Vito lo Monaco in una lettera al ministro della Giustizia

Centro Pio La Torre: "No alla vendita di beni confiscati a prestanomi della mafia"

lo monaco

15 dicembre 2011 -  «Non si vendano i beni confiscati ai boss», l’appello è stato lanciato dal presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, in una lettera aperta al ministro della Giustizia Paola Severino e al direttore dell’Agenzia dei beni confiscati, Caruso.

«Se non vengono rimossi tutti gli ostacoli procedurali e comportamentali al riuso sociale dei beni confiscati – si legge nella lettera – e l’Agenzia, invece, procede alla loro vendita, pur nella trasparenza dei bandi e dei controlli, si sancisce l’impotenza dello Stato a perseguire il fine prioritario previsto dalle leggi Rognoni-La Torre e 109/96».

Per Lo Monaco «prima di pensare alla vendita l’Agenzia pensi subito alla assegnazione definitiva dei beni già in uso alla Regione e agli Enti locali. Che fine farebbero gli attuali condomini affittuari nei palazzi confiscati? E per le scuole ubicate negli edifici confiscati, quegli Enti locali sull’orlo del dissesto finanziario troverebbero i capitali per acquistarle?».


«Inoltre – continua il presidente dell’associazione –  con tutte le prudenze e i controlli possibili la vendita non impedirebbe a insospettabili – sostiene – ‘teste di turco’ di acquistarli per conto delle organizzazioni mafiose». Sul terreno scottante di una grande questione storica sociale e politica, come il contrasto alle mafie – conclude Lo Monaco – guai a far prevalere aride e tecniche considerazioni aziendalistiche a scapito della tutela dell’interesse pubblico e della sua resa immediata e differita per la democrazia e lo sviluppo libero».

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