
22 dicembre 2010 - Proseguono le tensioni in casa Pd e abbiamo chiesto al senatore Beppe Lumia di analizzare il momento del partito guidato in Sicilia da Giuseppe Lupo.
Una parte del Pd, con a capo Enzo Bianco, ha chiesto, tramite un documento, di indire un referendum per il sostegno a Lombardo. Che ne pensa?
“Le primarie eleggono i dirigenti e i dirigenti hanno il dovere, se non sono codardi o irresponsabili, di assumere le decisioni che riguardano la posizione politica del partito. In nessuna parte del mondo si fanno referendum su questi argomenti. I referendum si fanno sulle grandi questioni, come i temi etici, la pace, il testamento biologico e non sul sistema delle alleanze.
Organizzare poi dei referendum “fai da te” senza regole e controlli, senza che abbia partecipato almeno la metà del partito è il massimo del disprezzo.
C’è poi una questione di merito: oggi l’Mpa è contro il governo Berlusconi e ha accettato un programma senza precedenti per la riforma della Sicilia. Abbiamo rotto il monopolio del centrodestra e contribuito, grazie anche all’Mpa, a mettere in crisi il governo nazionale.
Bianco e Crisafulli preferiscono un’Mpa alleata con Berlusconi e Cuffaro? Un’alleanza che riporti il vecchio sistema burocratico-clientelare e spesso anche affaristico-mafioso nella sanità, nei rifiuti, nell’energia …?
Trovo strano che Bianco si accoppi con Crisafulli, che rappresenta il modo peggiore di fare politica in Sicilia. Un politico preoccupato solamente di riportare il centrodestra al comando della Regione per avere nella sua piccola provincia un’area grigia dove poter dominare attraverso un modo di organizzare la politica che sta esplodendo.
Detto questo, non posso non notare che quando a livello nazionale si parla di governo istituzionale o di alleanza col Terzo polo nessuno dei cuor di leone succitati chiede il referendum sulle proposte di Bersani, D’Alema o Franceschini“.
Giuseppe Lupo, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha implicitamente posto in essere un ultimatum al governatore: “Fatti o elezioni anticipate”. Qual è la sua posizione?
“Dobbiamo avere forza e coraggio per abbattere tutte le resistenze burocratiche. Qualcosa di importante comunque si è messo in moto. Qualche giorno fa l’assessore Giosuè Marino ha emanato le circolari per dare attuazione alla riforma sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
La macchina amministrativa è in movimento, ma bisogna andare a regime. Per questo, ad esempio, urge completare al più presto la nomina dei direttori generali, dare attuazione alle riforme già fatte e farne altre”.
È già finita, quindi, la luna di miele tra il Pd e Lombardo?
“Il rapporto con Lombardo è sempre stato impostato su di una precisa progettualità politica: prima di tutto le riforme. Questa è la strada che siamo disposti a percorrere insieme per affermare la legalità e promuovere lo sviluppo della Sicilia”.
L’anno prossimo dovrebbe essere un anno di elezioni. Secondo lei si andrà a votare sia a Roma che a Palermo (per le regionali e le comunali)?
“Berlusconi ci ha trascinato in una situazione di grande instabilità politica nella quale è impossibile fare previsioni. Di certo, in questo periodo di grave crisi economica, le elezioni anticipate ci espongono a rischi finanziari abnormi che un Paese come l’Italia, economicamente molto fragile e con il terzo debito pubblico del mondo, non può permettersi.
L’Italia non può permettersi né di andare al voto, né di continuare a galleggiare con il governo Berlusconi. Sono due scorciatoie che non affrontano i problemi veri del Paese, che lascerebbero intatta l’attuale legge elettorale e rimetterebbero Berlusconi nelle condizioni di vincere le elezioni.
C’è una terza strada che va intrapresa: quella della progettualità di alto profilo, su cui si dovrebbero coalizzare tutte le forze politiche che hanno a cuore le sorti del Paese.
Inoltre, sarebbe un peccato interrompere in Commissione antimafia l’indagine sulle stragi e sulla trattativa Stato/mafia che sta portando ad importanti risultati”.
In seno al Pd, infine, per la candidatura a sindaco di Palermo, si fanno diversi nomi. Oltre all’autocandidatura di Davide Faraone, si parla anche di Antonello Cracolici e della deputata Alessandra Siragusa che potrebbe essere un’alternativa a Simona Vicari. Quantunque lei non sia palermitano di nascita, come vede la corsa a Palazzo delle Aquile? Ci saranno le primarie?
“Palermo è la mia città, alla stregua di Termini Imerese. A Palermo ci vivo e vedo il degrado economico e sociale che la attraversa; a cui dobbiamo dare una risposta efficace per risolvere i problemi dei cittadini, delle imprese, delle associazioni.
C’è un vizio insopportabile della politica: mettere al primo posto l’”io” rispetto al progetto. Il valzer dei nomi non entusiasma nessuno, men che meno i cittadini. Discutiamo del programma, delle cose da fare, per ricostruire una città ridotta ai minimi termini. Tutto il resto, la costruzione della coalizione e la scelta del candidato, viene di conseguenza.
Sono sicuro che Faraone condivide questo approccio e che la sua candidatura è un modo per scuotere il sistema politico e superare una fase estremamente difficile che rischia di far precipitare questa città in una condizione rovinosa sul piano economico e sociale.
Con Cracolici stiamo portando avanti una battaglia politica senza precedenti per liberare la Sicilia dal sistema di potere del centrodestra che ha condannato la Sicilia al sottosviluppo.
Lo considero un dirigente di primo piano, che condivide la necessità di mettere avanti un progetto forte per la città di Palermo, capace di mettersi alle spalle anni di malgoverno, ma anche nostalgici ritorni al passato che ormai hanno fatto il loro tempo. Abbiamo altre personalità come Pino Apprendi che stimo e a cui mi sento molto legato per il suo modo reale di fare politica.
Con loro, insieme ad altri parlamentari regionali e dirigenti del Pd, al nuovo segretario provinciale, Enzo Di Girolamo, al segretario regionale, a tutti i dirigenti e alla base dobbiamo impegnarci per fare tre cose: dar vita ad un progetto condiviso di rilancio per Palermo, rimettere in movimento le fasce marginali della città, collaborando col mondo del volontariato e dell’associazionismo, dialogare con la parte produttiva della città per innovarla e metterla allo stesso livello di quelle europee.
Dobbiamo fare in modo che cultura di governo e lotta alla mafia sappiano coniugare legalità e sviluppo.
Così facendo la scelta del candidato e la costruzione dell’alleanza vengono private dalle ambizioni personali e da quei riti della politica che non sono in grado di prendere per mano la città e cambiarla radicalmente”.
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Enzo Bianco, invece di proporre un referendum pro o contro Lombardo, perche` non lo promuove pro o contro il Ponte?
Perche` ritenete che un simile scempio in Sicilia si possa fare a prescindere da quell che vogliono i Siciliani?
A nessuno viene in mente? ma puo` essere che voi politicanti crediate che non sia il caso perche` la risposta sarebbe un colossale: NO?
[...] l’articolo: http://palermo.blogsicilia.it/bianco-e-crisafulli-preferiscono-lmpa-alleata-con-berlusconi/23066/ Politica [...]