
5 gennaio 2012 - “Le censure mosse dal Commissario dello Stato sulla norma che integra la dotazione finanziaria per 70 milioni del Credito d’imposta per gli investimenti, dopo l’ampio successo dell’iniziativa (presentate oltre 915 istanze per 600 milioni di investimenti) sono artificiose e prive di fondamento. Le attese e gli impegni di oltre 500 imprese vengono cosi’ vanificati, inibendo lo sviluppo, mentre a Roma si ipotizzano misure per la crescita del Paese che in Sicilia sono già praticabili”.
Cosi’ commenta l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, l’impugnativa operata dal Commissario dello Stato, il prefetto Carmelo Aronica, della norma sul credito d’imposta.
“La posta di bilancio alla quale si e’ ricorsi per dare copertura finanziaria alla norma impugnata – spiega l’assessore – e’ assolutamente identica a quella su cui si sono rinvenuti i 120 milioni che ad agosto scorso (l.r. n.20/2011, art.2) hanno finanziato il credito d’imposta: l’avanzo di amministrazione ai sensi dell’art.3 l.r. 15/2001 e verso la quale non era stata mossa, appena quattro mesi fa’, alcuna censura. E su questo nessun chiarimento viene reso nel ricorso contro l’ultima delibera legislativa”.
“Peraltro, – prosegue l’assessore – sull’avanzo di amministrazione e sul suo accertamento si e’ pronunciata nel 2011 la Corte dei conti per la Regione siciliana che ha parificato il bilancio regionale. Ed e’ su tale certezza che puo’ e deve muoversi la Ragioneria generale nel dare la copertura finanziaria ai disegni di legge. Parificazione che, certamente, non puo’ essere messa in dubbio nei suoi contenuti, tanto meno da altro organo dello Stato; sono, pertanto, da ritenere a dir poco inappropriati e superficiali gli apprezzamenti sul bilancio regionale. E questo mentre la Regione siciliana viene individuata, unica regione speciale, dalla Ragioneria generale dello Stato per la sperimentazione in materia di armonizzazione di bilanci, riconoscendo il percorso di risanamento intrapreso”.
“Se il governo nazionale – aggiunge l’assessore – vuole puntare sulla crescita del Sud, inizia col piede sbagliato. I dati definitivi sulle istanze presentate per il Credito d’imposta dimostrano quanto interesse e quante attese vi siano tra gli imprenditori, siciliani e non”.
“Bloccare questa opportunita‘, – conclude Armao – su cui molti hanno fatto affidamento, significa privare la Sicilia di uno strumento innovativo che ha trovato il gradimento del sistema economico. Forse a Roma a qualcuno non e’ passata inosservata la prospettata impugnativa del Bilancio dello Stato”.
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