Prima programmi condivisi poi si parlerà di squadra. Almeno questo sembra quello che si sono detti il Presidente della Regione Nello Musumeci e il leader nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa.

I colloqui per formare la giunta di governo sono iniziati già ieri proprio dall’incontro con l’Udc. Il governatore ha discusso di squadra e programmi proprio con il leader Lorenzo Cesa e con il presidente Antonio De Poli anche se a confermare l’incontro non è stato Musumeci.

Ma a tenere banco è stato il rinvio dell’incontro con Forza Italia. Proprio dagli azzurri sarebbero dovuti iniziare i confronti ma cposì non è stato. in casa forzista continua ad essere prevalente la linea di pensiero che porta al rinvio della formazione della giunta a dopo l’insediamento dell’Ars. Una< eventualità che a Musumeci non andrebbe a genio visto il tanto lavoro da fare.

Dunque il primo questi a cui dare risposta è proprio questo: formare subito la squadra di governo oppure posticipare le scelte alla composizione degli organismi dell’Assemblea e dei gruppi parlamentari, che avverrà nella seconda decade di dicembre?

Ma Musumeci non se lo chiede nemmeno. Bisogna iniziare a lavorare quindi fra oggi o, più probabilmente domani, vuole confrontarsi con la delegazione di Forza Italia. Proprio nel partito di Berlusconi parte del gruppo dirigente, però, spingerebbe per il rinvio e la formazione del governo dopo la definizione degli assetti all’Ars.

Lo scopo è quello di assicurare la maggioranza per l’elezione del Presidente dell’Ars, carica a cui vorrebbe approdare Gianfranco Miccichè. Ma questa ipotesi che non piace prasticamente a nessuno degli alleati, men che meno alla Lega, perché comporterebbe un vuoto di governo di almeno una ventina di giorni. Anche l’Udc, trovata la quadratura sulle priorità programmatiche, non esclude che si possa chiudere nel giro di qualche giorno l’intero cerchio, mentre i Popolari e autonomisti sono in attesa di discutere con Musumeci e sarebbero favorevoli alla convocazione di un vertice di maggioranza per affrontare subito le questioni in campo.

A confermare indirettamente le fibrillazioni è Vittorio Sgarbi, assessore designato ma che potrebbe anche essere dirottato ad altro incarico come Presidente della Fondazione Federeco II. “Ho parlato ieri con Musumeci – dice Sgarbi –  che si presumeva facesse la Giunta entro il 23 ma non sarà così e iol governo non lo si farà prima del 30 novembre”.

Sulla solidità del suo incaricato in giunta Sgarbi non sembra avere duvvi “C’è un accordo serio, io avendo desistito loro hanno vinto e poi se c’è una persona aliena dal tradimento è proprio Musumeci”.

“Il problema è capire come l’azione esecutiva possa diventare simbolica – ha aggiunto -. Fare una buona azione di governo in Sicilia in questi mesi poi diventa una vetrina”.

Secondo Sgarbi, “la Sicilia è il punto di partenza delle elezioni nazionali, ed è una vetrina attraverso cui dare l’esempio di poter ben governare, almeno dal punto di vista dei beni culturali. Meglio fare la campagna elettorale da assessore alla cultura della Sicilia che da niente, non per opportunità elettorale – conclude – ma perché puoi dare un buon esempio”.

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