Domani la ripresa della discussione

Tempo di finanziaria all'Ars Il Pdl: "Astratto e velleitario"

Leontini-25

5 ottobre 2011 - 

Si è conclusa all’Assemblea Regionale Siciliana la seduta d’aula dedicata alla trattazione del Documento di programmazione economico-finanziaria 2012-2014.

La seduta si è aperta con gli interventi dei deputati dei gruppi dell’opposizione.

Il presidente di turno, Camillo Oddo, ha interrotto il dibattito per rinviare i lavori a domani pomeriggio alle 16 con all’ordine del giorno il prosieguo della discussione del Dpef.

Il Dpef, che è stato approvato dalla commissione Bilancio dell’Ars, prevede tagli per circa un miliardo di euro come ricaduta delle manovre approvate in estate dal Parlamento nazionale.

“La manovra di finanza pubblica regionale dovrà prevedere per l’esercizio del 2012, 974 milioni di euro di riduzione della spesa, mentre negli anni 2013 e 2014 la riduzione sarà di 1.267 milioni di euro”, ha affermato il presidente della commissione bilancio, Riccardo Savona, intervenendo in Aula per illustrare le linee principali del dpef 2012- 2014.

“Il governo regionale -ha proseguito Savona- ipotizza un percorso di rientro delle criticità finanziarie evidenziate nel quadro programmatico in termini di incidenza su pil regionale che, nell’arco temporale del Dpef dovrebbe portare al miglioramento di tutti i saldi finanziari”.

Savona ha prospettato uno scenario in cui “la crescita del Pil siciliano, secondo gli ultimi dati disponibili si prospetta con previsioni negative a prezzi costanti con un -0,1% nel 2012″.

In tal senso il deputato “stigmatizzato l’impianto dell’ultima manovra del governo nazionale concentrata essenzialmente sui tagli alla spesa senza profili di sviluppo pur nell’invarianza delle entrate e che colpisce in particolar modo il sistema siciliano che ha già iniziato, in misura consistente il percorso di risanamento dei conti e avrebbe bisogno i questa fase di forti stimoli alla crescita e allo sviluppo”.

Riferendosi poi al declassamento del rating della Sicilia avvenuto di recente da parte dell’Agenzia Standard&Poor da A+ ad A, Savona ha detto: “Occorre evitare un ulteriore aggravamento del giudizio, irrobustire la politica di risanamento dei conti e di contenimento e riduzione della spesa attraverso una più adeguata analisi e un conseguente controllo delle procedure di attuazione della spesa”.

Critica, invece, la posizione di Michele Cimino, deputato di Forza del Sud: “Il Dpef non contiene nessuna indicazione di come si vuole evitare il disimpegno delle risorse europee e se di fatto questo governo è nelle condizioni di accelerare la spesa oppure o se è già pronto per inviare al mittente le tante risorse non spese”.

Ed ha aggiunto: “Infatti in questo documento oltre ad un bilancio ingessato non sono indicate le linee per una migliore politica economica che segua le direttive della Comunità Europea per il 2014-2016 che recitano che le regioni che non avranno speso i fondi assegnati non avranno risorse”.

“In riferimento alla Finanziaria posso dire che non solo non risolve i problemi della Sicilia con l’immissione di nuove tasse o facendo pagare un ticket ai turisti, è come se un commerciante che non ha potuto vendere la sua merce anziché rinnovare o promuovere il proprio prodotto aumenta il prezzo di vendita non migliorando né la qualità né la promozione, ma dà un altro colpo mortale all’economia siciliana”, ha concluso l’ex vicepresidente della Regione.

Sulla stessa scia Marianna Caronia, deputato regionale del Pid: “Bocciamo il Dpef proposto dal governo di Raffaele Lombardo perché è un documento che non contiene nessuna strategia sul piano economico-finanziario. Una regione come la Sicilia che spende solo il 6,6% del fondo sociale europeo rischia il tracollo e aumenta il gap con il resto del Paese sul piano degli investimenti e dei sistemi che creano opportunità di lavoro. Con Lombardo l’Isola è ferma al palo. È davvero incredibile che gli assi della programmazione europea siano stati riprodotti, quasi copiati, rispetto alle previsioni dello scorso anno. Non si è tenuto conto, ad esempio, delle istanze di dipartimenti come quello del Turismo che chiedeva maggiori disponibilità economiche per il varo di bandi e misure. L’assurdo si raggiunge con la previsione di una fideiussione di 39 milioni di euro che la Regione produce anche per conto di un soggetto privato per la partecipazione alla gara per l’acquisizione di Siremar, società che la Sicilia avrebbe potuto ottenere gratuitamente lo scorso anno”.

Duro, infine, anche il commento di Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all’Ars, che ha annunciato il voto contrario: “Il Dpef di quest’anno è caratterizzato da numerose lacune, destituito di fondamento, dunque astratto e velleitario”.

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