i dettagli dell'operazione di palermo

Anche le cassate per pagare il pizzo

di Markez
carabinieri 4

22 febbraio 2012 -  La riffa veniva imposta a tappeto a tutti. I negozianti della zona di Villa Tasca e Pagliarelli dovevano acquistare un blocchetto di 90 numeri per una lotteria inesistente che produceva 9000 mila euro a settimana. Somma che si triplicava a Natale e Pasqua.

E’ una nuova forma di estorsione per finanziare Cosa Nostra quella smascherata dai carabinieri grazie alla collaborazione di alcuni commercianti, come una merceria e una pasticceria, che si sono ribellati.

Cinque le ordinanze cautelari. Due sono state seguite in carcere nei confronti di Antonino Bertolino e Giovanni Adamo, già detenuti, mentre le porte del carcere si sono spalancate per Domenico Marchese, Davide Schillaci e Carmelo Bongiorno.


Per il pasticciere era iniziato un incubo: cassate siciliane per tutti gli affiliati e il commerciante pagava il pizzo anche sotto forma di dolci e torte. I capoccia del clan di Pagliarelli si presentavano in negozio per Pasqua e si facevano rilasciare buoni per settecentocinquanta euro di merce che venivano poi distribuiti agli affiliati. Un cadeau per le festività.

L’inchiesta che ha portato alle misure cautelati, emesse dal gip Nicola Aiello, è la prosecuzione di una indagine della dda coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dai pm Caterina Malagoli e Francesco Grassi, nata nel corso della ricerca dell’aspirante boss Gianni Nicchi.

Nessun commento

Lascia un commento


Le notizie di oggi

serverstudio web marketing e design