire quella sui flussi di denaro Russia-Italia Italia-Russia segnalati a suo tempo dal Procuratore Generale di Mosca Stepankov, competente il tribunale di Roma PM IONTA, e quella c.d. “mafia e appalti”, competente il tribunale di Palermo Procuratori Lo Forte, Scarpinato e Giammanco, siano state presentate entrambe, sincronicamente, nella settimana che si è conclusa con quella famosa domenica 19 luglio in cui ci ha lasciati il Giudice Borsellino?

    2) Lei ha potuto per caso esaminare i confronti calligrafici che girano sul web fra la scrittura di Suo padre apposta sui “papelli” ora in mano ai PM e pubblicati dall’Espresso, e quella, sempre di suo padre, apposta sulla trascrizione della deposizione da Lui resa innanzi a Ingroia e Caselli nel gennaio del 1993?
    Da tale confronto risultano evidenti incongruenze. Come commenta?

    Grazie e cordiali saluti.

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