
1 febbraio 2012 - “Per la prima volta nella storia delle organizzazioni sindacali o di qualunque struttura societaria viene commissariata una struttura che produce ‘utili’. La Confesercenti di Palermo di fatto non solo non ha debiti, ma produce avanzi di gestione. Nel 2010 ha prodotto utili per 24 mila euro, nel 2011 superera’ i 100 mila euro di utili, dal 2012 produrra’ almeno 60 mila euro di avanzo di gestione”.
E’ quanto ha detto Giovanni Felice, ex presidente regionale e provinciale di Confesercenti Palermo, durante una conferenza stampa, convocata nel capoluogo siciliano per riepilogare le fasi che lo hanno portato a rimettere il proprio mandato da presidente regionale dell’associazione e spiegare i motivi, che avrebbero indotto alcuni dirigenti regionale a disporre il commissariamento della sede di Palermo.
“Come abbiamo spiegato agli osservatori, la Confesercenti di Palermo – ha aggiunto Felice – e’ nelle condizioni non solo di autogestirsi, come ha sempre fatto, ma e’ nelle condizioni di pagare i debiti della societa’ di servizi, Seater srl. La societa’, di proprieta’ della Confesercenti, e’ indebitata per circa 500 mila euro, ma vanta crediti per circa 350 mila euro. Non e’ stata chiusa prima perche’ le perdite erano provocate dagli alti costi del personale, qualunque iniziativa di risanamento significava licenziare il personale”.
Secondo Felice “la Confesercenti di Palermo e’ stata commissariata perche’ era l’unico modo per mettermi a tacere. La mia colpa? Avere denunciato l’allegra gestione amministrativa della Confesercenti Regionale, la doppia contabilita’ della Confesercenti di Catania, i rapporti tra il direttore di Catania e piu’ di un esponente della mafia catanese. E’ evidente che ho scoperchiato qualcosa che non andava toccato”.
A stretto di giro di posta è arrivata la risposta del presidente vicario di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, e il direttore Salvatore Curatolo: “Piuttosto che limitarsi ad attacchi sterili, per i quali sara’ chiamato a risponderne nelle sedi opportune, l’ex presidente Giovanni Felice replichi, carte alla mano, alle contestazioni che gli vengono mosse dagli osservatori inviati dalla giunta nazionale”.
“Gli osservatori hanno scoperto – hanno aggiunto – debiti per centinaia di migliaia di euro, il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti, gli interessi dello stesso Felice nell’organizzazione di corsi di formazione professionale per conto della Confesercenti. Invece di rispondere lanciando accuse che sanno di spazzatura replichi alle contestazioni degli osservatori. Spieghi l’origine di ammanchi e prelievi per decine di migliaia di euro. L’esito dei controlli e’ chiaro e disponibile per tutti coloro che vorranno conoscere la verita’ sulla gestione, questa si’ allegra, della Confesercenti di Palermo. Tutto il resto sono parole in liberta’, destituite di ogni fondamento”.
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