E’ il giorno del Pd. Il Partito democratico riunisce la direzione e oggi dovrà dare indicazioni ai suoi assessori. In bilico sono in sette, due assessori della sinistra Pd, quattro renziani e un alleato. ma nessuno vuole lasciare la giunta. Sarebbe un suicidio politico farlo proprio adesso, dicono, a quattro mesi dalle elezioni. Il nodo, dunque, è decidere come farlo senza litigare con D’Alia, l’alleato che ha chiesto a tutti di ‘mollare’ Crocetta.

La via mediana sarebbe quella di dire ufficialmente che Crocetta non è il candidato del Pd anche se non si ritirano gli assessori. Per farlo senza litigare con D’Alia né con Crocetta in questo scorcio di legislatura esiste una sola possibilità che Crocetta stesso ha suggerito: la candidatura di Pietro Grasso.

Il presidente del Senato ed ex procuratore sarebbe sicuramente un candidato di spessore e toglierebbe le castagne dal fuoco. Il Sottosegretario Davide faraone gli ha chiesto disponibilità nei giorni scorsi e Crocetta appena sabato si è detto pronto a farsi da parte se il candidato fosse lui e solo in quel caso.

Dunque proporre Grasso candidato e non Crocetta è una soluzione perfetta per chiudere, oggi, la partita senza crisi di governo e senza litigare con nessuno.

Ma anche se la direzione Pd dovesse chiudersi così, appare improbabile che Pietro Grasso sia veramente il candidato Presidente della Regione. Se non oggi la sua candidatura potrebbe scemare nei giorni a seguire man mano che ci si avvicina veramente alla campagna elettorale per le regionali. Nessuna indiscrezione o notizia certa, per carità, solo una serie di valutazioni di buon senso e opportunità.

La Corsa alla Presidenza della Regione è una elezione molto politica e molto legata al consenso che viene conferito ai partiti che appoggiano il candidato presidente. Incidono vari fattori. insomma è una campagna elettorale difficile e senza esclusione di colpi nella quale nessun candidato è mai ‘certo’ di essere eletto.

In secondo luogo il ruolo del Presidente della Regione è quello di grande amministratore. Deve mettere le mani in tanti rivoli di sprechi e di aspettative. Governare la Sicilia oggi senza fondi non è semplice e certamente non ci si fanno amici come accadeva in passato. Ogni atto, poi, è sempre sotto l’occhio attento della magistratura.

Perchè mai un ex procuratore di Palermo, ex giudice a latere del maxi processo, ex procuratore nazionale antimafia e a quel punto ex Presidente del Senato, circondato da stima generale, con una carriere invidiabile e immacolata, all’età di 72 anni (quasi 73 quando dovesse essere eletto Presidente della Regione) dovrebbe spendere probabilmente gli ultimi suoi 5 anni di carriera pubblica in un ruolo così’ scomodo? E prima ancora perchè dovrebbe rischiare una candidatura ad una elezione diretta che potrebbe riservare sgradite sorprese?

Sarebbe certamente un atto di amore verso la sua terra, la Sicilia. Ma in quel caso si porrebbero mille interrogativi che già circolano in rete a dimostrazione del fatto che la sua candidatura non sarebbe solo rose e fiori, non sarebbe un viaggio trionfale verso l’elezione: può un magistrato che ha indagato sull’omicidio di un Presidente della Regione come Piersanti Mattarella, che ha processato e fatto condannare un altro Presidente della Regione come Cuffaro, oggi andare a fare proprio il Presidente della Regione?

Per alcuni certamente sì e proprio per questo, per altri sarebbe una ‘diminutio capitis’ sua e delle sue inchieste, in pratica una perdita, sia pur parziale, di credibilità.

Pietro Grasso accendino Falcone

Insomma la storia che Grasso racconta spesso dell’accendino che gli regalò personalmente Giovanni Falcone, del suo rapporto con quel mondo in quegli anni, potrebbe perdere efficacia e credibilità e quell’accendino che porta sempre in tasca potrebbe iniziare a diventare troppo caldo e scomodo. E questo Grasso proprio non lo vorrebbe per il suo attaccamento ai principi prima ancora che ai ricordi pur tanto importanti.

Alla fine, dunque, sono tanti i motivi per Grasso per dire no, uno solo per dire sì. La scelta, naturalmente, la farà lui ma le probabilità di avere Grasso candidato non sembrano alte.