E’ iniziata subito con uno scontro la seduta del Parlamento regionale siciliano, l’ultima per giungere all’approvazione della legge di stabilità o finanziaria regionale siciliana.

Mancano all’appello sette articoli difficili da approvare e poi le norme tecniche dopo il passaggio in giunta per allineare bilancio e finanziaria. ma da subito l’articolo sei, prelevato, viene nuovamente accantonato. Il governo annuncia una riscrittura del sistema di cofinanziamento dei programmi comunitari dal quale dipende la spesa dei fondi Ue. un argomento tutt’altro che secondario e sul quale ci sarà battaglia più tardi.

Ma intanto va in scena lo scontro sull’articolo 7 la cui portata non era apparsa chiara fino ad ora. La norma preleva 127 milioni e 850 mila euro dal Fondo per la sanità. Si tratta di una parte consistente dei risparmi ottenuti dal sistema sanitario. Un prelievo in controtendenza rispetto alla norma nazionale che stabilisce che i risparmi ottenuti in sanità vadano reinvestisti sempre in sanità.

Ma la Sicilia non è in grado di pagare le rate dei propri mutui e Roma su questo fronte ha detto di no. Non resta che prelevare i soldi dalla già disastrata sanità. Un prelievo che, di fatto, stopperà l’uso di nuovi farmaci e probabilmente impedirà anche l’avvio dei concorsi. L’articolo, però, viene considerato applicabile perchè il mutuo in questione è quello della ristrutturazione del debito in sanità e dunque sempre di spesa sanitaria, in senso lato, si tratta.

Il sistema, però, necessita di 300 milioni di euro per poter coprire le piante organiche e dispone, secondo gli ultimi calcoli,di circa 260 milioni. Togliendone la metà per pagare le rate di altri mutui, la quota restante rischia di essere appena sufficiente alla stabilizzazione di una parte dei precari in sanità.

Con questo articolo si blocca lo scorrimento delle graduatorie e l’indizione di nuovi concorsi almeno fino a quando non arriveranno nuove risorse.

Ma il Presidente della Regione difende l’articolo dandone una lettura diversa “fino ad ora il mutuo sulla ristrutturazione del debito sanitario lo ha pagato la Regione. Caricandolo sul fondi sanitario, invece -dice Crocetta –  il pagamento avviene per il 49% a carico della Regione e per il 51% a carico dello Stato come avviene per tutte le spese sanitarie. di fatto liberiamo quasi 70 milioni di euro che possiamo spendere altrove”.

Poi arriva la velata minaccia “Badate che se salta questo articolo salta tutta la finanziaria e ce ne possiamo andare tutti a casa”.

Smentisce che l’articolo impedisca le assunzioni l’assessore regionale per la salute Baldo Gucciardi “I limiti di spesa per il personale sono obsoleti – dice – e dunque anche se vigenti non rappresentano un problema. siamo obbligati ad assumere dall’entrata in vigore, il 25 novembre scorso, della legge 161 sui turni di lavoro. Non possiamo farne a meno. le stabilizzazioni riguardano personale che già viene pagato dal fondo sanitario e dunque non comporteranno cambiamenti dei tetti di spesa. Non stiamo effettuando alcun taglio al sistema sanitario. si tratta solo di riorganizzazione della spesa. nulla di più”.

Alla fine non passa il tentativo di voto segreto mentre l’articolo 7 viene messo ai voti con il sistema elettronico nominale . L’articolo viene approvato con 49 voti favorevoli su 72 presenti. Diciannove i contrari e 4 gli astenuti.