Accordo raggiunto in conferenza dei capigruppo, il governo ritira circa un terzo del maxi emendamento che vale complessivamente 52 emendamenti permettendo l’avvio di un percorso che potrebbe cosnentire l’approvazione ddella legge di stabilità entro la fine del mese.

La decisione è stata presa per superare l’impasse dei 1.200 emendamenti. Col ritiro dei 52 emendamenti governativi ne decano complessivamente circa altri duecento. Ritirati, come segno di buona volontà e in risposta aklla disponibilità del governo, anche gran parte degli emendamenti depositati dai deputati di vari gruppi parlamentari, complessivamente altri 600 circa. Si parte, adesso, dal testo base, quello che il governo Crocetta aveva trasmesso in Assemblea prima di Natale.

La commissione Bilancio comincia a lavorare oggi pomeriggio, gli emendamenti rimasti sono circa 300. “L’obiettivo – spiega Vinciullo – è di approvare la finanziaria nell’arco di 48 ore”

Si tratteràò di un vero e proprio tour de force con la Commissione Bilancio dell’assemblea regionale siciliana convocata mattina e pomeriggio per lavorare anche in seduta serale e notturna, tutti i giorni da oggi fino a al 19 con sabato e domenica compresi.

Solo approvando la Finanziaria (leggi qui tutti gli articoli sul lungo iter di questa norma) in Commissione entro domenica sera e dando lunedì il temrine per gli emendamenti d’aula, sala d’ercole potrà avviare la discussione il 21 febbraio ed avrà una settimana di tempo per poter giungere ad una approvazione della legge di stabilità regionale siciliana.

Se così non fosse si richierebbe concretamente di dover ricorrere ad almeno un altro mese di esercizio provvisorio e a dover lavorare a marzo quando la campagna elettorale per le amministrative sarà più avanzata e il rischio di assenza concreto.

 

Fra gli emendamenti rimasti ce ne sono di rilevanti da parte dei 5 stelle che puntano a cambiare proprio il volto della finanziaria (leggi qui) ma quello che fa temere che salti tutto è soprattutto il maxi emendamnto del governo che ne continene al suo interno circa 180 e che sembra irrinunciabile per il governo Crocetta.

Percorso, dunque, che sembra sbloccarsi anche se bisognerà vedere se l’accordo reggerà alla prova do Commissione ed aula