domani i pm in sopralluogo sulla discarica
Bellolampo: per la Procura di Palermo c’è l’ipotesi di disastro ambientale
All’ipotesi di incendio doloso si è aggiunta quella di disastro ambientale nell’inchiesta della Procura di Palermo per il rogo che dal 29 luglio a ieri ha bruciato nella discarica di rifiuti di Bellolampo.
Il reato è stato iscritto, per adesso, a carico di ignoti dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dal sostituto Geri Ferrara. I magistrati ritengono che oltre all’azione di chi ha appiccato le fiamme ci siano state una serie di omissioni dolose sia nella prevenzione che negli interventi successivi al divampare del fuoco, dato che l’impianto antincendio è risultato del tutto inadeguato a fronteggiare l’emergenza.
L’incendio è partito da alcune sterpaglie (che misteriosamente sono bruciate solo in parte) ed è risalito lungo la collina di Bellolampo seguendo la “miccia” costituita dai tubi in polietilene, materiale altamente infiammabile, che convogliano il biogas prodotto dai rifiuti.
Domani i pm andranno di nuovo in sopralluogo in elicottero sulla discarica. Nella nuova ipotesi di disastro sono compresi anche i rischi per la salute, provocati dal diffondersi di gas derivati della benzina, i policarburi aromatici, molto pericolosi per l’uomo.



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