Intervista a Massimo Ciancimino, a voi le domande

Diffondere in Sicilia il citizen journalism, ovvero la notizia raccontata e approfondita da chi ne è protagonista: è la nostra missione.

Dall’altro ieri ciò sta avvenendo con Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, che ha commentato in questo post, ripreso dai media tradizionali.

Ciancimino adesso ha accettato la sfida di interagire con chi vuole saperne ancora di più, proprio attraverso le nostre pagine.

Nei limiti del segreto istruttorio e degli impegni giudiziari in corso, il figlio dell’ex sindaco di Palermo risponderà alle domande che voi pubblicherete nello spazio dei commenti.

BlogSicilia selezionerà le domande più significative.

 

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109 Commenti a “Intervista a Massimo Ciancimino, a voi le domande”

  1. enza scrive:

    Signor Gianluca,
    non credo si possa escludere che le nuove acquisizioni possano aver fornito nuovo materiale d’indagine. Ripeto: se quanto dichiarato dal Signor Ciancimino e quanto da lui prodotto troverà riscontro, cambierà inevitabilmente lo scenario del processo che vide assolti gli imputati.
    In secondo luogo, la possibilità che non ci sia stata una sola trattativa, ma più d’una, con nuovi attori e con nuove poste in palio, spiegherebbe il protrarsi della stagione stragista. Su questo dobbiamo, ripeto, rimetterci alla sentenza della corte.
    Questo il link: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/13/cosa-nostra-ormai-alla-fine-le-toghe.html

  2. enza scrive:

    @Simona
    Ho ripreso la notizia della datazione al carbonio 14 da un quotidiano. Non me la sono inventata io…
    Ecco, dunque, una domanda per il Signor Ciancimino. Quali perizie, se ne è a conoscenza e se può rivelarlo, la Procura ha disposto per vagliare l’originalità dei documenti da lei prodotti?

  3. giuseppe pipitone, L'Isola TP scrive:

    porgo nuovamente al sig. ciancimino a contattarmi presso la mia casella mail (peppitone@hotmail.it) o presso la mia utenza telefonica (3385884236). Capirà perfettamente che risulta impossibile porre delle domande organiche, e quindi ricevere risposte complete intorno ad argomenti così delicati, in una chat room, per quanto si evidenzi la pluralità delle opinioni in merito. Cordiali Saluti

  4. enrix scrive:

    Simona ha ragione al 100%.

    Chiunque abbia dato quell’informazione, sull’uso del carbonio 14, metodo che approssima al minimo di 100 anni, per datare un pizzino con non più di tre lustri, a La Stampa, ignoranza della redazione che se l’è bevuta a parte, è uno cui piace prendere PER IL CULO la gente.
    Speriamo che non siano i magistrati.

    Massimo Ciancimino, che spero ancora mi legga, ha datato la “lettera di Provenzano” (virgolette più che obbligatorie, dato che si vede benissimo che si tratta di tutt’altro) scritta da suo padre e da lui prodotta nella giornata dell’altro ieri, al 1994.

    Ma in quella “lettera di Provenzano” Vito Ciancimino ci parla dei suoi “anni di carcere per questa mia posizione politica”, e lui in carcere c’era entrato alla fine del 92. Un po’ prestino il 94 per parlare di “anni di carcere”, dal 92.

    Io invece sa cosa penso? Che quel manoscritto sia molto più vicino al terzo millennio di quanto lei abbia ipotizzato, Sig. Ciancimino.
    Questo penso.

  5. Ai lettori di Blog Sicilia perchè meditino. A questo link http://blog.libero.it/lavocedimegaride/8404626.html
    Massimo Ciancimino e Lorenzo Conti, figli di due sindaci italiani: il primo, criminale e nuovo eroe; il secondo, vittima del terrorismo e abbandonato. Due Procure; quella di Palermo e quella di Firenze. Non è solo una sensazione quindi che certa magistratura “deviata” – non tutta, per fortuna! – stia partecipando alla destabilizzazione del “Paese”. Cosa ne pensate ?

  6. Sagra scrive:

    per Gianluca

    “…Attualmente sul tema l’unico atto ufficiale è la sentenza Mori/De Caprio dove gli imputati sono stati assolti perchè il fatto NON COSTITUISCE REATO.
    Sentenza che non è stata appellata dalla procura di palermo e quindi accettata, tra l’altro Ingroia se non erro inizialmente non era neanche d’accordo sul rinvio a giudizio dei due…”

    La lotta fra la Mafia e lo Stato è sempre stata una continua alternanza di accordi e rotture, perché a volte gli interessi coincidevano, a volte divergevano.

    Senza andare troppo indietro nel tempo, riporto uno stralcio della biografia di Salvatore Giuliano da Montelepre:

    “Operò ancora per alcuni anni in contesti sempre più ristretti, prima di essere trovato ucciso nel cortile dell’avvocato De Maria in via Mannone a Castelvetrano (TP) il 5 luglio 1950, dove era andato attratto dal luogotenente Gaspare Pisciotta che avrebbe dovuto farlo imbarcare su un sommergibile USA per farlo riparare negli Stati Uniti. Dell’omicidio venne accusato Gaspare Pisciotta[senza fonte], che fu poi avvelenato nel carcere dell’Ucciardone, con un caffè alla stricnina, prima di rendere la sua testimonianza sulla strage di Portella della Ginestra al procuratore Pietro Scaglione (che verrà assassinato dalla Mafia nel 1971)[senza fonte].
    Gaspare Pisciotta sosteneva di aver raggiunto un accordo con il colonnello Ugo Luca, comandante delle forze antibanditismo in Sicilia, di collaborare e uccidere Giuliano, a condizione che non fosse condannato e che Luca sarebbe intervenuto in suo favore qualora fosse stato arrestato. Il colonnello Luca sarebbe stato autorizzato a accettare tale accordo dal Ministro dell’Interno Mario Scelba[senza fonte].
    Sulla morte di Giuliano esistono almeno cinque differenti versioni ed il segreto di stato fino al 2016[senza fonte]. Alcuni addirittura sostengono[senza fonte] che il Giuliano morto in Sicilia fosse in realtà un suo fratello, e che il vero Salvatore divenne latitante e fu ucciso solo alcuni anni più tardi, in un bar di Napoli, con un caffè al cianuro[senza fonte].
    « L’attestato di benemerenza rilasciato al separatista Gaspare Pisciotta a firma del ministro Mario Scelba
    Il nominato Gaspare Pisciotta di Salvatore e di Lombardo Rosalia, nato a Montelepre il 5 marzo 1924, raffigurato nella fotografia in calce al presente, si sta attivamente adoperando – come da formale assicurazione fornitami nel mio ufficio in data 24 giugno c. dal colonnello Luca – per restituire alla zona di Montelepre e comuni vicini la tranquillità e la concordia, cooperando per il totale ripristino della legge. Assicuro e garantisco fin d’ora che la sua preziosa ed apprezzata opera sarà tenuta nella massima considerazione anche per l’avvenire e verrà da me segnalata alla competente Autorità Giudiziaria perché – anche sulla base delle giustificazioni e dei chiarimenti che egli fornirà – voglia riesaminare quanto gli è stato addebitato, vagliando attentamente e minuziosamente tutte le circostanze dei vari episodi, al fine che nulla sia trascurato per porre in chiara luce ogni elemento a lui favorevole. Il Col. Luca, unico mio fiduciario, raccoglierà intanto ogni dato utile al riesame della sua posizione, tenendomi informato dei risultati conseguiti.

    Il Ministro Mario Scelba.[4] »”

    Per chi ha voglia di leggersi tutta la storia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Giuliano

    Dopo Salvatore Giuliano ne sono venuti parecchi altri, ma abbiamo seri motivi per pensare che l’andazzo sia sempre lo stesso.

    Sagra

  7. Rlevo di non aver ricevuto risposta ai quesiti posti al signor Ciancimino, per cui abbandono questo “forum” per evitargli altra immeritata pubblicità! Un saluto cordiale alla giornalista Serafini della quale ho apprezzato gli interventi!
    Grazie per l’ospitalità a Blog Sicilia!

  8. cesare52 scrive:

    Invece io credo in quello che lei sta dicendo davanti ai giudici. Ed ho molta stima del pm ingroia. Non si curi del sig.Enrix, sul sito Censurati, ripreso poi da “Il Giornale” c’è una sorta di perizia callligrafa a nome “Bricolage” in cui questo bel tipo si avventura in una analisi grafologica in cui dimostrerebbe che la lettera a Berlusconi da lei esibita, è falsa. Naturalmente per fare una perizia bisognerebbe avere l’originale. E quindi questa perizia “Bricolage” è un falso. Insomma anche nel suo caso scatta la corsa allo sport più diffuso in Italia “il soccorso al vincitore” e lei troppi nomi importanti ha toccato. Quindi non si curi delle malevolenze, non sono autentiche, c’è gente che deve far vedere al potente di turno chelo sta servendo. lei vada avanti. La verità ci salverà anche quando tutto intorno è contro. E lei ha la stima e l’ammirazione per quello che sta facendo di tanti italiani. Compreso il sottoscritto.

  9. cesare52 scrive:

    PS: ha notato che c’è gente chemette nome , cognome, indirizzo numero civico e partita iva. In realtà sta segnalando a chi di dovere il servizietto reso. Poi seguirà fattura. Oppure usa questo spazio per segnalare suoi link. Tra cui quello del “Il Giornale”, si proprio quello del caso Boffo. Quando si hanno i soldi i servi non bisogna neanche cercarli, si offrono da soli. Porti pazienza e non se ne curi. Vada avanti lei sta rendendo un servizio alla comunità. Non si faccia intimidire. Lei sta riscattando il suo passato. Vada avanti.

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