
8 febbraio 2012 - La tragedia famigliare di Palermo conferma il trend negativo secondo cui in Italia si consuma un omicidio in famiglia ogni due giorni, 2 ore, 20 minuti e 41 secondi. Lo dice Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani.
“L’episodio di ieri – spiega – in cui un marito, un carabiniere, ha sparato alla moglie e poi si è suicidato, così come la tragedia del bimbo gettato nel Tevere dal padre sono l’ennesima riprova della totale solitudine in cui si trovano molti coniugi alle prese con la fine del loro matrimonio”.
“Si tratta molto spesso di morti annunciate o di conflitti sottovalutati dagli addetti ai lavori – aggiunge – incuranti degli scontri tribali che si celano dietro una separazione o un divorzio. Manca la cultura della prevenzione e della mediazione finalizzate ad abbassare i toni del conflitto e ad educare i due coniugi a un litigio ‘razionalè”.
“Nel nostro sistema giudiziario/famigliare – continua Gassani – non vi è, dopo la disgregazione della propria famiglia, un percorso di sostegno psicologico in favore di figli e genitori bisognosi. Secondo l’Eures, ogni dieci giorni un padre o un marito pianificano il proprio suicidio allargato, trascinando con sè nel 53% dei casi la moglie o la compagna, nel 29% dei casi uno o più figli, e nel 18% terze persone”.
“L’Ami auspica l’introduzione obbligatoria – conclude l’avvocato – della mediazione famigliare, e comunque percorsi gratuiti di sostegno psicologico nei confronti di chi dà segnali di squilibrio o richiede espressamente un aiuto. L’aumento delle separazioni e dei divorzi in Italia è direttamente proporzionale all’aumento delle stragi in famiglia”.
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