Avevamo sperato e forse anche per un attimo creduto che qualcosa per i disabili potesse cambiare. Perché dopo ‘la presa’ di Palazzo d’Orleans con Pif in testa, il governatore aveva promesso attenzione ed assistenza H24, che poi è l’unica cosa che i disabili gravi chiedono. Come se poi un diritto si dovesse chiedere, ma questa è un’altra storia…

Stiamo parlando di persone che da sole non possono nemmeno soffiarsi il naso o prendersi un bicchier d’acqua. Persone che vogliono soltanto vivere dignitosamente.

Fatto sta, che dopo le richieste, lo ‘scaricabarile’ (con Crocetta che si è detto ‘tradito’ dal suo ormai ex assessore Miccichè), le cifre, i conti, i provvedimenti d’urgenza – tipo mandare la Croce Rossa a casa dei fratelli Pellegrino, come se d’un tratto, una mattina si fossero svegliati disabili e non lo fossero invece da tutta la vita – nulla è cambiato.

Eppure, il 23 febbraio, con una nota ufficiale il governatore Crocetta aveva informato che “la Cabina di Regia per la disabilità è istituita con effetto immediato presso l’Assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro”. A coordinare l’organismo, era stato chiamato Giovanni Cupidi, lo statistico tetraplegico di Misilmeri tra i principali fautori della protesta per l’assistenza domiciliare nonché promotore di una petizione rivolta proprio a Crocetta sulle disabilità gravissime firmata da più di 40mila sostenitori. Un ragazzo bene informato, con le idee chiare, capace di dare una rotta precisa alle azioni dell’amministrazione regionale.

Avevamo tirato un sospiro di sollievo, finalmente una persona competente per guidare un organismo che dovrebbe fare ordine nel disordine. Ebbene, Giovanni Cupidi si è dimesso, e spiega in una lettera inviata alla Presidenza della Regione, i motivi che lo hanno portato a maturare la sua scelta.

Al testo, è necessaria una premessa: il decreto di istituzione della cabina di regia, è stato notificato ai suoi componenti soltanto il 2 marzo, ovvero ben 7 giorni dopo “l’istituzione con effetto immediato” di cui parlava Crocetta. E questa è la prima anomalia.

Ecco cosa scrive Giovanni Cupidi: “In risposta alla notifica ricevuta in data 02/03/2017 riguardante la mia nomina all’interno della cabina di regia di cui all’art.1 del D.A. n.1/GAB del 23/02/2017, ritengo di dover rifiutare la nomina e rassegnare le dimissioni.
Le motivazioni di questa mia decisione sono molteplici e tutte imputabili alle azioni della Presidenza della Regione Siciliana nelle ultime due settimane.
Come è noto, l’iniziativa della partecipazione alla cabina di regia mi è stata proposta dal Presidente della Regione Siciliana nei giorni successivi alla manifestazione spontanea mia e di altre persone con gravissima disabilità per ottenere l’assistenza domiciliare necessaria per la nostra sopravvivenza, prevista dalle normative vigenti nonché dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, finora disattese. Nel corso della manifestazione, abbiamo con forza chiesto che le leggi dello Stato Italiano vengano applicate e abbiamo suggerito al Presidente le iniziative necessarie per reperire i fondi dal bilancio regionale, seppure non sia nostro compito occuparcene, ma delle Istituzioni preposte. Il Presidente ci ha assicurato una soluzione rapida, entro uno o due mesi, per adeguare le ore di assistenza domiciliare alla nostre reali esigenze”.

Veniamo al dunque: “Ad oggi nulla si è mosso – spiega Giovanni Cupidi -. In 15 giorni, non ho ricevuto nessun invito a partecipare, ma solo la notifica della avvenuta istituzione della cabina di regia, senza alcuna data di inizio dei lavori. Nonostante ciò, la giunta regionale ha approvato in questi giorni un delibera che stanzia 36 milioni di euro per una non meglio precisata assegnazione diretta di 10.000 euro a testa alle famiglie degli aventi diritto, senza alcun confronto con la nascente cabina di regia e da me non condivisa. La cifra stanziata è assolutamente insufficiente a garantire a noi disabili l’assistenza indispensabile. Nel frattempo da alcune trasmissioni televisive scopriamo che la Regione Emilia Romagna stanzia 500 milioni di euro all’anno per la disabilità, cifra sempre confermata da tutte le amministrazioni succedutesi negli anni, ben lontana dalla cifra deliberata qui in Sicilia”.

Ma c’è dell’altro: “Inoltre, la Presidenza – puntualizza Giovanni Cupidi – continua a sostenere l’idea di utilizzare come operatori per l’assistenza domiciliare personale precario afferente agli enti locali, senza alcuna preparazione specifica per la cura e l’assistenza di persone affette da grave disabilità, su base volontaria e attraverso incentivi per il loro utilizzo, di fatto proponendo di mettere la nostra vita e la nostra salute nelle mani di gente incompetente e inesperta“.

Da qui, la conclusione: “Pertanto, considerato assolutamente ininfluente il mio ruolo già di minoranza all’interno della cabina fantasma, e considerandola oramai un organismo nato solo per costruire un alibi alla cecità di questa amministrazione, ritengo doveroso lasciare qualunque tipo di incarico per non avallare le folli decisioni di chi non ha assolutamente a cuore il destino delle persone con disabilità. Insieme ai miei compagni torno ad attendere la scadenza del mese, data promessa per la risoluzione definitiva della questione”.

Intanto, nel pomeriggio di stamane, Crocetta ha informato di aver avviato i piani individuali di assistenza socio-sanitaria.

Giovanni Cupidi è esterrefatto: “Io non ne so nulla – tuona – non sono stato informato, e sarei il coordinatore? Ma di che cosa? Con il presidente sono stato chiaro: solo attraverso un confronto costante si sarebbe potuta avviare una collaborazione proficua. Confronto che allo stato attuale non c’è”.