Ha fatto la sua apparizione oggi in procura Antonio Fiumefreddo, l’avvocato che sta alla presidenza di Riscossione Sicilia, la società regionale incaricata di riscuotere le tasse nell’isola. C’è riumasto per ben tre ore per rispondere alle domande dei magistrati su una sua denuncia ovvero quella riguardante i deputati regionali evasori. Una denuncia che aveva presentato lui stesso all’indomani della decisione dell’Assemblea Regionale siciliana di non ricapitalizzare, con 2 milioni e mezzo, la società in perdita costringendola a portare i libri in tribunale.

Nella sua intervista Fiumefreddo parlava dei deputati evasori ma, sostiene, senza aver mai fatto nomi. Sul quotidiano La Sicilia, invece, era stato pubblicato l’elenco di questi deputati tranne poi giungere una pioggia di smentite e annunci di querele.

Lo stesso Fiumefreddo, appena ieri, ha annunciato l’apertura di una inchiesta interna per risalire a chi ha passato l’elenco alla stampa, sembrerebbe anche con diversi errori,. Intanto, però, proprio ieri Fiumefreddo ha rincarato la dosa ma con obiettivo, stavolta i comuni siciliani,. 185 quelli che sarebbero morosi, quasi la metà dei 390 comuni siciliani. In testa a tutti ci sarebbe il Comune di catania moroso per quasi 14 milioni e mezzo dei complessivi 41 milioni che Riscossione Sicilia vorrebbe recuperare pignorando le auto blu. An che in questo caso pioggia di smentita ma, fino ad ora, nessuna querela e nessuna inchiesta mentre l’Ars tenta di riportare in discussione una norma per salvare la società partecipata inserita fra le 12 strategiche proprio nel piano di dismissione della Partecipate dall’assessore all’economia Alessandro Baccei.

Intanto sempre oggi il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, si è recato a Palazzo di giustizia, accompagnato dall’avvocato Enrico Sanseverino, e ha consegnato al procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, una querela per ‘diffamazione a corpo politico’ nei confronti proprio di Antonio Fiumefreddo così come era stato stabilito dalla riunione d’urgenza del Consiglio di presidenza dell’Ars che fu convocato dopo le dichiarazioni di Fiumefreddo che facevano seguito alla decisione dell’ars di non stanziare i due milioni e mezzo per il salvataggio di Riscossione Sicilia ma prima della pubblicazione degli elenchi dei ‘deputati morosi’.

Fiumefreddo, in base a quanto riportato dalla stampa, aveva detto, dopo la bocciatura del provvedimento di salvataggio “Siamo fuori dal recinto della politica e ci troviamo in ben altro ambiente, solo la magistratura può salvarci dai mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni”. In seguito il Consiglio di Presdienza dell’ars valutò offensiva anche una dichiarazione rilasciata dopo la pubblicazione degli elenchi degli ‘evasori’ che riportata dalla stampa in questi termini: “Non mi meraviglierei se tra i pirati, che si sono nascosti dietro il voto segreto, ci siano parte dei 61 parlamentari ai quali per la prima volta nella storia abbiamo notificato i pignoramenti delle loro laute indennità”.

E dopo aver ultimato la sua deposizione l’avvocato ha risposto alla querela presentata da Ardizzone “Trovo paradossale – ha detto – che si possa essere denunciati per avere diffamato un corpo politico quando mi sono limitato ad esprimere una libera opinione affatto generica e naturalmente riferita a fatti specifici. Fare il proprio dovere e bussare alla porta dei potenti per trattarli come ogni altro cittadino è dunque pericoloso e considerato oltraggioso da chi presiede un’Assemblea in cui tuttavia siedono parlamentari tratti in arresto anche per reati gravi. Sono indignato ma non sorpreso”.