si rischia una pioggia di ricorsi
Avviso 20, piattaforma informatica ko: termini prorogati al 20 luglio
Ci sono degli “errori informatici” alla base dell’ulteriore proroga al 20 luglio dei termini dell’Avviso 20. La riforma tecnologica, apportata con l’introduzione della piattaforma Faros, sembra infatti non aver funzionato.
“In nome della semplificazione e della digitalizzazione delle procedure, – sostengono non senza ironia diversi lavoratori del settore della formazione professionale – il sistema non potendo ancora avvalersi della firma digitale, prevede che dei dati caricati si produca il documento stampato, lo si timbri e firmi, lo si scansioni e lo si ricarichi a sistema. Non è certo un metodo semplice e veloce”.
I lavoratori della formazione professionale denunciano quindi che l’annunciato snellimento delle procedure attuative e di controllo connesse con l’erogazione delle attività formative finanziate non ha trovato alcun supporto negli strumenti tecnologici. Il sistema doveva servire per semplificare le procedure e per raggiungere questo scopo il Dipartimento dell’istruzione e della formazione professionale aveva messo a disposizione degli enti la piattaforma Faros, sezione interna della piattaforma Caronte.
La piattaforma Faros, però, non è stata ultimata: solo negli ultimi otto giorni l’assistenza tecnica è stata costretta ad apportare modifiche, rese necessarie dalla mancata corrispondenza del sistema a quanto disposto dall’Avviso 20 e dai decreti di approvazione del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Ludovico Albert.
Sono diversi gli esempi delle incongruenze presentate nella piattaforma che hanno causato i rallentamenti.
Il 27 giugno la piattaforma richiedeva l’inserimento obbligatorio (pena l’impossibilità di procedere alla conferma dei dati caricati) di “Attività accessorie” non previste dall’Avviso e delle relative date di previsto avvio e termine (date impossibili da indicare in assenza dei decreti d’impegno).
Dal 28 giugno i campi relativi alle attività accessorie sono stati resi facoltativi e i campi data disabilitati (l’utente non può visualizzarli, ma fino al 3 luglio il sistema continuava a riportarli sulla stampa del progetto esecutivo). Sempre il 27 giugno il sistema non rilevava la differenza fra attività corsuali e attività progettuali attribuendo alle prime i dati caricati con riguardo alle seconde. Anche rispetto a questo l’assistenza tecnica è dovuta intervenire rimuovendo il campo relativo alla data di avvio delle attività corsuali. Fino al 3 luglio alla stampa dei documenti (atto di adesione e progetto esecutivo) risultavano omessi o sovrascritti alcuni dati.
A oggi la piattaforma non consente agli enti, che abbiano avviato le attività in deroga e non abbiano ancora trasmesso l’atto di adesione, di procedere alle comunicazioni necessarie riguardo all’avvio attività, selezione e reclutamento allievi. La piattaforma non consente agli enti, che abbiano avviato le attività di pubblicizzazione, di procedere alle comunicazioni necessarie con riguardo all’avvio attività, selezione e reclutamento allievi. Ciò poiché il sistema, diversamente da quanto stabilito dai diversi decreti di approvazione del dirigente generale, subordina alla trasmissione dell’atto di adesione e del progetto esecutivo l’accesso alle sezioni per la gestione delle attività.
Quali sono stati i risultati di questo “tentato” processo d’innovazione?
Oltre 10.300 richieste di carattere tecnico inerenti a problemi o a difficoltà di compilazione (ticket inviati attraverso il modulo previsto dalla piattaforma Faros).
Una pioggia di richieste di chiarimenti di natura contenutistico-interpretativa inviati a mezzo mail all’indirizzo avviso20@atfsesicilia.com.
Inoltre, a questo si aggiunge la lunga serie di decreti del dirigente generale che avrebbero complicato il lavoro dell’assistenza tecnica mai del tutto decollata e che non ha di certo facilitato il lavoro di coloro che orbitano nel settore della formazione.



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