Ci tentano ogni due anni circa. Lo hanno fatto nel 2006, lo hanno ripetuto nel 2008 e adesso per le festività natalizie 2011 ci stanno riprovando. Nella buca delle lettere dei palermitani – quasi a tappeto – in questi giorni, si trovano le buste intestate allo studio legale dell’avvocato Cataldo Giosué, professionista mantovano che scrive per conto dell’Apcoa Parking Italia spa, la società mantovana che gestisce circa 2700 stalli (di cui 861 gratuiti) – strisce blu – nel centro della città. La società dei parcheggi risulta affidataria delle gestione delle aree di sosta secondo una delibera con cui l’amministrazione comunale ha “girato” all’Apcoa la sorveglianza delle aree di sosta in concomitanza con la costruzione del parcheggio sotterraneo al tribunale. Posti preziosi, proprio perché situati nelle aree più “ricche” del centro città. Le multe, dunque: personale dell’Apcoa – non vigili urbani e nemmeno gli ausiliari del traffico dell’Amat – rileva le presunte irregolarità senza di fatto però mai notificare la sanzione che – hanno stabilito i giudici di pace a cui hanno fatto ricorso numerosi cittadini in più riprese – non è amministrativa ma di carattere civilistico quali possono essere i rapporti fra cittadini e società privata.

Anche la lettera di diffida (in allegato) e messa in mora, spedita in facsimile con la sola differenza dei mittenti e degli importi, e firmata dall’avvocato Cataldo Giosué non contiene alcuna “singola” rilevazione delle sanzioni originale ma solo un elenco di presunte irregolarità che ciascun cittadino scopre all’improvviso di aver commesso.

Certamente una procedura singolare e tutt’altro che ordinaria specie perché impedisce ai cittadini di scegliere se pagare e soprattutto “riconoscere” l’eventuale irregolarità commessa. “Non tutte le posizioni sono uguali – spiega l’avvocato Julo Cosentino che già nei giorni scorsi si è occupato per conto dell’Adoc della tutela di alcuni cittadini – certamente alcuni sono in torto. Ma è certamente irrituale la procedura che l’avvocato Giosuè applica. Negli anni passati – testimonia - le cause intentate dall’associazione dei consumatori nei confronti dell’Apcoa non si sono trasformate in un vero e proprio contenzioso perché si sperava che si potesse rivedere in via amministrativa il regolamento con cui il Comune e la società fissano i criteri di gestione”. Regolamento che ovviamente non è stato modificato e che vista l’imminente scadenza della giunta (con le dimissioni del sindaco Diego Cammarata considerate ormai prossime, al massimo entro capodanno) non sarà. Cosentino quindi dà un consiglio: “Rivolgersi alle associazioni di tutela dei consumatori e agli avvocati per verificare se è possibile contestare la sanzione o se sia più conveniente conciliare attraverso la mediazione della Camera di commercio ciascuna posizione”.

Di certo c’è che – come ormai stabilito dalla giurisprudenza – i parcheggi a pagamento non possono essere applicati nell’area Ztl, la zona a traffico limitato. E – assicurano cittadini e associazioni dei consumatori – molte delle contestazioni rilevate dall’Apcoa rientrano proprio nell’area interdetta. “In questo caso – assicura Cosentino – non solo bosgna contestare la sanzione ma chiedere all’autorità giudiziaria la disapplicazione della convenzione fra Apcoa e Comune di Palermo”.

Responsabilità quella dell’amministrazione comunale che diventa tanto più grave se si considera che negli anni scorsi è stato fatta rilevare anche un’altra incongruità nei rapporti fra la società mantovana e l’amministrazione. Il riferimento è al pagamento degli stalli che il comune impone all’Amat, la società partecipata del Comune di Palermo che si occupa dei trasporti urbani, per la gestione di altri parcheggi. Imposta che invece fino ad oggi l’Apcoa non ha mai versato. In occasione del rilievo mosso da qualche consigliere comunale, l’amministrazione rispose che entro il 2011 sarebbe stato avviato il monitoraggio delle aree per la relativa imposizione. Pochi giorni, dunque. Gli stessi che separano i cittadini palermitani – destinatari delle nuove lettere di diffida e messa in mora – dalla “minaccia” di pagamento: “Con la presente missiva, la invitiamo a rimettere entro e non oltre gg.10 (dieci) dal ricevimento della stessa, la complessiva somma di euro … come determinata nel prospetto che troverà sul retro… Qualora il pagamento non fosse effettuato entro il termine sopraindicato si procederà senza indugio all’attivazione del procedimento monitorio in sede giudiziaria con evidente aggravio di spese a suo carico”. Spese che anche Cosentino rimarca: “Se si ritiene di aver violato – anche in considerazione delle condizioni di incertezza nella soluzione della vicenda Apcoa – le norme sul pagamento del parcheggio a pagamento, i cittadini devono arrivare ad una conciliazione per non aggravare con il costo delle spese legali la propria condizione. Ma evidentemente le vicende legate alla gestione Apcoa sono varie e non sempre limpide”. Una verifica legale, dunque è essenziale. In attesa magari di una class action che i cittadini palermitani, nonostante le numerose e ripetute proteste, non hanno mai avviato.