Sbarca in Sicilia il quotidiano “Il Clandestino”

Sbarca in Sicilia il quotidiano “Il Clandestino”

Il Clandestino, il nuovo quotidiano edito da Fabio Caso, da oggi è distribuito in tutta la Sicilia.

Si potrà, pertanto, anche dalle nostre parti leggere quest’ottimo esempio di sinergia tra il web e la carta stampata, o meglio tra l’informazione mediata dal computer e quella tradizionale.

Il giornale, infatti, diretto da David Parenzo, deriva da tre anni di successi in rete, con lo scopo di affrontare con taglio decisamente originale i grandi temi di attualità e politica, dedicando grande spazio al web, ai sondaggi, alla pubblicità e ai dati auditel.

Un consiglio spassionato, quindi, per i siciliani che hanno così l’opportunità di sentire un’altra campana, “un quotidiano non a caso”.

 

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1 Commento a “Sbarca in Sicilia il quotidiano “Il Clandestino””

  1. ex solato scrive:

    Guarda tu che Caso. Tutto accadrà a Roma: il 23 novembre, pesso la sala Cristallo dell’Hotel Nazionale, verrà presentato il nuovo quotidiano “Il Clandestino”. Il 24, invece, andrà in scena nelle aule del tribunale della città eterna la sentenza sul fallimento di “Dieci”. Per un quotidiano che nasce uno che muore? No signori. Solo e sempre Fabio Caso, e le sue fantomatiche imprese editoriali. Fabio Caso editore che non paga gli stipendi. Fabio Caso editore che licenzia una redazione (sì, proprio tutti) mentre questa sta legittimamente scioperando. Fabio Caso editore che vuole comperare l’Unità. Fabio Caso editore che evidentemente ha soldi solo per comprare riviste strabollite, ma non per pagare chi ci lavora dentro. Fabio Caso che vuole anche “Verve”, mensile milanese ormai divenuto bimestrale, cotto e stracotto, povero di lettori ma ricco di debiti. Un altra vittima da portare via, come sempre, per due lire. Ma tutti questi soldi, da dove vengono? Chiediamolo alla Peruzzo, che ancora aspetta una risposta sulle strane fideiussioni con cui Fabio Caso ha pagato “Di Tutto”, “La mia casa” e “Top Salute”. La Peruzzo che ha denuciato Fabio Caso e suo padre Giangaetano (sul quale girano inquietanti notizie su siti rumeni…) per truffa aggravata e associazione a delinquere. Chiediamolo a chi lavorarava a “Dieci”, o al “Globo” di Roma, tra stipendi mai pagati e strane società come la Hopit. Chiediamolo a Ivan Zazzaroni, che di Dieci era il direttore. Ma soprattutto chiediamolo al sindacato dei giornalisti, del tutto assente. Chiediamolo alla magistratura, che fino ad oggi non ha mosso un dito. Chi c’è dietro Fabio Caso e alla sua passione per l’editoria? Perché si può fare tutto ciò che si vuole senza mai pagare un prezzo? Aspettando che finalmente la magistratura si metta in moto per risolvere questo appassionante mistero, facciamo un bell’augurio a Parenzo e alla sua truppa. Ma lo sapete con chi avete a che fare? Tanti auguri al Clandestino. Di cuore, davvero.

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