La fiaba del leone Ciccio

Oggi voglio raccontarvi la storia del “leone Ciccio“, una vera e propria leggenda palermitana: sembra una fiaba, ma è una storia vera, purtroppo senza lieto fine. I palermitani con qualche annetto in più sanno bene di chi stiamo parlando.

C’era una volta,
all’interno della Villa Giulia, una delle risorse naturali di Palermo dove si potevano ammirare tantissimi animali, una vera e propria “mascotte”: un leoncino tanto carino che era famoso in tutta Palermo. Si trattava del “leone Ciccio“: era tanto simpatico, con un possente ruggito, amato da tutti, grandi ma soprattutto bambini che insieme ai genitori facevano lunghe passeggiate all’interno della Villa per ammirare il parco ma soprattutto per ammirare lui, la star, il mitico Ciccio.

Era davvero molto amato dai bambini che ad ogni ruggito si attaccavano ai genitori per la paura: ma durava poco, ben presto i genitori insegnavano ai  loro figli che quel leone era quasi un gattino, ormai  era diventato un simbolo.

Le belle fiabe, si sa, durano poco e, purtroppo, non sempre può esserci il lieto fine.
Un giorno, una piccola folla di soliti “spettatori”, rimase shoccata nel vedere la sua gabbia tristemente vuota, abbandonata, sola, triste: Ciccio era sparito.

In preda al panico, chiesero subito spiegazioni per ciò che era accaduto, e tristemente arrivò la notizia: Ciccio era ormai diventato troppo vecchio e fu trasferito in un “gerontocomio“. Povero Ciccio, era diventato vecchio e non reggeva più i ritmi di una star…

Adesso Ciccio non c’è più, ma nel cuore di ogni palermitano, forse, è rimasto il ricordo di quel piccolo leoncino che, per anni, è stata una vera “icona” della nostra città: su Facebook qualcuno lo ricorda con un gruppo e, sicuramente, con tanta nostalgia!

 

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13 Commenti a “La fiaba del leone Ciccio”

  1. Giuseppe Carcione scrive:

    Articolo assolutamente deprecabile quale sarebbe la vita da star?!?! Un’esistenza trascorsa in poco meno di 30mq?…
    I leoni (e gli animali in genere) non sono fatti per stare dentro gabbie a far divertire la gente che passa chissà quante imprecazioni sarebbero venute fuori se si fossero potuti decifrare quei ruggiti. Io il lieto fine lo voglio intravedere in questa storia; magari Ciccio ha finito la sua esitenza in una struttura adeguata dove almeno avrà avuto lo spazio per fare un’ultima corsa!

  2. Il Giomba scrive:

    Caro Giuseppe,
    vuoi o non vuoi, Ciccio ha vissuto una vita da “star”, anche forzata se vuoi, e ti capisco, ma è stato pur sempre acclamato e visitato da migliaia di persone, tant’è che, come un personaggio famoso, ce ne ricordiamo ancora oggi!

  3. Wild Ga scrive:

    Sono d’accdorissimo con Giuseppe… gli animali in gabbiamo non sono star, siamo noi che ne facciamo delle star sono per il “piacere” (non certo mio) di poterli ammirare! Gli animali, tutti, sono fatti per vivere nel loro habitat, non negli zoo, non nei circhi… non in nessun posto da “star”!

  4. Mauro scrive:

    Bisogna odiare gli animali per costringerli a vivere come “star”: inscatolati in 30 metri quadri di gabbia, senza altro scopo che mangiare, dormire e defecare.
    Al posto di Ciccio io avrei chiesto l’eutanasia.

  5. Il Giomba scrive:

    Sicuramente, ma, ripeto, “star” è inteso nel senso di essere visto e acclamato da tanti: è ovvio che un animale in gabbia non può essere felice!
    Tanto che “star” è tra virgolette!

  6. carmelo scrive:

    Nella savana africana, Ogni mattina, si svegliano un leone ed una gazzella. Il leone sa che deve correre più veloce della gazzella, altrimenti morirà di fame. La gazzella sa che deve correre più veloce del leone, altrimenti sarà mangiata. Che tu sia leone o gazzella, appena sveglio, devi correre per sopravvivere.

  7. Il Giomba scrive:

    Mi ricorda Aldo, Giovanni e Giacomo :p

  8. DanyMatriX scrive:

    Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole una gazzella muore… Una gazzella si sveglia già morta, perchè non stava tanto bene il giorno prima, chissà cosa gli hanno dato da mangiare ieri.
    Ogni mattina, quando sorge il sole, un leone si sveglia, appena si sveglia comincia a correre, per evitare di fare la fine della gazzella del giorno prima, perchè quando comincia a correre vede la gazzella già morta e dice:
    “Ma che cosa corro a fare stamattina, la gazzella è già qua… Visto che ci sono ci tiro due mozzicate”.
    Intanto da lontano s’avvicinano la iena e lo sciacallo, arrivano là e dicono:
    “Ma scusa leone, stamattina non si corre?”
    e lui fa:
    “No, perchè c’è la gazzella…”
    e loro:
    “Miii, ci siamo allenati tutta la settimana, mi sono comprato anche la tutina nuova”.
    Però la morale dice che:
    Non è importante che tu sia un armadillo o un pavone, l’importante è che se muori… Me lo dici prima!!!

  9. Il Giomba scrive:

    AHAHAH si ecco :D

  10. salvatore scrive:

    io abitavo di fronte villa giulia e il ruggito ancora lo ricordo come fosse ieri di ciccio di notte era mitico il fascino della giungla vicino casa grande ciccio re di palermo.

  11. Il Giomba scrive:

    Che belle sensazioni! :-)

  12. Mauro scrive:

    Credo che la storia della gazzella e del leone sia un aforisma di Shakespeare, ma non ne sono sicuro.

  13. Il Giomba scrive:

    Sisi Mauro, te lo confermo!

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