Dal numero in edicola del mensile il Sud

Calunnie e condanne Il contrappasso di Scarantino

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14 ottobre 2011 -  Nel settembre del 1998 aveva ritrattato le sue dichiarazioni accusatorie nei confronti di alcuni imputati dei processi sulla strage di via D’Amelio, sostenendo che gli erano state estorte dall’allora capo del gruppo speciale Falcone-Borsellino, Arnaldo La Barbera (nella foto), e dai magistrati con minacce e vessazioni in carcere.

Per questo, nel novembre del 2002, il pentito Vincenzo Scarantino si vide infliggeredal gip di Roma, Renato Croce, con il rito abbreviato, 8 anni di carcere per calunnia nei confronti del defunto capo del gruppo speciale Falcone-Borsellino e dei magistrati Anna Palma e Carmelo Petralia.

Adesso, una sorta di legge del contrappasso potrebbe essere in agguato nella vicenda del presunto, colossale depistaggio che sarebbe avvenuto nelle indagini per la strage di via D’Amelio condotte dalla Procura di Caltanissetta (continua a leggere)

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