L’infiltrato di Angelo Vecchio
Emblematica la copertina che vede inquadrati i soldati di terracotta cinesi. Vuole simboleggiare, se comprendo bene il pensiero dell’autore, che in fondo un po’ tutti noi siamo dei soldatini inquadrati chi a favore della legge chi contro.
Ma anche la mafia ha le sue leggi, quelle non scritte in un codice, ma spietate e inesorabili e dalle cui condanne a morte non si sfugge. Non vi sono appelli, cassazioni, ma solo sentenze di primo grado.
L’infiltrato di Angelo Vecchio è un giallo o e più verosimilmente una delle tante storie emblematiche che si svolgono nel capoluogo della Sicilia, Palermo, a torto o a ragione considerata al centro di tutti gli intrighi di corruzione politico-mafiose, traffico d’armi, di droga e di riciclaggio di danaro sporco.
Al centro del romanzo un maresciallo-capitano del carabinieri-l’infiltrato per l’appunto- Nino Pontillo, alias capitano Nicola Cantone. Infiltrato con lo scopo di arrivare alla cattura del “pesce grosso” Pino Cammarata, presunto capo di Cosa Nostra. E qui tutta l’esperienza del cronista di nera e giudiziaria di Angelo Vecchio ci descrive una serie di figure che fanno parte della scena-reale del palcoscenico malavitoso palermitano.
Il piccolo scippatore, i killer spietati in motocicletta con il casco integrale, il costruttore-riciclatore che ambisce a diventare il Capo di Cosa Nostra, pronto a fare uccidere chiunque ostacoli i suoi piani. Una serie di uomini dello Stato al soldo del costruttore: ufficiali della guardia di finanza, marescialli dei carabinieri, ispettori di polizia e perfino agenti penitenziari.
Il politico che dal nulla scala tutti i vertici fino ad entrare a far parte della coalizione di governo, corrotto e furbo, ma non al punto da sfuggire alla vendetta del costruttore-riciclatore. In mezzo a tanto marciume, lo scrittore inserisce una bella e pulita storia d’amore con la bella Cinzia, figlia di un noto intellettuale, ormai in pensione, ma vede e capisce molte cose con lungimiranza e l’esperienza dei suoi settant’anni.
Cronaca, giallo-verità, romanzo ben costruito con alle spalle l’esperienza di oltre trent’anni di cronista di nera. Non ci sono capitoli, quasi a significare che non ci possono essere pause e il tutto va letto inchiodati sul classico divano. Il libro è uscito nelle prima edizione nel 2007, ma è ancora tremendamente attuale: “ è solo un altro capitolo di una storia infinita e la storia di Cosa Nostra, è cronaca di tutti i giorni”.
Angelo Vecchio si è sempre occupato di cronaca nera e giudiziaria, lavorando per i maggiori quotidiani dell’Isola. Laureato in Scienze Politiche. Dal romanzo al teatro il passo è breve. Sta preparando una rappresentazione teatrale sulla storia del bandito Salvatore Giuliano di prossima programmazione nei teatri di Palermo





















