Si vota il 26 febbraio per eleggere i Consigli delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi di Comuni in Sicilia. O forse no. Di certezze a un mese e mezzo dalla scadenza dei termini stabiliti per legge ancora non ce ne sono, anche se dovrebbero arrivare entro oggi.

L’assessore regionale alle Autonomie Locali Luisa Lantieri conferma a BlogSicilia: “Oggi in giunta nella riunione convocata per le 13 porterò il decreto che indice le elezioni stabilendo come data proprio il 26 febbraio ovvero l’ultimo giorno utile in base alla legge regionale di riforma. Non si può continuare a rinviare questo passaggio democratico, sia pure di secondo livello, perché gli organi di area vasta sono rimasti troppo a lungo commissariati”.

Nonostante questa determinazione dell’assessore, però, non tutto potrebbe svolgersi in questi termini. Alle 12,00, infatti, appena un’ora prima della giunta che dovrebbe deliberare la data delle elezioni, si svolgerà la riunione della Commissione Affari Istituzionali alla quale è invitata anche l’assessore Lantieri. Non sarà una riunione tecnica di Commissione ma una sorta di tavolo aperto ai capigruppo dal quale potrebbe uscire una proposta di legge di iniziativa Parlamentare per rinviare le elezioni o, addirittura, per riformare tutto di nuovo

All’ordine del giorno della Commissione, infatti, c’è c’è il rinvio della data di queste elezioni in funzione della richiesta più che ragionevole giunta dal sindaco metropolitano di Palermo Leoluca Orlando che nei giorni scorsi aveva fatto rilevare come il suo mandato andrà a scadere a maggio. Si rischia, dunque, di eleggere un organo che resterà in carica appena 90 giorni per poi ripetere le elezioni qualche mese dopo.

Una cosa che riguarda la sola Città Metropolitana di Palermo e non le altre due Città Metropolitane (Catania e Messina) e nemmeno i sei Liberi Consorzi. La Commissione dovrebbe analizzare una norma per il rinvio di queste elezioni di secondo livello e decedere se rinviare solo Palermo, rinviare tutte le elezioni o procedere ugualmente.

“Se dall’aula dovesse arrivare una indicazione in questo senso – dice ancora a BlogSicilia la Lantieri – il governo ne prenderà atto, Ma non è nostra intenzione procedere ad alcun rinvio. Se questa dovesse essere l’indicazione arriverà dal Parlamento e non dalla giunta”.

Ma mentre si dibatte sul fare o rinviare le elezioni piovono tentativi di una ennesima riforma della riforma. Le opposizioni urlano al chiaro fallimento della legge voluta dalla maggioranza Crocetta e invocano il ritorno all’elezione diretta del Presidente dei Liberi Consorzi e dei sindaci metropolitani.

“Ormai è chiaro a tutti. La riforma delle Province voluta dal centrosinistra in Sicilia è stata un fallimento. Restituiamo la guida delle Province ai presidenti eletti dal popolo” dice Nello Musumeci  che fu il primo presidente di una Provincia siciliana scelto con la elezione diretta.

Musumeci lancia un appello alla maggioranza di centrosinistra che lo scorso anno ha votato a Palazzo dei Normanni la riforma dell’ente intermedio, stabilendo la elezione di secondo grado: “Da tre anni le Province sono condannate alla paralisi, dalla viabilità alla edilizia scolastica superiore, fino ai servizi per studenti disabili, mentre persino lo stipendio per i dipendenti è diventato quasi una chimera. Si torni all’Ars a votare la controriforma, ossia la elezione diretta del presidente con il coinvolgimento del popolo. L’unico modo – spiega ancora Musumeci –  per tagliare le unghia ai partiti bramosi di potere che sono tornati ad occupare le istituzioni mentre mai come adesso serve far sentire la gente protagonista delle proprie scelte”.

“Ad oltre quattro anni dall’inizio della legislatura gli effetti devastanti della sconclusionata riforma delle province siciliane voluta da Rosario Crocetta sono davanti agli occhi di tutti – rincara la dose il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone – tanto è vero che la stessa maggioranza oggi smentisce se stessa. Noi denunciammo con forza, sin dall’inizio, l’insensatezza del pasticcio ordito dal PD con il sostegno dei grillini. Oggi, di fronte ad uno scenario di mancato governo del territorio e di caos assoluto, di servizi sempre più precari, sono i siciliani a pagare il prezzo più alto. Forza Italia è pronta a discutere le modifiche alla legge regionale, prevedendo la reintroduzione dell’elezione diretta, in merito alla quale abbiamo già depositato il nostro disegno di legge”.

In sintesi Crocetta non vuol saperne di rinviare le elezioni, La maggioranza vorrebbe rinviarle solo a Palermo, Il Movimento 5 stelle vorrebbe rinviarle tutte e il Centrodestra vorrebbe rifare la legge sulla base di una sentenza pronunciata in un solo caso e che stabilisce l’esigenza di ricorrere non ad elezioni di secondo livello ma ad elezione diretta del Sindaco Metropolitano. Il caos Province è di nuovo servito