C’era una volta L’Ora
Un’inevitabile visita all’Agenzia delle Entrate di piazza Francesco Napoli a Palermo ha ridestato, a chi scrive, tanti ricordi.
I più giovani devono sapere che, quell’edificio per l’uso attuale necessariamente ristrutturato, fu la sede di un glorioso giornale che fu fondato nell’aprile del ‘900 e cessò le pubblicazioni alla fine degl’anni Ottanta, il L’Ora.
All’interno è cambiato tutto, ma le scale sono rimaste quelle con lo stesso marmo calpestato da tanti grandi personaggi spesso ospiti del giornale da Vittorio Gassman a Claudia Cardinale a Renato Guttuso,
Ecco come racconta la sua ventennale avventura il più grande dei suoi direttori, Vittorio Nisticò.
Personalmente non conosco le piccole gioie che può riservare la direzione di un grande giornale. Conosco però le non poche toccate negli anni in cui diressi “L’Ora” che grande giornale non era. Una fra tutte: quella provata nel vedere crescere la famiglia redazionale, e in particolare i ragazzi che vi arrivavano per la prima volta e che vedevo rapidamente maturare , impadronirsi del mestiere, e quindi a loro volta aiutare sul lavoro i nuovi arrivati a impratichirsene. (Vittorio Nisticò).
Ma chi erano questi ragazzi che crescevano?
Fra tutti Leonardo Sciascia,Vincenzo Consolo, Michele Perriera e il sociologo Danilo Dolce che non erano giornalisti, ma con i loro editoriali arricchivano il valore culturale del piccolo foglio pomeridiano.
Franco Nicastro, attuale Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Alberto Stabile, di Reppublica, Tanino Rizzuto, Mario Genco, Marcello Cimino e Giuliana Saladino, marito e moglie, Giuseppe Sottile, Roberto Ciuni, Francesco La Licata, Salvo Licata, e il noto polemista e juventino di razza Giampiero Mughini.
Antonio Calabrò e il “biondino” Marcello Sorgi e Sebastiano Messina, caporedattore della pagina palermitana di Repubblica.
Non nascondo che chi scrive andava a leggere subito le pagine sportive, dove arrivavano da Roma i commenti di un giovane Aldo Biscardi. Il giornalista di punta per il calcio era il battagliero Gaetano Sconzo.
E poi a farsi “le ossa” anche Giovanni Rizzuto e Giuseppe Siragusa, ora ai vertici del locale Giornale di Sicilia. Per ultimi la “nidiata” della Rai con Francesco Vitale Tg2, Giuseppe Crapanzano, Mario Azzolini, Gianmauro Costa.
Caratteristica del giornale erano le Tavole Rotonde. Attorno al Direttore venivano invitati a discutere i maggiori esponenti delle cultura ed economia di Palermo. Dialoghi fitti, polemici, esplicativi e formativi. Ma il L’Ora pagò il suo coraggio nel denunciare il malaffare politico-mafioso con la scomparsa del suo uomo di punta, la prima firma,(come usa dirsi) quel Mauro De Mauro, il cui caso della sua scomparsa resta ancora, dopo 40 anni, un impenetrabile mistero, e le bombe davanti alla sede che non fermarono le coraggiose inchieste del quotidiano.
Chi scrive, collaborò occupandosi di calcio dilettante. Ogni volta, dopo avere lasciato il suo modestissimo “pezzo”, attraverso i vetri vedeva i mitici Criss Mancuso, grande inviata, Mario Farinella, poeta e editorialista di valore, battere i loro articoli con l’entusiasmo dei neofiti.






















Con questi fior di giornalisti, come mai ha chiuso?
Caro Ciccarelli,
a proposito di sport a L’Ora mi spiace ma ti sei scordato di quelli che furono le vere colonne, cioè Mario Giordano (poi passato a Paese Serra e quindi al GdS), Beppe Dragotto (poi passato a La Stampa) e David Messina (poi passato alla Gazzetta dello Sport. Io ho lavprato con loro con evidenti risultati. Grazie, comunque del ric ordo di tanti altri amici e colleghi.
Rino