Sta tornando da Roma dove ha appena incontrato il coordinatore nazionale della segreteria di Bersani, Maurizio Migliavacca e sugli esiti dell’incontro ancora non intende rilasciare dichiarazioni. Ma di certo si capisce che Rosario Crocetta non intende rinunciare alla sua candidatura a palazzo d’Orleans. Lo dimostrano il piglio battagliero e le dichiarazioni al vetriolo che rilascia contro Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all’Ars che oggi lo ha accusato di aver indossato “la maglia del messia” ma di essere in realtà “vecchio”: “Certo che ci vuole una bella faccia tosta da parte di questo signor onorevole Leontini, che fino a ieri stava nel partito in cui i deputati venivano selezionati da Dell’Utri, e che non solo ha eletto Lombardo a presidente della regione, che è la minima cosa, ma ha anche sostenuto Cuffaro fino al giono in cui è andato in prigione, ha difeso Cosentino e Saverio Romano e si è inventato perfino che Ruby fosse la nipote di Mubarak”.

“Ci vuole una bella faccia tosta a dire che io sarei il vecchio – dice ancora Crocetta – In Sicilia si sta affermando uno strano fenomeno, e cioè chi ha gestito il vecchio sistema di potere diventa improvvisamente vergine e senza responsabilità, sol perché dopo aver eletto Lombardo alla presidenza della Regione, decide di mettersi  all’opposizione per qualche anno. E’ troppo poco, ci vuole ben altro.  Anche perché in quel sistema vecchio e purtoppo ancora presente in Sicilia, ci entra benissimo Leontini e il suo partito, il Pdl”.

Quindi l’europarlamentare del Pd parla anche di Raffaele Lombardo e dell’inciucio che lo legherebbe a lui. Il riferimento è ad alcuni commenti esposti dopo le dichiarazioni di Lombardo a La Zanzara sul tema dell’omofobia e della Sicilia pronta ad eleggere un presidente gay: “Una dichiarazione contro l’omofobia diventa il tema dell’inciucio e quindi la sponda a quello che sarebbe il candidato di Lombardo e dei filo-lombardiani. Mi pare un’interpretazione fuori dalla realtà – chiosa Crocetta - Io oggi sono candidato da migliaia di siciliani liberi, un movimento di donne e uomini che attraversa anche il Partito Democratico, ma non solo. E questo movimento chiede le primarie per selezionare democraticamente la candidatura a presidente”. Quindi l’attacco al segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo: “Voglio ricordare che se il segretario regionale del Partito Democratico ricopre ancora quell’incarico lo si deve anche all’ azione di persone responsabili come me che non hanno voluto lo scontro nel partito e hanno cercato il dialogo. Per cui si rispetti la mia posizione e la mia scelta di candidarmi”.