In una lunga lettera scritta alla Commissione antimafia, al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni ed al Prefetto di Palermo ha parlato di “solitudine e clima insostenibile”. Andrea Mendola, sindaco di Cerda, si è dimesso dal proprio incarico.
Una decisione comunicata stamane e maturata a seguito dell’intimidazione ricevuta dal primo cittadino, con l’incendio, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, di due auto di sua proprietà.

“Le mie dimissioni – precisa ora il sindaco in una nota stampa – non sono una resa alla criminalità organizzata, ma un monito per sensibilizzare chi di competenza sul clima politico e sociale insostenibile che si vive a Cerda”.

Nel 1991, il consiglio comunale di Cerda, paese delle basse Madonie, è stato sciolto per la prima volta dal ministero dell’Interno, “ma da allora – dice Mendola – non è cambiato niente. Mi aspettavo dalle istituzioni locali manifestazioni di solidarietà e legalità contro queste intimidazioni ma non è accaduto nulla”.

ve.fe