Domani a Palermo il funerale di Agrodolce
“Stanchi di un anno di attese, promesse, annunci e slogan politici sulla ripartenza della produzione, ma soprattutto di un anno senza lavoro e stipendio“.
Questa la motivazione del “corteo funebre” che domani partirà alle 9 da piazza Croci, organizzato dal comitato autoconvocato dei lavoratori di Agrodolce, la soap opera di Rai3, ideata da Gianni Minoli.
Il funerale del “romanzo popolare” ha come obiettivo “avere delle risposte concrete dall’interlocutore istituzionale della Regione Siciliana, Lino Leanza, al quale chiediamo: perché non è stato ancora firmato il documento necessario alla stipula della convenzione, reclamato dalla RAI, per dare il via alla produzione; a chi spetta la firma del documento di cui sopra; se è consapevole del fatto che giovedì 17 dicembre 2009 si svolgerà l’ultimo cda della Rai per quest’anno, e Agrodolce non è dell’ordine del giorno e quindi non sarà discusso nulla sul futuro di questa produzione e di 200 lavoratori siciliani”.
Si esorta alla partecipazione con abito nero.
Fonte: Italpress
Media: il backstage della fiction di Rai 3






















Agrodolce, oltre ad essere una fiction fin troppo esasperante nella immagine che da della Sicilia, è dispendiosa a livello economico.
Venticinque (25) milioni di euro che erano destinati alla Provincia di Enna sono stati dirottati proprio in prospettiva Agrodolce. Adesso si scopre che rischia seriamente di chiudere… Benissssimo, ecco come spariscono i soldi in Sicilia.
ma si fa? una volta che c’è qualcosa che valorizza la nostra sicilia e noi la facciamo chiuedere!!!
cavolo!!! La campania che non è bella nemmeno la metà della Sicilia ha la sua fiction e noi no.
booooooohhhhhhhhh che schifo…
La Sicilia ha cose ben più importanti da valorizzare. Se la Campania ha la sua fiction, non significa che noi ce la dobbiamo avere per ripicca. Rai e Regione hanno speso 50 milioni (25 a testa) per uno sceneggiato. Rendetevi conto del fatto che i 25 milioni di euro sono stati tolti alla Provincia di Enna…e che dovevano servire per alcuni progetti nell’ambito della viabilità. Hanno bocciato la Scala Mobile e su questo siamo d’accordo…Tuttavia non e’ possibile che si tolgano definitivamente dei fondi che potevano benissimo restare a Enna per lo sviluppo.
Adesso ce lo spieghino in una puntata di Agrodolce com’e’ possibile togliere dei soldi alle strutture per finanziare una fiction. Che schifo…
la nostra Sicilia è meravigliosa ma anche la Campania è una regione affascinante e ricca dal punto di vista naturalistico, culturale, culinario etc.
Non credo che tutte le regioni debbano avere una fiction per dimostrare ed esportare la loro bellezza e peculiarità che, con questo strumento, viene spesso esasperata… forse… o non è vero piuttosto il contrario? Non sarà che a vederle rappresentate ci appaiono più chiaramente e quindi un poco ci infastidiscono? Io non la seguo, mi capita però sporadicamente di vederne uno stralcio e i paesaggi, i colori, il mare, l’architettura caratteristica di alcuni luoghi sono rappresentati in tutto il loro incanto! Ciò non giustifica certo l’aver dirottato fondi destinati ad altre opere, ma promuovere l’arte, lo spettacolo e dar lavoro a tante persone non mi sembra deprecabile, anzi, piuttosto il contrario e mi dispiace vedere che forse anche questa volta un progetto decolla e poi si arena…
La vediamo in modo differente. Io penso a quelle decine di famiglie di muratori, manovali, fabbri, falegnami…che ad Enna potevano finalmente LAVORARE! Penso a una Provincia sempre più abbandonata al degrado (non per niente è la più povera d’Italia).
Sinceramente Agrodolce non mi piace e non rappresenta il SICILIANO moderno. Non siamo tutti così. Valorizzare il territorio significa permettere ai turisti di raggiungere, per esempio, La Villa Romana del Casale. Questo non è possibile perchè le Strade Statali e Provinciali sono diventate mulattiere. Valorizzare significa promuovere la Necropoli di Rossomanno, preda solo di tombaroli… Significa promuovere Morgantina (specie adesso che torna la Venere).
Abbiamo due modi differenti di vedere la valorizzazione del territorio.
Avremmo preferito, a questo punto, che i 25 milioni di euro fossero dirottati per gli alluvionati di Messina.