
25 gennaio 2012 - Ricevere una notifica di pagamento non fa piacere a nessuno. Inutile specificare le motivazioni. A qualcuno però è addirittura capitato che gli venisse chiesto di pagare per un servizio del quale non si era mai fatto uso. Parliamo di nettezza urbana, o meglio, della tanto invisa tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Una signora della veneranda età di 100 anni, originaria di Ispica ma oggi residente a Roma, ha ricevuto proprio dal Comune di Ispica, la notifica di una sanzione di oltre seimila euro per il mancato pagamento della nettezza urbana relativa ad una abitazione di Ispica disabitata ormai da 72 anni.
La storia inizia tanto tempo fa: Michela Concetta Leontini, nata il 10 gennaio 1912 a Ispica, quella casa in Sicilia l’aveva abbandonata sin dal 1939, quando si era trasferita in citta’, a Ragusa, con la famiglia di origine.
Poi, nel 1950, l’arrivo nella Capitale dove aveva trovato l’uomo della sua vita, si era sposata e aveva messo su famiglia.
All’inizio di quest’anno, alla porta di casa di Roma della centenaria nonnina ha suonato l’ufficiale giudiziario per notificare un avviso di pagamento di oltre seimila euro : la donna, raccontano i suoi legali, sarebbe ‘colpevole’ di non aver pagato la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per gli anni dal 2005 al 2010 proprio per quella vecchia casa in Sicilia.
Ora la donna, tramite gli avvocati Anna Orecchioni, Elia Amore e Giacinto Canzona, ha deciso di impugnare quel provvedimento dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Ragusa. La difesa, fanno sapere i legali, sosterra’ ‘l’assurda illogicita’ e la palese ingiustizia del provvedimento’ della Pubblica amministrazione che vorrebbe imputare all’anziana donna il pagamento di una ingente somma per un immobile che non solo – di fatto – non e’ abitato da 72 anni, ma – in astratto – e’ carente di qualsiasi requisito di abitabilita’, visto e considerato che e’ sempre stato privo di qualsiasi utenza per luce, acqua o gas.
(ve.fe)
Leggendo questo articolo vedo che anche tra gli studiosi c'è molta ignoranza. Ignoranza nel senso che ignorano che l'Or...
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Un giovane con già una forte esperienza amministrativa alle spalle credo che sarebbe l'ideale per ridare smalto ed ener...
Un sindaco catanese finalmente? Sarebbe un sogno!...
Magari Pogliese decidesse di candidarsi. Basta con i vecchi arnesi della politica, stile Bianco, vogliamo un giovane pre...
ma ritirate il presidente che è cerebroleso perchè solo un cerebroleso può fare ritirare un uomo e campione vero come...
La voglio vedere tutta nel caso in cui vince Orlando, con l'IDV contro Monti, chi glieli deve dare i soldi al professore...
Era ora... il pesce dopo 'nu poco puzza....
Dopo Scapagnini e Stancanelli adesso pure questo qui, quello che faceva l'ultrà fascista, che è stato al servizio di e...
I Greci hanno studiato la prospettiva e corretto l'inclinazione e la distanza delle colonne per offrire all'osservatore ...
Gli avvocati Orecchioni e Canzona sono noti per la lunga produzione di “bufale” create al solo scopo di farsi pubblicità sfruttando notizie “appetibili” in quanto verosimili, che trattano solitamente di persone deboli (anziani, disabili, disoccupati, suore o preti) che vengono vessati dallo stato e dagli enti locali (o da loro funzionari quali giudici, vigili, etc…) oppure da ex mariti, fidanzati o vip senza scrupoli etc…
Quasi sempre c’è di mezzo una causa e loro due difendono le vittime, oppure si appellano a “singolari” sentenze di questo o quel giudice o a provvedimenti della PA al limite del surreale. Questa notizia sembra rispecchiare per file e per segno il solito canovaccio.
Non bisogna essere esperti di sicurezza informatica (queste notizie un tempo viaggiavano attraverdo infinite catene di sant’antonio via mail) o di social network per comprendere che spesso i giornalisti pubblicano queste “bufale” che viaggiaono in modo virale da un sito all’altro e spesso vengono pure riportati dai giornali solo perchè “fanno vendere” ed incrementano i lettori, dimenticandosi di verificare le fonti.
A mio parere, ma lascio commentare qui gli esperti di comunicazione, si dovrebbero approfindire questi “casi di studio” durante i corsi universitari di scienze della comunicazione al fine di preparare i (futuri) giornalisti a trattare adeguatamente le notizie (vere e proprie bufale) prodotte dai “furbastri” come questi due avvocati.