
6 dicembre 2011 - L’Assemblea regionale siciliana sta discutendo il disegno di legge che riduce da 90 a 70 i seggi a sala d’Ercole. Il testo, una volta licenziato dall’Ars, dovrà essere approvato dal parlamento nazionale secondo la procedura prevista per le riforme costituzionali, essendo lo statuto autonomista siciliano inserito nella Carta fondamentale della Repubblica.
Venti deputati farebbero risparmiare all’Ars circa 7 milioni di euro l’anno. Il ddl è stato sottoscritto da tutti i capigruppo e dai componenti del consiglio di presidenza dell’Assemblea e dovrebbe avere vita facile.
«Questo ddl è arrivato in aula ‘blindato’, per evitare che qualcuno pensi di utilizzarlo come ‘trenò al quale agganciare emendamenti per modificare lo Statuto», ha detto Antonello Cracolici, capogruppo del Pd.
Un rischio che esiste: Roberto Di Mauro, esponente dell’Mpa, stesso partito del governatore Raffaele Lombardo, ha spiegato che «il ddl va affrontato all’interno di un quadro complessivo di modifiche al nostro assetto istituzionale»; e Rudy Maira, capogruppo del Pid, ha detto che «bisogna andare avanti senza essere condizionati dalla fretta».
Infine, Salvino Caputo (Pdl) ha chiesto di inserire un emendamento «che separi le sorti del presidente della Regione dal destino dei deputati dell’Ars».
Il termine per gli emendamenti scadrà stasera alle 22.
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Vergogna! Vili traditori. Non si scalano lo stipendio di un centesimo e normalizzano ad autonomia ordinaria lo Statuto speciale che odiano, che hanno sempre usato contro di noi. 7 milioni! questo è il vile pretesto. 7 milioni! ci vorrano 150 anni circa per risparmiare un miliardo su un bilancio di 20 miliardi! vergogna! vergogna! vergogna!
W la Sicilia!. W l’indipendenza. Basta con questi traditori.
Ma dov’è l’MPA? Dove sono gli autonomisti?
E il Presidente?
Certo che 7 milioni, considerate le spese e il numero di dipendenti della Regione, fanno solo ridere.
Ci vogliono riforme strutturali, quelle che tagliano gli innumerevoli posti pubblici “venduti” durante la campagna elettorale, in nome di questa Autonomia che ci ha distrutto.
Solo un dato deve far riflettere: abbiamo tanti forestali quanti ne servono in tutta Europa, e tutta la Sicilia brucia e o i parchi sono sudici/maltenuti.
Per non parlare delle consulenze o la formazione, la gallina dalle uova d’oro: periodicamente assumono migliaia di persone che a ogni tornata elettorale vengono inserite con 800 euro al mese per non fare nulla.
Tagliate i deputati del 50%, eliminiamo certi sistemi clientelari e le consulenze, e vedrete che risparmieremo miliardi, senza contare che senza la burocrazia regionale le cose andrebbero decisamente meglio!
- Rudy Maira, capogruppo del Pid, ha detto che «bisogna andare avanti senza essere condizionati dalla fretta». – Sono assolutamente d’accordo niente fretta, riflessione e… insabbiamento. Questo sperano i siciliani intelletualmente onesti, veri innamorati dell’autonomia e non di un demagogico giro di valzer sull’eredità dei nostri padri costituenti!
Luca, davvero pensi che dopo 600 anni che la Sicilia è governata da fuori, anche per mezzo di baroni e mafiosi locali, dopo 65 anni che c’è uno Statuto di autonomia che non ci hanno mai fatto usare, la colpa sia dello Statuto?
Complimenti, ci sono riusciti a farti avere il capro espiatorio.
Uno statuto che aspetta ancora le norme di attuazione non può essere responsabile del colonialismo al quale è piegata la mia e la tua terra. E’ solo un pezzo di carta. I veri responsabili stanno in Italia e in Europa. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo apertamente.
Dobbiamo avere il coraggio di dire che la Sicilia ha bisogno di una lotta di liberazione dalle catene che la schiavizzano.
Qui ci sono solo i campieri che gli tengono in ordine il possedimento.