Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, è in vigore la legge di riforma delle elezioni per il rinnovo di presidenti e consigli nelle ex province siciliane. La norma ripristina l’elezione diretta del presidente dei liberi consorzi comunali e dei relativi consigli nonché di sindaci e consigli nelle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e ne ridetermina la composizione dei seggi.

Con la pubblicazione della legge votata dall’ars a inizio Agosto si pone il problema dell’amministrazione delle Città Metropolitane ovvero le ex province di Palermo, Catania e Messina. Se, infatti, nelle altre sei ex Province trasformate in Liberi Consorzi operano i Commissari, nelle Città Metropolitane la figura del sindaco coincideva con quella del sindaco della città capoluogo. E sia a Palermo che a Catania i sindaci avevano indetto le consultazioni per l’elezione del Consiglio Metropolitano ignorando volontariamente la legge in pubblicazione.

Adesso la norma stabilisce la loro decadenza e di conseguenza anche gli atti di convocazione delle elezioni di secondo livello dovrebbero essere nulli. Toccherà alla Regione inviare commissari anche a Palermo, Catania e Messina.

“La situazione non è chiarissima- dice a BlogSicilia l’assessore alle Autonomie locali Luisa lantieri – per Bianco e Accorinti penso che il commissariamento sia inevitabile. Abbiamo una perplessità su Orlando che ha affrontato una elezione anchese solo di secondo livello e solo su Palermo. POer questo abbiamo inviato una richiesta di parere all’ufficio legislativo e legale e attenderemo quello prima di procedere ai commissariamenti”

La polemica è scontata in attesa anche che il Consiglio dei Ministri si pronunci su questa legge che essendo difforme rispetto alla riforma Delrio potrebbe essere impugnata da qui a 30 giorni.

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