I segni della Palermo ebraica, a distanza di oltre 500 anni, sono ancora ben visibili in molti luoghi che Le Vie dei Tesori apre da questo weekend, il terzo. A iniziare dall’Archivio Storico Comunale, nell’ex convento di San Nicolò da Tolentino che sorge sul luogo dell’antica sinagoga: oggi è una scoperta con i suoi settemila metri di scaffalature lignee, la memoria di sette secoli  della città, dal registro delle gabelle regie alle lettere autografe di Garibaldi. Pochi passi ancora ed ecco il Miqveh, il bagno rituale delle donne, rintracciato a Palazzo Marchesi, bagnato dalle acque sotterranee del Kemonia. Se si volesse approfondire ancora, domenica alle 16, Chiara Utro conduce la passeggiata “La Giudecca, quando Palermo era anche ebrea” (si prenota sul sito). E a distanza di oltre 500 anni, la comunità ebraica ritorna anche ad avere un luogo di culto: è l’oratorio di Santa Maria del Sabato, proprio in via Meschita, concesso in comodato d’uso alla comunità ebraica dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, con uno straordinario gesto di riconciliazione.... Leggi tutto