Si è chiuso con esito negativo il verbale di conciliazione dell’incontro di oggi che doveva servire a scongiurare i 516 licenziamenti aòlla ksm, la società che si occupa di vigilanza privata. La Ksm non ritira gli oltre 500 licenziamenti.

Non è bastata la notizia della convocazione di un tavolo istituzionale da parte dell’assessorato regionale al lavoro forse già giovedì per cambiare l’esito del confronto presso il Centro per l’impiego di Palermo tra l’azienda e i sindacati.

“Per parte nostra cponsideriamo la proposta dell’azienda ricevibile ma abbiamo lanciato una contrproposta che che non incide sul contratto collettivo di lavoroc osa che non può essere fatta – dice Mimma Calabrò segretario generale della Fisascat Cisl -. Si possono mettere in campo una serie di azioni integrate che vanno dall’esodo volontario alla rimodulazione dei turni fino all’impiego di ammortizzatori sociali studiati ad hoc. Abbiamo avuto, in questo senso, dispoonibilità dalle istituzioni ministeriali e regionali e consideriamo fattibile una rimodulazione che eviti i licenziamenti “

Nonostante, però, l’invito dell’assessorato alla Lavoro alla realizzazione di un incontro prima di chiudere la fase istituzionale, la società ha chiesto di definire ugualmente la procedura dichiarando che procederà secondo la legge.

Rammarico per l’esito dell’incontro viene espresso, invece, dalla Uiltucs che aveva chiesto il ritiro di tutti i licenziamenti “Abbiamo chiesto la disponibilità alla mobilità volontaria e ai prepensionamenti incentivati, ma l’azienda non ha espresso disponibilità in tal senso, dunque l’esito negativo è stato inevitabile. Siamo molto preoccupati, ci auguriamo che l’azienda prima di partire con i licenziamenti aspetti la realizzazione del tavolo istituzionale. Siamo convinti che un serio impegno politico possa aiutare a ripristinare, in questo settore, condizioni di regolarità contrattuale e normativa e contribuisca a intervenire sui bandi affinché non si aggiudichino le gare al massimo ribasso a tariffe molto più basse rispetto al costo del lavoro previsto dalle tabelle ministeriali. La Regione dovrebbe intervenire e implementare il personale degli uffici ispettivi per fare partire i controlli in tutte quelle imprese che si aggiudicano gli appalti tariffe troppo basse”.

Nelle ultime settimane è stato un gran parlare sulle proposte di abbattimento dei licenziamenti legato ad una sorta di contratto di solidarietà contestato dalle aziende della concorrenza che hanno presentato un esposto contro questa eventualità per la ricaduta sulla concorrenza e perfino uno dei sidnacati al tavolo della trattativa, la Uiltucs, ha minacciato querele contro chi diffondeva notizie sulle ipotesi di accordo in modo mistificatorio