L’estrema lentezza dell’iter di attivazione dei corsi finanziati dall’Avviso 20, predisposto dall’assessorato regionale al ramo, sta facendo crescere il malumore tra gli enti di formazione professionale siciliani. Buona parte degli ottomila lavoratori del settore rischiano la cassa integrazione se i fondi non saranno presto erogati e i corsi non partiranno. Sotto accusa l’assessorato alla Formazione della Regione Siciliana, autore, secondo gli operatori del settore, di un sistema di registrazione dei decreti di finanziamento dei progetti lungo e farraginoso: la piattaforma informatica non avrebbe sostituito la documentazione cartacea, ma avrebbe creato un ulteriore passaggio burocratico.

A fare le spese di questa situazione di stallo sono, in ultima istanza, migliaia di giovani disoccupati che si sono già iscritti ai corsi di formazione dell’Avviso 20.

“La situazione è drammatica, – dice Marcello Scalisi, consigliere di Asef Sicilia (Associazione di enti di formazione) e amministratore unico dell’ente Des srl – nel 2012 non è partito un solo corso. Non funziona nulla. I decreti di finanziamento sono 681 e sono in attesa di un doppio passaggio: assessorato e Corte dei conti. Questo meccanismo di registrazione decreti sta creando grossi problemi. Serve una riforma del settore”.

“La Regione Siciliana – aggiunge Scalisi –dovrebbe incontrare le categorie produttive operanti in Sicilia e una rappresentanza degli enti di formazione per ridefinire i fabbisogni formativi su scala regionale e articolarli su base provinciale”.

“Nel mese di agosto l’assessorato regionale ha approvato soltanto un decreto, – spiega invece Ferdinando La Motta, direttore commerciale di Iripa (ente di formazione di Coldiretti) – tra l’altro era una prova sperimentale. Si dice che 180 decreti sarebbero in corso di approvazione ma ancora non ci sono notizie certe”.

“L’assessorato regionale alla Formazione (allora guidato da Mario Centorrino, ndr) – aggiunge La Motta – con i corsi dell’Avviso 20 ha voluto dare una struttura europea nelle modalità tecniche e preparatore dei bandi, continuando però a gestirli alla siciliana. L’interlocuzione con il Dipartimento regionale per avere chiarimenti e delucidazioni sull’iter da compiere è diventata sempre più difficile. Di conseguenza spesso non abbiamo la certezza di operare nel giusto”.

“Ad oggi – continua il direttore commerciale di Iripa – rischiamo di non riuscire a ultimare le attività di formazione previste nell’Avviso entro la data di scadenza prevista: il 7 giugno 2013. Probabilmente ci saranno delle proroghe ma danneggeranno economicamente gli enti perché, nel mentre, i nostri 130 dipendenti devono essere pagati e si aggiungono ulteriori spese logistiche non rimborsate”.

Nel mentre Cisl e Cisl Scuola Sicilia hanno annunciato una manifestazione regionale degli operatori del settore che si terrà  lunedì prossimo, alle 9.30, a Palermo davanti alla sede dell’assessorato regionale Istruzione di via Ausonia.

“Ora basta, il governo regionale deve assumersi le proprie responsabilità erogando le somme del Fondo sociale europeo, peraltro già nelle sue casse, per avviare le attività e percepire le retribuzioni non lasciando ancora una volta i lavoratori della formazione professionale senza stipendi”.

“La Regione inoltre – aggiunge il sindacato – si era impegnata ad avviare la ristrutturazione e la riorganizzazione del settore, con un accreditamento serio degli enti, a sfoltire il personale tutelando i lavoratori e utilizzando anche i fondi dei piani di coesione nell’ambito dei quali sono stanziate ingenti somme”.