
6 luglio 2011 - Hanno costituito insieme, una delle coppie creative più originali del panorama artistico internazionale. Sono stati gli artefici della “land art”: la loro è una storia di intraprendenza intellettuale, amore e geniale visionarietà.
Incontratisi a Parigi nel 1958, condividono immediatamente il medesimo desiderio, ovvero soddisfare l’esigenza di andare oltre i confini della rappresentazione artistica nata al chiuso di uno studio.
Iniziano ad intervenire sul paesaggio, modificandolo, in maniera provvisoria. Christo realizza i suoi primi interventi di “impacchettamento”: a partire dagli oggetti di uso comune, come le bottiglie, sino a palazzi pubblici, monumenti, fontane.
Al loro progetto artistico danno i propri nomi di battesimo: Christo e Jeanne-Claude. Bulgaro lui, franco-marocchina lei, entrambi nati nel 1935, dicevano, addirittura, nello stesso giorno ed alla medesima ora. Un lungo sodalizio artistico interrottosi nel 2009, anno della morte di Jeanne-Claude.
Oltre 100 opere tra oggetti, disegni e collage di Christo e Jeanne-Claude, appartenenti alla collezione Würth (una delle più importanti collezioni d’arte europee), arrivano adesso a Palermo, per una grande esposizione organizzata nelle sale di Palazzo Reale.
La mostra, visitabile sino all’8 gennaio 2012, proporrà un excursus attraverso le tappe più significative della produzione creativa di Christo e Jeanne-Claude. Opere che riscuotono stupore e meraviglia, proprio perché “costringono” l’osservatore a rapportarsi con una mutata percezione della realtà. Christo, tutt’ora attivo in ambito artistico, continua nella realizzazione dei progetti iniziati con la moglie a partre dal 1964, anno in cui si trasferirono negli Stati Uniti.
Tra le loro opere più note, impossibile non ricordare “Air Package” (1966) ovvero pacco d’aria in sospensione e “Wrapped Tree” cioè albero impacchettato allo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven in Olanda. Dello stesso anno è anche “42,390 Cubic Feet Package” esposto al Walker Art Center ed alla Scuola di Belle Arti di Minneapolis che prevedeva l’impacchettamento di circa 1200 metri cubi d’aria.
Nel 1968 a Spoleto Christo realizza “Wrapped Fountain” e “Wrapped Medieval Tower” ovvero l’impacchettamento di una fontana storica e di un’antica torre medioevale in occasione del Festival dei Due Mondi e “1,240 Oil Barrels Mastaba” cioè la costruzione di una mastaba composta da oltre 1200 fusti di petrolio. Negli anni Sessanta a Sydney, in Australia, “Wrapped Coast”, la ricopertura della scogliera australiana con 100 chilometri quadrati di tessuto anti-erosione e oltre 56,3 chilometri di funi.
Negli anni successivi, numerose altre opere realizzate, come “Wrapped Roman Wall” ovvero il drappeggio di un tratto delle antiche mura aureliane e di una porta romana o “The Pont Neuf Wrapped” il drappeggio del più antico ed unico doppio ponte sulla Senna a Parigi realizzato con 40.876 metri quadrati di poliammide intrecciato e 13 km di funi, ma probabilmente la più importante rimane, anche per la tempistica occorsa a realizzarla, circa sette anni dal 1984 al 1991.
Nel 1991, “The Umbrellas”, l’installazione di 1340 ombrelloni blu a Ibaraki sulle coste del Giappone e 1760 ombrelloni gialli su quelle della California negli Stati Uniti, ogni ombrellone era alto sei metri e aveva un diametro di 8,7 metri. Nel 2005, “The Gates” installazione, all’interno de Central Park di New York, di un percorso pedonale segnato da 7503 “porte” poste a distanza costante da cui scendono teli colorati sospesi a due metri da terra.
Christo e Jeanne-Claude sono due artisti unici che attraverso la loro opera “svelano nascondendo”, aprendo l’immaginazione dell’uomo e nascondendo o evidenziando il contenuto originale per un breve lasso di tempo. Nel periodo di durata del progetto, siti, oggetti ed edifici diventano totalmente altro da sé, assumendo l’aspetto della scultura.
L’esposizione palermitana caratterizzerà l’estate del capoluogo siciliano, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale della città, già da qualche settimana affollata di turisti provenienti da ogni parte del mondo.
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La mostra è organizzata in collaborazione con la Fondazione Federico II.