Massimo Russo vs La Repubblica
All’assessore regionale Massimo Russo non è piaciuto affato l’articolo di Repubblica di oggi, intitolato “Tagli al pubblico, favori alle cliniche: così la riforma premia la sanità privata“, scritto da Emanuele Lauria:
“È ora di dire basta a un’informazione non corretta, portata avanti ancora una volta con titoli scandalistici che non rispecchiano in alcun modo la realtò dei fatti, peraltro facilmente documentabile e ampiamente documentata.
Scrivere e fare credere che questo assessorato ha fatto favori alle cliniche private è una informazione palesemente fuorviante e crea un gravissimo danno all’immagine della Sicilia che intendo tutelare nelle sedi più opportune; insinuare l’esistenza di interessi politici dietro il nostro operato amministrativo, oltretutto, significa falsare la realtà. Purtroppo tutti gli sforzi che stiamo portando avanti per garantire legalità, trasparenza ed efficacia nell’amministrazione del sistema sanitario si scontrano con l’arretratezza culturale di chi, pur conoscendo l’esatta fotografia dell’attuale situazione, si ostina ad adombrare sospetti di manovre politiche, lobbistiche o clientelari laddove invece c’è solo l’applicazione di n orme ben precise. Mentre il ministero elogia pubblicamente il nostro operato, in Sicilia anche certa stampa continua a ragionare secondo logiche di bottega e a volte anche di retrobottega”.
Russo, pertanto, ha deciso di chiedere all’avvocatura dello Stato di verificare se esistono i presupposti per iniziative legali nei confronti del quotidiano, in particolare di valutare la sussistenza del reato di diffamazione a mezzo stampa.
L’assessore, infatti, ha affermato che “il titolo di apertura dell’inchiesta è fuorviante e finalizzato a ingenerare nel lettore una rappresentazione della realtà che è oggettivamente falsa, laddove suggerisce che l’attuazione della riforma del sistema sanitario sia condotta in modo tale da determinare una situazione di privilegio dell’ospedalita’ privata a danno di quella pubblica”.






















beh certo il titolo è fuorviante,ma il contenuto…! l’assessore nonostante ormai sia diventato un mestierante della politica, non smette di avere il tipico attegiamento di minaccia da sceriffo che lo ha reso famoso in magistratura,lasci perdere querele e minacce,chi fa politica deve accettare il fatto di essere messo in discussione e se è il caso criticato. Si consiglia malox e camomilla all’assessore!