Dopo lo scontro al fulmicotone all’interno del centrosinistra con fughe in  avanti e frenate repentine  e con una probabile resa dei conti interna alla coalizione lunedì durante il vertice convocato dall’autoproclamatosi leader della coalizione Leoluca Orlando, tocca a destra mostrare fibrillazione. Bruciata anche lì (come successo per Caterina Chinnici nel centrosinistra) la candidata donna Barbara Cittadini che mai venne coinvolta, chiaramente in campo senza risposte chiare la candidatura Musumeci, arriva la levata di scudi dei deputati forzisti.

”Si convochino nel più breve tempo possibile gli organismi di Forza Italia perchè si arrivi alla definizione del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana che non può non essere individuato che all’interno del nostro partito e, comunque, esclusivamente fra coloro i quali sono stati sempre coerentemente all’opposizione dei governi del Centro Sinistra di Crocetta, di Renzi o di Gentiloni”.

E’ quanto scrivono in una nota inviata al presidente di Fi, Silvio Berlusconi, e al coordinatore regionale, Gianfranco
Miccichè, alcuni parlamentari nazionali e regionali, l’europarlamentare siciliano, i segretari provinciali del
partito, il segretario regionale e i segretari provinciali del movimento giovanile di Forza Italia.

“Forza Italia ha tutte le carte in regola per indicare un proprio dirigente come candidato del Centro Destra unito alla
Presidenza della Regione – scrivono – visto che dall’introduzione del sistema di elezione diretta ha lasciato per due volte all’UDC, per una volta al MPA ed una volta alla Destra di Storace, l’onore di guidare la coalizione: oggi è il
momento di rivendicare il ruolo di forza trainante del Centro Destra, avendo al nostro interno energie in grado di poter svolgere con grande dignità questo ruolo”.

Per i sottoscrittori però “la priorità è rappresentata dall’unità della coalizione”.  Inoltre “nessun veto viene posto nei confronti di alcuno ma non sono state apprezzate le fughe in avanti del passato”. Nella logica del “figliol prodigo” ben venga pure “l’allargamento della coalizione anche a chi ha deciso di rientrare nel perimetro della sua naturale collocazione politica nonostante gli abbagli di questi ultimi anni ma, proprio in virtù di questi, non può essere collocato alla guida della coalizione”.

Dunque spazio a tutti ma che sia azzurro. Una sorta di contraddizioni in termini. ma in politica, si sa, cosa potrà accadere è ignoto così come insondabili sono le vie dei futuri accordi. Meglio non chiudere mai nessuna porta

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