l'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti
Amia, rientra il rischio fallimento
Amia: rientra il rischio fallimento. Il Tribunale fallimentare di Palermo, che il 22 giugno si era riunito per decidere sul piano proposto dal liquidatore valuterà il concordato nella prossima udienza fissata per il 12 ottobre. Il bilancio dell’ex municipalizzata che si occupa della raccolta di rifiuti nel capoluogo siciliano è in rosso, con un debito di 180 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere 42 milioni di debiti nei confronti del dipendenti.
Da due anni, l’Amia è in amministrazione controllata. Dopo la richiesta di fallimento della Procura di Palermo, sono stati nominati tre commissari con il compito di evitare il crack e risanare i conti dell’azienda. La proposta di concordato fallimentare presentata dal liquidatore nell’udienza del 22 giugno ha convinto i giudici. I prossimi passaggi prevedono la redazione entro luglio del concordato da parte del liquidatore. Il piano, dopo la valutazione dei commissari straordinari, dovrà ottenere l’ok del ministero dello Sviluppo economico e poi inviato al Tribunale entro la prossima udienza.
Per mettere a posto i conti, oltre alla riscossione di alcuni crediti di esercizio del Comune nei confronti dell’azienda, il piano prevede la vendita del 49% dell’Amg, controllata dall’Amia, e di palazzo La Rosa. Tutto questo in vista di una scissione in due società dell’ex municipalizzata: quella vecchia andrebbe avanti secondo il concordato fallimentare, mentre nella newco confluirebbero solo i debiti nei confronti dei dipendenti.
La decisione di oggi del Tribunale fallimentare è stata accolta con soddisfazione dal sindaco Orlando e dall’assessore per le Aziende partecipate Lapiana. I due confermano che “è interesse massimo dell’amministrazione comunale scongiurare definitivamente il
rischio di fallimento di un’azienda strategica per lo sviluppo della collettività”. Orlando e Lapiana hanno altresì ribadito la disponibilità di Palazzo delle Aquile a collaborare con il liquidatore e con i commissari per la definizione della proposta di concordato. “Mentre ci avviamo ad uscire dall’emergenza – affermano Orlando e Lapiana – stiamo già lavorando al futuro che passa attraverso la raccolta differenziata e la realizzazione della sesta vasca di Bellolampo, progetti che restituiranno a Palermo un’azienda pubblica sana e produttiva”.
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