C’è un nuovo pentito nel clan di Bagheria. E’ uno dei 21 fermati del blitz dei carabinieri di due giorni fa. E’ lui che ha portato gli investigatori nella discarica di Casteldaccia dove erano stati occultati i cadaveri carbonizzati dei due mafiosi canadesi uccisi nei giorni scorsi.

 Il neo collaboratore è tra i 21 fermati dai militari dell’Arma e ha cominciato a parlare con gli inquirenti poco dopo l’arresto. L’uomo, che non sarebbe un personaggio di grosso spessore criminale, ma faceva parte della «manovalanza» di cui si servivano i boss, ha indicato agli investigatori il luogo in cui erano stati nascosti i cadaveri di Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel, i due narcos legati alla mafia canadese uccisi a colpi di pistola.
I due sarebbero stati eliminati da un commando di killer su ordine del vecchio capomafia italo-canadese Vito Rizzuto. Due dei sicari, i fratelli bagheresi Pietro e Salvatore Scaduto, sono stati fermati l’altro ieri dai carabinieri.

Intanto carabinieri hanno trovato le pistole con cui i due fratelli Pietro e Salvatore Scaduto, fermati ieri dai carabinieri, avrebbero ucciso i due narcotrafficanti Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel, scomparsi da Bagheria il 9 aprile e trovati carbonizzati mercoledì in una discarica a Casteldaccia. I militari le hanno trovate a poca distanza dal luogo in cui erano i corpi.

Secondo gli investigatori, non sarebbero le uniche ad avere sparato. Gli Scaduto avrebbero fatto parte di un commando di killer più numeroso. I due narcos sono stati uccisi con 30 colpi di arma da fuoco. Un’esecuzione disposta, secondo gli investigatori, dal boss canadese Vito Rizzuto che temeva che Fernandez, affiliato alla sua cosca e per anni vissuto in Canada, si alleasse col suo nemico.
Sarà eseguita anche una tac per esaminare i corpi completamente bruciati per accertare se le pistole trovate sono davvero le armi usate.