
22 febbraio 2012 - Quello che nessuno sino a poco tempo fa si immaginava sta per verificarsi.
Due amici per la pelle, due uomini, Massimo e Ciccio, stanno per sfidarsi in quella che tutti definiscono la madre delle battaglie elettorali del 2012. Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, infatti, dovrebbe accettare la candidatura a sindaco di Palermo per il Pdl. Un atto d’amore per la sua città che, come gli aveva chiesto domenica scorsa Angelino Alfano, non può venire meno.
La corsa per la poltrona più alta di Palazzo delle Aquile è di fatto la partita politica più rilevante della prossima tornata amministrativa, perché il capoluogo siciliano rappresenta ancora l’ultimo baluardo di quella macchina da guerra che, neanche troppo tempo fa, partorì il sessantuno a zero in favore di Silvio Berlusconi.
Un confronto che il Pdl non può perdere perché, se accadesse l’irreparabile, le conseguenze avrebbero un effetto domino devastante e nessuno – Alfano in testa – può permetterselo.
Il segretario, infatti, nella sua Sicilia gioca una partita nella partita, perché una vittoria del proprio candidato consacrerebbe definitivamente la sua leadership, zittendo così, una volta per tutte, quelle malelingue interne al partito che da sempre mormorano su quell’investitura piovuta direttamente da Berlusconi.
Certo, il match che andrebbe a giocarsi Cascio non è da meno. Anzi. Il presidente dell’Ars ha sempre guardato con una certa ambizione a Palazzo d’Orleans e mettersi in gioco per la sua città risulterebbe sicuramente un gesto di rispetto per il partito e per Palermo. Ecco perché anche in caso di sconfitta, Cascio potrebbe comunque avanzare la propria candidatura alla presidenza della Regione, forte anche della rottura oramai definitiva tra il Pdl e Miccichè.
Tutto per sfidare il giovane Massimo Costa che proprio poche ore fa, oltre a ricevere la benedizione dei big del Terzo Polo, ha sparigliato le carte dimostrandosi sicuro interprete di un rinnovamento che tanto sembra piacere ai palermitani. La differenza sostanziale tra i due è che, mentre per Costa, al battesimo politico, un’eventuale sconfitta potrebbe anche rivelarsi indolore ed anzi trampolino per obiettivi futuri, per Cascio avrebbe conseguenze devastanti, compromettendone l’immagine di vincente che lo ha fin qui accompagnato ad ogni tornata elettorale.
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MA CI STANNO CONTINUANDO A PRENDERE PER I FONDELLI?????? MA QUALE SCESCA IN CAMPO LA VERITA’ E CHE CASCIO HA AVUTO O AVRA’ L’IMPOSIZIONE O SARA’ FUORI DAL PARTITO. SARA’ IL PARAFULMINE DI TUTTI, ONREVOLE CASCIO NON TI CANDIDARE E LASCIA IL PDL NO ALLE IMPOSIZIONI
Vedrete, costa si ritirera
costa non si ritira. cascio andrà al balottaggio e il terzo polo convergerà su cascio, prossimo sindaco di palermo. purtroppo