La verità di Massimo Ciancimino
La parola verità ci riporta in quel periodo meraviglioso e unico che i greci con tutta la loro saggezza filosofica, ne studiarono il significato, tramandandolo sino ai nostri tempi. Loro affermarono che per verità deve intendersi: “quello che veramente è”.
I pensieri di Socrate, di Platone e Aristotole, fecero sì che ampliando concettualmente il termine verità, giunsero a definizioni secondo i quali l’uomo sente la necessità di attribuire il concetto di verità all’anima e di riferirsi ad un criterio di misurazione di tutte le cose che contornano l’uomo medesimo.
Ai nostri giorni, quotidianamente, siamo subissati dai media da notizie riferite a tizio o caio, riconducibili alle verità. Spesso ascoltiamo riferimenti, come: secondo la verità di…, la verità di tanti…, la verità dell’imputato…, la verità di ect ect.
Ma, dove inizia e dove finisce la verità di Massimo Ciancimino? La sua è la verità che taluni propendono e che sia una verità priva di coerenza di logica e di criterio oggettivo? In sostanza, una verità falsa impregnata da elementi riferibili ad un tornaconto personale.
Altri, ed io sono uno di questi, pensano che la verità appartiene a Massimo Ciancimino e senza far alcun riferimento alla richiamata filosofia greca, non credo che occorra avere pregressi studi classici per poter affermare che, quello che Massimo racconta ai Magistrati, è unicamente ed esclusivamente la Sua verità. Punto e basta.
Si può concordare o meno, ma i detrattori che vedono nelle dichiarazioni di Ciancimino, chissà quali orditi fini, si mettano in cuore in pace. Questo mio ragionamento, non vuol dire che io sposo a priori il fatto che le dichiarazioni di Ciancimino sono vangelo, no! Vorrei qui far capire che la nostra democrazia è fatta di poteri e contropoteri per far sì che esistano bilanciamenti in grado di “snidare” false verità o pseudi tali.
La Consulta, ogni giorno ci delizia di questo alto aspetto democratico della nostra società. Parimenti, anche le nostre aule di Giustizia, sono espressione di garanzia per qualsiasi imputato. Non vi è dubbio, pertanto, che la verità di Massimo Ciancimino, sarà sezionata, analizzata e tutto questo per giungere in definitiva ad un’ altra verità: la verità processuale provata.
Ma ancor prima che la “verità” di Ciancimino, piuttosto che di Spatuzza, giunga in dibattimento è bene ricordare che accertamenti certosini ne hanno comprovato e verificato gli aspetti probatori della presunta verità. Tuttavia, ciò non basta, giacché la sede dibattimentale è la sola deputata ad accertare in modo prevalente il dubbio giudiziale di verità si o verità no. Alla fine, l’iter giudiziale stabilirà una sua autonoma verità.
Stante ciò non concepisco questa affannosa rincorsa, tendente a stabilire sin da ora che la verità di Ciancimino, sia pregiudizialmente falsa per alcuni, mentre per altri è pro veritate assimilabile ai dettami del vangelo. Lasciamo, quindi, che siano i Giudici che per quanto opinabile debbano giungere, con sentenza, ad una verità processuale.
Ieri ho commento alcune affermazioni fatte da Antonella Serafini all’indirizzo di Massimo Ciancimino, ponendo alla stessa alcune domande e devo dire che sono stato premurosamente esaudito dall’immediatezza della risposta. Mi sento in obbligo di ringraziarla per la squisita cortesia. E, come sono stato critico nei suoi confronti, laddove evidenziavo l’acredine dimostrato, ugualmente sono qui a concordare, invero, alcuni passi della sua gradita risposta.
Gent.ma Serafini è perfettamente inutile che io ribadisco quello che tante volte ho espresso attraverso le pagine virtuali di BlogSicilia ma voglio evidenziare le mie pregresse conoscenze di uomini che hanno contribuito a rendere più vivibile questa nostra cara Sicilia.
Mi riferisco a tanti servitori dello Stato, periti per un ideale: mi creda in loro era radicata la consapevolezza che nessun porto delle nebbie era antro di cultori della illegalità. Questa certezza è stata la causa scatenante che ha costretto i cosiddetti uomini d’onore ad assassinarli.
Mi trovo, ancora una volta d’accordo, con le sue perplessità quando fa riferimento alla spettacolarità mediatica nei processi e dell’uso anzitempo di verbali.
In occasione dell’escussione di Spatuzza al Tribunale di Torino, ho palesato tutta la mia contrarietà al clamore mediatico dato, sia prima che dopo l’udienza. Certo le nostre aule di Tribunali, sono ben diversi di quelle che ho visto negli Stati Uniti in occasione di processi a Cosa Nostra americana. Posso garantire che i media non potevano assistere e nell’aula regnava un religioso silenzio tipico di un Convento di clausura.
Aggiungo pure, che non condivido l’uso spettacolare, in voga nei paesi sudamericani , davanti alla Mobile di Palermo a seguito di eccellenti arresti. Biasimo anche il tifo da stadio ad essi connessi. Credo che tali manifestazioni di giubilo non dovrebbero avvenire e che la Mobile si appropri di quella sobrietà che si addice.
Ma, ritornando a Ciancimino lei non dovrebbe avere nessun timore, anzi, credo che con questo lei concordi con me, nell’auspicare che la “verità” di Ciancimino possa far luce su tutti i misteri che attanagliano Palermo, compresa la strage da lei citata, Capaci. Quindi, lei come peraltro tutti noi, dobbiamo essere fiduciosi e consapevoli che ci saranno Giudici imparziali che, sulla base di elementi probatori, si pronunceranno con sentenza. Allora, aspettiamo serenamente il verdetto, dopo chiunque potrà affermare se la verità di Ciancimino era la sua o del Popolo Italiano.
Io non posso che ribadire a Massimo Ciancimino, non molli! Sia per la sete di verità sia perché sentendomi parte in causa attendo fiducioso l’esito del processo e le posso dire sin da adesso che rispetterò la sentenza.






















Oltre a condividere pienamente il tuo punto di vista, io mi pongo un’altra domanda, perche tutta questo affanno nel dichiarare le dichiarazioni di ciancimino false, non sarà perche questa volta vengono toccati gli alti vertici dei partiti, alti dirigenti da una parte e l’altra dei schieramenti? E tutti questi benpensanti pronti a emettere facili sentenze solo perche vengono toccati i propri beniamini vorrei dire , Vi viene cosi difficile riuscire a mettere in funzione il ragionamento, riuscire finalmente ad elaborare un vostro pensiero e non portare avanti quello che gli altri vi inculcano tutti i giorni tramite televisione e stampa?