Rocco Chinnici, il ricordo delle istituzioni
Ventisette anni fa la mafia uccise il giudice Rocco Chinnici, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Ed oggi è il giorno del ricordo e della commemorazione.
Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica. “Il ricordo della tenacia, intelligenza e coerenza con le quali Rocco Chinnici ha difeso le istituzioni e i cittadini dalla prevaricazione mafiosa fino all’estremo sacrificio, rappresenta tuttora un fecondo stimolo per la diffusione, specie tra i giovani, della cultura della legalità e del rispetto delle regole dello Stato democratico”.
Renato Schifani, presidente del Senato: “Rocco Chinnici era convinto della necessità di diffondere la cultura della
legalità attraverso l’educazione dei giovani e la correttezza del vivere civile perché fosse rifiutata ogni forma di
violenza. Oggi quella strada, che porterà un giorno non lontano al rifiuto sociale e culturale che sconfiggerà la mafia è segnata e condivisa” (messaggio inviato alla Fondazione Rocco Chinnici).
Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana: “Il popolo siciliano porterà sempre con sé la memoria di un giudice straordinario quale Rocco Chinnici è stato. Un uomo che credeva fino in fondo nella giustizia e nella legalità ed ha sacrificato la sua vita per difenderle. Chinnici fu il primo ad intuire le eccezionali capacità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed a comprendere che per contrastare efficacemente la mafia era necessario creare una squadra di magistrati. Grazie al suo intuito nacque quello che poi è divenuto il pool antimafia”.
Francesco Cascio, presidente dell’Ars: “Chinnici è stato un magistrato coraggioso e innovatore che ha scritto una pagina virtuosa della storia di Sicilia, con la creazione del pool antimafia, grazie al quale si è pervenuti al risultato
epocale del primo grande processo a Cosa Nostra. A noi oggi spetta la responsabilità di garantire la solidità di quel percorso di riscatto e di libertà intrapreso da uomini come Chinnici, Falcone, Borsellino e dai molti altri che hanno dato la vita per combattere la mafia”.
Diego Cammarata, sindaco di Palermo: “Il ricordo, ma anche l’orgoglio: sono questi i sentimenti che i cittadini di Palermo nutrono nei confronti del giudice Rocco Chinnici e di quanti hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia e per far nascere, con il loro impegno, la capacità di rifiutare ogni collegamento, ogni collusione ma anche ogni tipo di rassegnazione con la criminalità organizzata”.





















