Sciopero selvaggio degli autobus a Palermo. Lo scrive il Giornale di Sicilia sul suo sito: “La protesta è scattata improvvisa stamattina, soltanto pochi mezzi sono in circolazione. Notevoli i disagi e molte le lamentele tra i cittadini alle fermate. I dipendenti rivendicano il pagamento dello stipendio di luglio. L’Amat, azienda per il trasporto pubblico locale, attende dal comune trasferimenti per 9,2 milioni di euro“.

Fin qui la notizia, tra l’altro neanche annunciata sul sito dell’azienda. E il pensiero va alla legge 146/1990 (modificata dalla Legge 11 aprile 2000 n.83) che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Questa, infatti, impone tre regole basilari per contemperare il diritto di sciopero dei lavoratori con gli altri diritti della persona costituzionalmente tutelati, come la libertà di circolazione:

  • Preavviso minimo e predeterminazione della durata dello sciopero.
  • Informazione attraverso comunicati (anche radiotelevisivi), avvisi, manifesti, nei luoghi di erogazione del servizio (stazioni, aeroporti, biglietterie, ecc.) sull’inizio, sulla durata e sulle modalità dello sciopero nonché sui servizi alternativi per gli utenti.
  • Erogazione di prestazioni indispensabili (c.d. servizi minimi o fasce orarie minime garantite), definite attraverso appositi Accordi o Codici di autoregolamentazione con i Sindacati e le Imprese erogatrici dei servizi.

Contattato telefonicamente Franco Spanò, segretario generale della Filt Cgil, ha affermato che “lo sciopero dovrebbe essere autoregolamentato. In questo caso non lo è, ma è giustificato dalla gravità della situazione, il mancato pagamento degli stipendi. Non c’è, comunque, la copertura sindacale”.

Foto di Mobilita Palermo