Varato un codice etico di 4 punti

Confartigianato: "Sospeso chi non denuncia il pizzo, espulso chi è colluso"

confartigianato giorgio guerrini

27 gennaio 2012 -  Da oggi gli imprenditori associati a Confartigianato che pagano il pizzo senza denunciarlo saranno sospesi, mentre saranno espulsi quanti continuano a essere collusi con organizzazioni criminali. Sono le principali novita’ del codice etico presentato oggi alla Camera di commercio diPalermo.

Quattro articoli che stabiliscono, tra le altre cose, di ‘segnalare tempestivamente agli organi competenti abusi e pressioni da parte di organizzazioni illegali e mafiose; supportare chi denuncia il racket e diffondere la cultura della legalita’ attraverso iniziative sul territorio’.

‘Un ruolo chiave e’ affidato ai dirigenti e ai candidati alle cariche associative – ha detto Giorgio Guerrini, presidente nazionale di Confartigianato - che non devono avere subito condanne per reati dolosi contro lo Stato, l’Ue e il patrimonio, ne’ avere procedimenti penali in corso. Devono inoltre dimostrare con i certificati di avere fedina penale pulita’.


Interpellato sul ‘ritardo’ rispetto al codice varato qualche anno fa da Confindustria Sicilia, Guerrini ha risposto: ‘Prima d’ora in Sicilia non c’era un gruppo dirigente sensibile. Oggi la rappresentanza siciliana guidata dal presidente regionale Filippo Ribisi e’ credibile’.

‘La vera novita’ del codice sta nel voler fornire un esempio alla pubblica amministrazione e alla classe politica regionale – ha detto Ribisi -, non e’ possibile che oggi siamo rappresentati da un parlamento regionale composto da 27 indagati su 90. La politica e le pubbliche amministrazioni si devono dotare di un codice etico’.

‘Affermare che e’ illegale subire l’imposizione del pizzo – ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo – e’ un atto di forte eticita”.

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